Nuove accuse di spionaggio per Huawei in arrivo

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha quasi concluso una indagine penale nei confronti di Huawei, e presto dovrebbe essere formalizzata una accusa di spionaggio industriale, e probabilmente anche alcuni arresti nei confronti del colosso delle telecomunicazioni cinese, a riferirlo è il sempre ben informato The Wall Street Journal.
I procuratori federali americani hanno avviato le indagini in seguito ad una serie di cause civili intentate da alcuni partner di Huawei, e una di queste ha sentenziato nel 2017 che Huawei ha adoperato (rubato) la tecnologia alla base del robot “Tappy” utilizzato da T-Mobile per provare gli smartphone.
Le accuse di spionaggio e furto di segreti industriali non sono nuove per Huawei, recentemente è stato arrestato in Polonia un suo alto funzionario proprio con l’accusa di essere una spia del Governo di Pechino.
Il primo grido d’allarme per le pericolose relazioni tra Huawei, Esercito e partito Comunista cinesi, è stato lanciato dal senatore americano Tom Cotton: “Huawei è effettivamente un braccio dell’intelligence del Partito Comunista Cinese il cui fondatore e CEO era un ingegnere per l’Esercito di Liberazione del Popolo”.
Proprio per via dei forti sospetti di spionaggio, Huawei è un osservato speciale fin dall’amministrazione Obama, ma con Trump si è avuta una accelerazione e la tecnologia 5G, così come smartphone e altri dispositivi cinesi, sono stati vietati in America e perfino nei negozi delle basi NATO sparse per il mondo.
In Gran Bretagna, Australia, Nuova Zelanda e India, i rispettivi servizi segreti hanno avvisato che Huawei rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale, e i vari gestori telefonici hanno rinunciato ad utilizzare le infrastrutture 5G cinesi, arrivando in alcuni casi a smantellare anche quelle 3G e 4G esistenti.
Recentemente, il Wall Street Journal ha rivelato che l’amministrazione Trump sta cercando di convincere alcuni alleati, tra cui anche l’Italia, a non utilizzare la tecnologia Huawei, promettendo in cambio sostanziosi aiuti.
Perfino la Commissione Europea, per il tramite di Andrus Ansip, vicepresidente con delega al digitale, ha espresso le sue preoccupazioni per l’ingerenza dell’intelligence cinese nelle aziende tecnologiche locali, che in base ad un Legge approvata nel 2017 devono cooperare con i servizi di spionaggio e controspionaggio governativi.
Infine, Wanzhou Meng, figlia del fondatore di Huawei e CFO dell’azienda, è stata arrestata in Canada lo scorso 1° dicembre su richiesta degli Stati Uniti. Secondo le autorità americane, l’alto dirigente cinese avrebbe violato le sanzioni nei confronti dell’Iran.

