Moof! Perchè alla fine ho acquistato l’Echo Dot e non gli altri altoparlanti Amazon
La disponibilità anche in Italia della linea di altoparlanti intelligenti Echo di Amazon non ha destato più di tanto la mia attenzione, almeno fino a venerdì quando è stata annunciata la compatibilità con Apple Music, ed in ogni caso il mio interesse è stato limitato, alla fine ho acquistato l’Echo Dot per altro perchè in offerta a metà prezzo.
Infatti, fino a venerdì, con Mac, iPhone, iPad, Apple Watch e un abbonamento famiglia per Apple Music, non aveva molto senso comprare uno dei dispositivi Echo, neppure per comandare a voce l’accensione e lo spegnimento delle luci Philips Hue e degli altri dispositivi HomeKit.
Gli altoparlanti Echo hanno due difetti, il primo è che nessuno è in grado di sostituire per qualità di riproduzione audio il classico stereo che si mette in salotto. E non parlo di uno stereo per audiofili, ad esempio il mio è costituito da un amplificatore integrato Harman Kardon e da un paio di casse Chario, che comunque suonano bene e forte.
Certo, il top di gamma Echo Plus costa la decima parte del mio stereo, ma rimane sempre il fatto che non è certo questo lo stereo, pardon, una singola cassa non in grado di riprodurre l’effetto stereo, da mettere nel salotto di casa per ascoltare la musica con gli amici o per organizzare una festa.
Il secondo difetto della pattuglia di dispositivi Echo, per altro comune a tutti gli altoparlanti intelligenti, è che sono alimentati solo via cavo collegandoli ad una presa di corrente, non funzionano a batteria. E questo particolare annulla ogni comodità di controllare i dispostivi per la domotica. Se l’altoparlante è nella camera da letto in cui sono rimaste accese le luci e io sono nello studio, non posso certo mettermi a gridare sperando che l’assistente digitale dell’Echo mi senta, e sarebbe particolarmente scomodo ogni volta scollegarlo dalla presa di corrente e portarlo con me in un’altra stanza.
Per segnare le luci in camera da letto quando sono nello studio, io alzo il braccio e rivolto all’Apple Watch esclamo: “Ehi Siri chiudi le luci nella stanza da letto”.
Magari non tutti hanno l’Apple Watch, ma lo stesso si può fare con un iPhone o smartphone Android che bene o male anche in casa si ha sempre a portata di mano.
In sintesi, considerando i due difetti, è meglio investire gli stessi soldi in una cassa non-intelligente che suonerà sicuramente meglio.
Come anticipato, ho acquistato l’Echo Dot a metà prezzo che andrà a sostituire la cassa JBL GO che ho nel bagno e che uso per ascoltare un po’ di musica quando mi rado la mattina o faccio la doccia. Così invece di essere costretto a portarmi dietro l’iPhone, entrando in bagno potrò esclamare: “Alexa riproduci la mia playlist preferita di Apple Music”.
Il tutto aspettano l’HomePod, ne acquisterò due per sostituire lo stereo attuale del salotto.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.



10 commenti
Ciao Stefano, premetto che io ho comprato Google home mini solo perché in offerta a 19,90€, ma Alexa non ha l’app con cui controllare luci e quant’altro?
Si , ma almeno su iPhone non è integrata con Siri, quindi devi lanciare l’app manualmente.
Scusa Stefano, io ho ordinato l’Eco Plus, secondo te è possibile fargli suonare i file audio che ho su un disco di rete MyBook Live ?
Puoi riprodurre in streaming via Bluetooth musica e video da una fonte, ad esempio da un Mac o un iPhone, ma non puoi chiedere ad Alexa di trovare un disco di rete con la musica e riprodurla.
Comunque Echo Plus ha l’uscita audio e puoi collegarlo a qualsiasi stereo.
Io ho anche Sonos 5.1 compatibile con Alexa ed ho sparso la casa con i dot
Se lo stereo è buono, si perde troppa qualità collegando la fonte di riproduzione tramite il jack delle cuffie.
Se lo stereo è “buono” non ascolto musica in streaming…
Non per contraddirti, ma lo stereo buono diventa una necessità con lo streaming musicale altrimenti la qualità si abbassa ulteriormente.
Non è proprio così…
Poi bisogna vedere cosa intendete per stereo buono: 5000, 20000 euro?
Con uno stereo da 1000 euro non è sicuramente il jack che fa perdere qualità…
Comunque Stefano vorrei segnalare che, in vendita, esistono dei dock con batteria per Amazon Echo. Che danno quindi la possibilità di usare l’altoparlante smart anche in mobilità… Uno di questi si chiama “Mission” e costa 55€ circa.