È ufficioso: monitoraggio del sonno in arrivo su Apple Watch
Mark Gurman di Bloomberg, uno dei pochi giornalisti in grado di anticipare con incredibile precisione prodotti e funzionalità non ancora presentati da Apple, riporta che nel quartier generale di Cupertino si sta lavorando per aggiungere il monitoraggio del sonno all’Apple Watch.
“Se la funzionalità sarà successo in fase di test, la società prevede di aggiungerla all’Apple Watch entro il 2020, secondo una delle persone. La società ha rilasciato nuove versioni della Apple Watch ogni autunno dal 2016”, si legge nell’articolo di Gurman
L’attuale durata della batteria dell’ Watch già permette di monitorare il sonno con app di terze parti, come Sleep++ di David Smith, a patto di mettere al risveglio l’orologio sotto carica per un’oretta mentre si è sotto la doccia e si fa colazione.
In questo momento la funzionalità della modalità Sonno di iOS è piuttosto rudimentale, e ci sono diversi “indossabili” di Fitbit e Withings che permettono di monitorare la qualità del sonno, anche se non sempre con la dovuta precisione.


4 commenti
Buona notizia, anche se personalmente non riesco proprio a dormire con l’Apple Watch al polso, troppo fastidioso.
Nemmeno io, poi, come si diceva bene nell’articolo, la batteria non è ancora abbastanza performante per gestire il monitoraggio del sonno, nella migliore delle ipotesi si potrebbe tentare di farlo una notte sì e una notte no
Beh, dipende, io lo carico da circa il 50-60% fino al 100% ogni sera verso le 18 per un’oretta e poi lo indosso le rimanenti 22-23 ore quindi ce la potrebbe fare. Certo dipende molto dall’uso che se ne fa ma di notte consuma poco
Quando avevo FitBit la rilevaziomne del sonno era eccezionale, con fasi rem ecc…
In AppleWatch attualmente è abbastanza pietosa nonostante le App di terze parti, quella che secondo me può competere è AutoSleep, per me la migliore di questo genere.
FitBit però resta sempre meglio e lo rimpiango sotto questo aspetto IMHO.
Speriamo che apple implementi questa funzione nativamente e soprattutto la renda “retroattiva” sui vecchi AppleWatch.