Moof! Tim Cook: “Ha ragione SPIDER-MAC e torto Bragagnolo, calo iPhone dovuto anche ai prezzi troppo alti”

Ricorderete la polemica a distanza con Lucio Bragagnolo – noto per aver curato una rubrica su MacWorld Italia – che si era espresso duramente dopo aver letto un articolo qui su SPIDER-MAC sui prezzi troppo alti degli iPhone come possibile causa della flessione degli iPhone.
Il fatturato dell’iPhone è in calo del 15% nel primo trimestre del 2019 rispetto allo stesso periodo di un anno fa, e il CEO di Apple, Tim Cook, per la prima volta ha ammesso che il prezzo elevato degli nuovi smartphone è uno dei fattori dietro le cause della scarsa domanda di iPhone.
Parlando con gli analisti dopo la conferenza sui risultati finanziari, Cook ha cercato di spiegare come sono stati determinati i prezzi dei nuovi tre modelli di smartphone lanciata alla fine del 2018.
Cook ha evidenziato che l’iPhone XS ha lo stesso prezzo dell’iPhone X, mentre l’iPhone XS Max costa solo $100 in più, un aumento “naturale” dal momento che ha un display più grande.
L’iPhone XR, che è il più economico della linea 2018, come prezzo doveva essere per forza collocato tra l’iPhone XS e l’iPhone 8, dal momento quest’ultimo continua ad essere disponibile.
Il CEO di Apple ha spiegato che questa strategia di prezzo non ha prodotto cambiamenti significativi in termini di vendite negli Stati Uniti, ma che negli altri mercati la mancanza di agevolazioni per i vettori, che così non hanno potuto offrire i nuovi iPhone a prezzi più bassi, ha indotto molti utenti a non cambiare il vecchio smartphone.
Cook ha concluso che Apple sta cercando di risolvere il problema dei prezzi dei nuovi iPhone, e uno dei metodi potrebbe essere una super valutazione dell’usato.
“Sì, io credo che il prezzo è un fattore. E così stiamo studiano una serie di azioni dovrebbero risolvere questo (problema – n.d.r.), tra cui la permuta e i pagamenti rateali” ha detto Cook.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


17 commenti
Il tempo è stato galatuomo, alla fine. Bravo Uomoragno.
Beh se si prendessero indietro il mio iPhone 6s e pagassi 6-700 euro per il nuovo top di gamma farei subito l’affare. Altrimenti mi tengo stretto il mio finche’ non diventera’ vintage, even more.
A girare con la ragazza per i centri commerciali, solo negli ultimi mesi mi e’ gia capitato di “trovare” 4/5 telefonini persi sulle poltrone, e sentire qualche persona che diceva parolacce perche era caduto il telefonino per terra, qualcuno ammaccato, qualcuno col vetro in frantumi… pensare che mi possa capitare una cosa del genere con un Melafonino da 1000 e passa euro, mi fa rabbrividire… il mio iPhone 6 fa ancora il suo porco lavoro, credo che aspetteo ancora un po’!
Poi spendere 1000 e passa euro e dopo un anno e’ Vecchio perche a Cupertino presentano il modello nuovo… restero’ fedele a mamma apple ma, a queste condizioni, le mie spese andranno sull’indispensabile
Ottimi telefoni, comodi soprattutto per l’integrazione con il mac, ma per quello che faccio io (telefonate, whatsapp, navigazione internet, un paio di foto ogni tanto…) ci sono altri telefoni di marca che mi permettono di fare le stesse cose altrettanto bene per meno di un terzo del prezzo di un “melafonino” ultimo modello. Mi dispiace, ma se non si danno una regolata con i listini credo proprio che mi terrò il mio 6s il piú possibile per poi tornare ad Android. Lo stesso ragionamento vale per i Mac.
Se passi ad Android e Windows, ricordati di aggiornare i rispettivi antivirus.
Gia sperimentata la questione in passato: Su tre telefonini Android non ho mai avuto problemi, anche senza aver mai usato antivirus, antimalware, ecc, anche attivando i diritti di root. Ho avuto poi Windows per 20 anni, sempre usato con antivirus gratuiti prima e quello “di serie” poi: ricordo solo un virus, su Xp, circa una quindicina di anni fa., risolto mi pare con una patch.
Pensa che per iOS non esistono neppure gli antivirus, e quelli per Mac servono essenzialmente per intercettare i virus per Windows (innocui per Mac) ed evitare così di infettare il collega che usa Windows.
Io, da Mac user, dico solo questo: ad adagiarsi troppo sulle «ormai presunte» rendite di posizione, alla fine ci si rimette. In ufficio ho solo Mac (meno un PC per audiovideo, dove il Mac è “non pervenuto”), ma è già il secondo laptop Win10 che compro dopo sei mesi dal primo e viaggio come un signore. Ah, smartphone, solo Android, MAI un problema. Mai.
Infatti, alla fine, continuo a comprare Mac solo perché voglio un’assicurazione sulle eventuali grane causate dalla sbadataggine dei miei addetti (perché quando lavori con la roba degli altri sei meno prudente), mica per altro.
A me sembra che Tim Cook abbia detto qualcosa di diverso, che il prezzo degli iPhone 2018 è allineato con quello dei modelli precedenti una volta che si tiene conto delle caratteristiche tecniche più avanzate e infatti negli USA e in alcuni paesi europei c’è stato un record di vendite. Ha anche detto che le vendite ridotte in altri mercati, Giappone e Cina in particolare, derivano da fattori non controllabili da parte di Apple, la fine dei sovvenzionamenti all’acquisto dei gestori telefonici in Giappone, e la guerra commerciale USA-Cina per quest’ultimo paese.
Queste considerazioni non implicano che Apple abbasserà i prezzi. Piuttosto farà in modo, come dici tu stesso, di far “girare” di più gli iPhone, rendendo più conveniente ridare indietro un modello precedente per acquistare quello più recente, e provando ad allargare la base di nuovi utenti tramite la messa in circolazione dei vecchi modelli a prezzi più convenienti.
Infine, da vecchio (in tutti i sensi) utente del Mac (e non solo), mi sembra decisamente fuori luogo definire Lucio Bragagnolo come una persona nota solo “per aver curato una rubrica su MacWorld Italia”. Per uno che ha contribuito fortemente alla diffusione dell’informatica in Italia in dai tempi di BIT, in particolare in ambito Mac e anche durante i tempi bui nei quali Apple non se la filava nessuno, ci vorrebbe non dico rispetto ma almeno un minimo di giusta considerazione. Sic transit gloria mundi.
La notizia che Apple abbasserà i prezzi in alcuni Paesi soprattutto in quelli in cui c’è stato un aumento per via del dollaro forte, come in Turchia, è riportata da tutti i siti e blog americani e italiani che si occupano di tecnologia.
Per quanto riguarda la conoscenza del curriculum di Bragagnolo, credo che sia una questione di anagrafe (faccio parte della generazione .com), e onestamente lo conosco solo per via della rubrica che curava su MacWorld Italia prima che fallisse. Poi, su Google non è che si trovano molte informazioni su Bragagnolo.
P.S.
La rivista Bit a cui accenni, stando a quanto riporta Wikipedia, ha interrotto le pubblicazioni nel 1997, a giugno dello stesso anno io ho comprato il mio primo computer, un Mac, e nel 1998 ho messo online questo blog.
Vero, Apple abbasserà i prezzi dell’iPhone in alcuni paesi — non in USA né in Europa e nemmeno in Giappone — perché con il dollaro forte sono diventati artificialmente troppo cari, e li allineerà ai prezzi locali dell’anno scorso. A me non sembra che sia un ricoscimento del fatto che “l’iPhone costa troppo”, piuttosto che Apple non vuole perdere quote di mercato in certe zone del mondo. YMMV.
Per quanto riguarda Bragagnolo, BIT e in generale la conoscenza della storia informatica (almeno quella), mi dispiace ma non esiste solo Wikipedia. Esistono i libri, i siti web, tonnellate di documentazione. Ad esempio, su archive.org ci sono alcuni numeri (troppo pochi!) di BIT, la prima rivista in Italia che parlava di (micro)computing (qui il primo: https://archive.org/details/Bit_001). Non prenderla come una critica ma solo come un consiglio, documentarsi al meglio prima di scrivere qualunque cosa è una pratica faticosa, ma che alla lunga paga.
Perdonami, ma tu veramente credi alle cose che scrivi?
In alcuni Paesi l’iPhone costava 100 ed ora il prezzo è stato portato a 90, ma non è una riduzione di prezzo, è un “riallineamento” per “non perdere quote di mercato” (!?!).
Cercare notizie su qualcuno utilizzando archive.org non è una pratica faticosa, è follia pura a meno che tu non sappia esattamente cosa cercare e soprattutto quando. Nelle more, Google restituisce pochissime informazioni su Braganolo.
Io non ho mai detto di cercare informazioni su archive.org, ho detto che “non esiste solo Wikipedia. Esistono i libri, i siti web, tonnellate di documentazione”.
Fra questa c’è archive.org, ma ci sono anche MILIONI di siti che parlano di storia dell’informatica.
Prima di scrivere ci si dovrebbe documentare a dovere, cercare, leggere e studiare. Sono parole in disuso, ma la credibilità viene da lì.
By the way, archive.org non è più da tempo solo un snapshot di siti web, ma un repository di documentazione di tutti i tipi, libri, riviste, audio, video. Prima di tacciare qualcuno di follia dovresti sapere di cosa parli.
Proprio perchè ci sono milioni di siti, qualche informazione sarebbe dovuta saltare fuori, e invece…
Non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare.
Hai ragione, sono superficiale, non avendo trovato nulla su internet, avrei dovuto consultare libri e riviste su carta in quale biblioteca.
E adesso?
Chi lo dice a Bragagnolo?