WindTail è un nuovo “virus” per Mac, ma crea più polemiche che danni

OSX.WindTail è il nome di un nuovo “virus” per Mac recentemente individuato da alcuni esperti di sicurezza, che nell’esaminarlo sono rimasti sorpresi di scoprire che il certificato per sviluppatori macOS utilizzato è stato revocato da Apple da diversi mesi. Inoltre, dopo una serie di test è emerso che a parte gli antivirus di Kaspersky e ZoneAlarm, tutti gli altri non sono stati in grado di intercettarlo, questo perché Apple non ha comunicato la definizione di WindTail ai vari produttori di antimalware per Mac. E così è nata una dura polemica con Apple accusata di essere “arrogante”.
In realtà, non è abitudine di Cupertino comunicare a terzi le definizioni dei malware per macOS scoperti, questo perchè a partire da Mac OS X 10.6.6 Snow Leopard è integrato un sistema anti-malware che viene aggiornato in remoto da Cupertino stessa senza richiedere alcuna azione da parte dell’utente (è necessario solo che il Mac sia collegato ad internet). Inoltre, a partire da macOS High Sierra è stato aggiunto un controllo di sicurezza che viene eseguito ogni settimana per verificare l’integrità del sistema operativo e in caso di difformità mostra un avviso (schermata).
Tornando a WindTail, è stato etichettato un po’ troppo frettolosamente come “virus”, in realtà non appartiene a questa categoria di malware dal momento che non è in grado di infettare autonomamente un Mac e neppure di autoreplicarsi, infatti si tratta di un Trojan o cavallo di Troia che utilizza tecniche di phishing per installarsi, in pratica la vittima viene inganna e indotta ad installare il malware. In più, WindTail non è stato realizzato per propagarsi il più possibile, ma ha come obiettivo i Mac di funzionari governativi di Paesi del Medio Oriente, in sostanza si tratta di una applicazione di spionaggio che fa parte di un Advanced Persistent Threat o APT, una serie di attacchi mirati a specifici obiettivi.
WindTail è stato progettato per registrare e comunicare gli spostamenti della vittima, scattare foto della scrivania del Mac e anche rubare documenti, tuttavia i server predisposti dai pirati informatici per raccogliere queste informazioni risultano non essere stati attivati, quindi non c’è stato alcun pericolo per il tempo i cui i Mac delle vittime sono stati infettati.


2 commenti
“Much ado about nothing”, dunque.
…. diffidare sempre di “wind…. qualcosa” 🙂