Amazon dà lavoro a migliaia di persone per ascoltare le registrazioni Echo

| 11 aprile 2019 | 5 commenti

Amazon echo plus

Amazon si avvale di una squadra costituita da migliaia di persone per ascoltare le registrazioni effettuate da dispositivi Echo, stando ad un articolo-scandalo pubblicato da Bloomberg.

Queste registrazioni sono trascritte, annotate e, infine, utilizzate per “migliorare” la qualità degli altoparlanti smart di Amazon.

Bloomberg è riuscita a sapere che questa squadra è un “mix di impiegati part-time e a tempo pieno di Amazon”, lavorano in tutto il mondo e ascoltano in genere fino a 1.000 registrazioni audio per turni di nove ore.

Il lavoro che fanno è coperto da un accordo di non divulgazione, ma i tre giornalisti di Bloomberg autori dell’articolo sono riusciti ad ottenere alcuni dettagli che contrastano con l’etica e la privacy. In pratica alcune conversazioni riguardano aspetti estremamente privati dei proprietari degli altoparlanti Echo.

Amazon sostiene che ascolta solo una piccola parte delle richieste che provengono dal suo altoparlante, e che i dipendenti non hanno accesso diretto a informazioni personali degli utenti. Tuttavia, secondo Bloomberg, la squadra di “ascoltatori” Alexa ricevono un numero di account, il numero di serie del dispositivo e il nome utente.

Per quanto riguarda Siri, Bloomberg fa notare che anche Apple utilizza propri dipendenti per valutare se l’interpretazione dell’assistente digitale è conforme ha ciò che l’utente ha detto. Tuttavia, queste registrazioni sono prime di informazioni personali identificabili e sono conservate anonimamente per sei mesi.

Infine, anche Google conserva frammenti audio delle richieste rivolte dagli utenti all’assistente digitale, ma non sono associate ad alcuna informazione personalmente identificabile, e l’audio è distorto anche per salvaguardare l’identità.

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Argomento: Varie dalla Rete

Commenti (5)

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  1. Massimiliano ha detto:

    Ma se uno accetta spontaneamente di installare un microfono in casa, perché poi si meraviglia che altri ascoltino?

    • Stefano Donadio ha detto:

      Il problema in questo caso sono le registrazioni che vengono associate all’account Amazon ed anche al dispositivo, quindi è possibile risalire all’utente reale.

      • Christian ha detto:

        Il problema è che hanno dato a intendere che c’era un trattamento automatizzato e non degli umani. Inoltre quando dicono di udire reati stanno cercando un nuovo cliente, lo Stato che ormai si serve di terzi per violare la nostra riservatezza. Inoltre Amazon vi spia su tutti i fronti, anche controllando gli altri dispositivi nella stessa rete locale. Il detto che la madre dei cretini è sempre incinta dovrebbe esservi noto, ma per legge dobbiamo essere informati e manifestare un consenso. Chi non ha mai visto l’indice della Gazzetta ufficiale non può meravigliarsi che altri si indignino per la continua violazione delle nostre regole.

  2. Massimiliano ha detto:

    Capisco, ma il problema è a monte, accettando l’installazione del microfono il rischio è implicito, un po’ come fornire le chiavi della propria esistenza a Facebook per poi scoprire che la commercializzava

    • Stefano Donadio ha detto:

      Lo stesso problema allora vale anche per l’iPhone, l’iPad, Apple Watch e Mac che utilizzano Siri. Tutti di fatto sono un microfono acceso. Però, come spiegato nell’articolo, Apple e Google rendono anonime queste registrazioni, a differenza di Amazon.

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