Moof! Una doppia verità

Nel corso di una intervista rilasciata in una puntata del programma VICE News Tonight di HBO, Tim Cook, CEO di Apple, alla domanda se l’ossessione per la privacy non sia un ostacolo per lo sviluppo di Siri, ha risposto così:
“La storia che alcune aziende cercano di farti credere è che devono prendere tutti i tuoi dati per migliorare i loro servizi, beh, non credeteci. Chiunque te lo stia dicendo… sta dicendo un sacco di bugie.“
In questa frase ci sono due verità, la prima è quella che svela direttamente Tim Cook: Google “gioca” con la privacy degli utenti Android e non solo per i suoi fini pubblicitari.
La seconda è che la supposta inferiorità di Siri rispetto a Google Assistente è una questione di sviluppo, in questo caso sebbene l’assistente digitale Apple sia arrivato prima, gli ingegneri software di Mountain View hanno fatto un lavoro migliore.
Quindi, cade inesorabilmente la scusa che Siri è inferiore perchè maggiormente rispettoso della privacy. Ma, non è una cattiva notizia, infatti se i dati dell’utente non sono importanti, Apple deve solo impegnarsi per migliorare Siri.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


4 commenti
Ottima e non faziosa osservazione
Comunque sbandierare di difendere la privacy e prendere miliardi di $ da qualcuno che palesemente della non privacy ne fa il proprio guadagno non mi pare molto coerente.
Se Apple non l’avesse fatto ci sarebbe stato FabrizioD che avrebbe parlato di pessima concorrenza e volontà di monopolio. Anzi non solo FabrizioD ma anche quale giudice l’avrebbe detto. I 9 miliardi o quanto sono, non riguardano una mazzetta, Apple può decidere chi mettere come predefinito e di certo i soldi e la qulità del servizio (google search è l’unico servizio di qualità di google), ma non può eliminare la concorrenza negando certe cose, ed è per lo stesso motivo per cui Apple permette di avere un ecosistema google o microsoft sui suoi iOS o installare windows e linux sui Mac.
Questo perché comunque Apple non può bloccare i terzi, anzi è già stata ripresa per aspetti del genere in cui aveva limitato delle scelte e non permesso a terzi di fare le loro proposte, anche in caso Apple avesse la sua versione del servizio come in questo caso un motore di ricerca.
io ho notato la presuta “inferiorità” di Siri sia dovuta molto anche dalle frasi usate, ho notato che se su Google assistant uso le frasi che uso con siri finisce per non capire nemmeno dopo cinque volte. I vari test su youtube sono fatti da youtubers abituati ad usare google assistant.
Ma entrambi non essendo vere IA finiscono per essere limitate a quei suoni e parole, in modo differente ma universalmente limitato.