UE: Sicurezza dei dati a rischio con Huawei per colpa nuova Legge di Pechino

| 8 dicembre 2018 | 11 commenti

Bandiera della cina

“In realtà non sappiamo molto ma come persone normali dobbiamo essere preoccupati perché la Cina ha fissato nuove regole (dal 2017 – n.d.r.) in base a cui le loro imprese devono cooperare con la loro intelligence. Da sempre sono stato contrario a backdoor obbligatorie. Non è un buon segno quando le imprese devono aprire i loro sistemi ai servizi segreti”, con questa dichiarazione di Andrus Ansip, vicepresidente con delega al digitale, la Comunità Europea ha espresso la sua posizione riguardo l’opportunità di utilizzare le infrastrutture 5G di Huawei nell’ambito dei Paesi dell’Unione Europea.

Huawei si è dichiarata “Sorpresa e delusa dai commenti” del vicepresidente della Commissione UE e “Respinge categoricamente ogni accusa di poter costituire una minaccia alla sicurezza. Siamo parte della soluzione, non il problema. Nessun governo ci ha mai chiesto di costruire backdoor o interrompere le reti, la cybersicurezza è sempre stata la nostra priorità.”

La “questione Huawei” è da tempo un tema caldo internazionale, e lo è diventata ancor di più dopo il clamoroso arresto di Meng Wanzhou, CFO di Huawei e figlia del fondatore dell’azienda, Ren Zhengfei, ex vicecapo del reggimento del genio militare dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese.

I primi ad essere preoccupati dell’ingerenza dell’intelligence cinese nelle aziende tecnologiche locali sono stati gli americani sotto l’amministrazione Obama. Secondo alcuni senatori repubblicani, Huawei è un’arma del Governo di Pechino, e CIA, NSA e l’FBI hanno consigliato di non utilizzare i suoi smartphone e altri dispositivi, che di fatto sono stati banditi dagli Stati Uniti.

Dello stesso parere sono i servizi segreti britannici, e British Telecom, l’ex monopolista statale, recentemente ha annunciato che non utilizzerà le infrastrutture 5G Huawei, e che smantellerà anche quelli esistenti 3G e 4G. Anche in Australia e Nuova Zelanda le infrastrutture per la rete 5G non saranno Huawei per timori legati alla sicurezza nazionale. L’India ha sempre considerato i legami di Ren Zhengfei con l’esercito cinese e il Partito Comunista troppo pericolosi e non ha permesso ad Huawei di vincere i contratti per la fornitura delle infrastrutture per le comunicazioni locali.

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Argomento: Varie dalla Rete

Commenti (11)

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  1. iRicky66 ha detto:

    Che me ne fotte a mia, io parlo in dialetto/lingua napoletano/siciliano/sardo/milanese ecc.
    Però sti Indiani ne capiscono più degli inglesi, europei, australiani e americani.
    Poi magari tra vent’anni verrà fuori che era solo una battaglia commerciale.

  2. Muffa ha detto:

    Ehm… in verità la guerra fredda era già praticamente finita nel ‘90, mentre la storia dell’ambasciata risale a molto prim. I ‘90 furono gli anni delle rivelazioni delle ex spie russe. 🙂

  3. Fabrizio ha detto:

    E l’Italia? Auhauhauhauhau, tutto in regola.

  4. Franco ha detto:

    Ma quindi perché la notizia riguarda solo huawei? Xiaomi e tutte le altre aziende di telefonia non sono coinvolte?

  5. CLAUDIO ha detto:

    Magari hanno anche armi chimiche ben visibili dai satelliti… ops, no… non ci sono… scusate… abbiamo bombardato? Vabbè, dettagli… 😏

  6. Vortigern ha detto:

    Fanno bene a non fidarsi e fanno bene a tagliarli fuori dagli affari dell’Occidente. Non abbiamo bisogno di regalare altri dati ai cinesi.

  7. iAlex ha detto:

    Vogliamo fare due chiacchiere su Echelon…

    • Stefano Donadio ha detto:

      Echelon è un sistema di spionaggio satellitare messo a punto dai servizi segreti americani negli anni 60, in piena guerra fredda.

      Huawei è una azienda che produce dispositivi elettronici di consumo.

      Sono due argomenti ben distinti tra loro.

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