Spotify: per il piano famiglia bisogna provare di essere familiari

“Per permetterci di offrire lo sconto Premium Family, dobbiamo assicurarci che tutti i membri della famiglia vivano nello stesso luogo. Spotify utilizzerà i dati GPS solo per verificare la tua posizione e nient’altro”.
Questa è l’email che gli utenti dell’abbonamento Family stanno ricevendo dall’azienda svedese leader della musica in streaming. Chi si rifiuta di condividere le proprie coordinate GPS, si vedrà inibito l’accesso all’abbonamento.
Lo scopo di Spotify è porre fine all’abuso di alcuni utenti che dividono le spese dell’abbonamento Premium Family – €15 al mese per cinque persone – non tra i familiari, ma bensì con amici e conoscenti. L’abbonamento Premium singolo costa €10/mese.
Per quanto il regolamento di Premium for Family sia molto chiaro – può essere condiviso con “cinque residenti allo stesso indirizzo” – in questo modo vengono esclusi i figli che studiano all’Università in un’altra città oppure quelli con genitori separati, ad esempio.
Anche Apple Music offre un abbonamento “famiglia” – €15/mese e fino a 6 persone – ma i termini d’utilizzo sono meno “stringenti”, infatti si parla genericamente di “familiari”.


12 commenti
Mi sembra che la condivisione della posizione possa far sorgere problemi di privacy… e poi Spotify come fa a decidere cosa si intende per famiglia? Chi abita sotto lo stesso tetto?
Esatto, che abitano allo stesso indirizzo.
A mio parere non è un criterio molto corretto, si verrebbero a creare situazioni paradossali in cui per esempio due coinquilini potrebbero condividere l’abbonamento da perfetti sconosciuti, mentre magari membri della famiglia che abitano in luoghi diversi non potrebbero farlo…boh.
ma infatti a loro non interessa “family” come famiglia di sangue, ma entro dei limiti per evitare che altri possano fare tipo il classico canale telegram “dividiamoci le spese”
Spero che venga boicottato e scelto quello di apple che non chiede sciocchezze del genere che violano anche la privacy
Un piccolo trucco per risparmiare se non si è studenti è quello di abbonarsi tramite Sixthcontinent.
Ma quindi, se uno dei familiari va per lavoro in un’altra città, non può più usare Spotify come esce dalla città della famiglia?! Non credo sia così assurda la cosa, dai! Spero… ?
La residenza è diversa dal domicilio. Se un figlio studia lontano ma è residente con i suoi, a mio avviso il family + valido, che è poi il criterio che applica Apple Music. Sul GPS mi sa che hanno già fatto marcia indietro per la privacy.
Tutti a porre il problema della “famiglia” e cioè che non è giusto che persone della stessa famiglia, ma che vivono in posti diversi, vengano penalizzate, quando nella realtà succede più spesso la furbata e cioè che amici/conoscenti fanno il piano family. Per me ha ragione Spotify a tutelarsi. Che poi non è che questo piano Family sia un diritto acquisito, è un’agevolazione volontaria, e se si rendono conto che sono più i furbi che i santi fanno bene a cambiare. Non conosco aziende che regalano la roba, non si capisce perchè Spotify dovrebbe farlo.
Certo. Ma è assurdo (o “sarebbe” assurdo, perché non ho capito bene com’è impostato) se pago il pacchetto family e poi se mio figlio sta a casa e io sto in giro per l’Italia (o anche all’estero!) per lavoro non posso sentire la musica per la quale pago.
Avrebbe più senso (e spero sia così) chiedere quel check basato sulla localizzazione una tantum (o ogni tot mesi).
Non è stato precisato, ma credo che controllino la posizione GPS nell’arco di un certo periodo di tempo. Se i membri di una famiglia si trovano sempre in località tutte differenti, allora significa che non vivono nello stesso posto.
Ma chi sono questi per decidere sotto quale tetto deve vivere la mia famiglia ?
Se non fosse per BMW idrive li avrei già abbandonati, per colpa dei furbetti non si può penalizzare famiglie dove i figli studiano in altre città o genitori che lavorano in posti alterni, vergogna.