Apple manda un messaggio a tutti quelli che dicono: “Non ho nulla da nascondere”

15 marzo 2019 ore 16:07 | di | 6 commenti

Privacy iPhone

Trovare un sistema semplice ed efficace per spiegare i benefici di tenere al sicuro i propri dati e tutto ciò che riguarda la privacy non è semplice, ma probabilmente Apple ci è riuscita con la sua nuova pubblicità “Privacy on iPhone – Private Side” pubblicata sul YouTube.

Il video, della durata di appena 60 secondi, si apre con le immagini di diversi cartelli come “Non sconfinare”, “Alla larga”, ‘Attenti al cane’, e altri ancora. Poi vengono mostrate brevemente una serie di situazioni che si verificano tutti i giorni, come due persone che interrompono una conversazione frenetica quando arriva la cameriera, una cassettiera da ufficio che viene chiusa a chiave, delle persone che chiudono porte e persiane di un ufficio prima di iniziare una riunione, un trita documenti e altro ancora. Verso la fine, una donna alza il finestrino quando si accorge che l’uomo della macchina a fianco la guarda mentre si trucca.

“La tua privacy conta. Da criptare le conversazioni iMessage, o non salvare una cronologia dei tragitti in Mappe, a limitare il tracciamento attraverso i siti con Safari. iPhone è stato progettato per proteggere le informazioni.” si legge nella descrizione della pubblicità Apple.

Lo spot di Cupertino manda un messaggio a tutti quelli che sono contrari o comunque sminuiscono l’importanza della privacy dicendo “Non ho nulla da nascondere”. Anche gli aspetti più banali della nostra vita giorno per giorno non sono qualcosa che necessariamente si desidera condividere con tutti, e lo spot dell’iPhone è molto efficace nel trasmettere questo messaggio.

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Argomento: iOS

Commenti (6)

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  1. Andrea ha detto:

    Capita a fagiolo. Giusto oggi stavo pensando di smettere di usare la mail di google, e di cominciare ad usare quella iCloud.
    E’ altrettanto/piu’ sicura in tua opinione?

  2. Alessandro ha detto:

    Certo che il “tritra” documenti e la macchina “affianco” sono delle perle d’italiano. E i correttori automatici, stavolta, non possono essere invocati.

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