Rumor: antitrust UE avvia una indagine su Apple Music dopo la denuncia di Spotify

| 6 maggio 2019 | 6 commenti

Il Financial Times riporta che la denuncia di Spotify nei confronti di Apple sarà oggetto di indagine da parte della Commissione della concorrenza dell’Unione europea. Il problema è il 30% di commissione richiesto da Apple sul prezzo dell’abbonamento Spotify, che scende al 15% per il secondo. Il colosso svedese dello streaming musicale ritiene che si tratta di una “Apple Tax” che avvantaggia Apple Music . La denuncia è stata presentata a marzo

Apple ha già risposto alle accuse sostenendo che Spotify vuole tutti i vantaggi della visibilità dell’App Store, senza però pagare nulla, pur non essendo la sua una app gratuita. A partire dallo scorso settembre, l’azienda svedese ha adottato la stessa strategia di Netflix, smettendo di offrire la possibilità di acquistare l’abbonamento Premium direttamente dall’app, rimandando al sito web per la sottoscrizione.

Per via della normativa antitrust della UE, se l’indagine si dovesse concludere a favore di Spotify, Apple potrebbe essere costretta a cambiare le sue pratiche commerciali sul vecchio continente e pagare una multa fino al 10% del suo fatturato, cioè fino a $ 26,6 miliardi.

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Argomento: iOS, Musica

Commenti (6)

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  1. MelaVer ha detto:

    è una tassa che viene posta in ogni app nello store, ciò che chiede Spotify è l’essere avvantaggiati rispetto al resto dello store e non è giusto.

    App store di Apple è proprietà di Apple, non è pubblico non è di altri, quindi Apple potrebbe anche mettere una commissione del 90% (cavoli suoi, perderebbe tutti gli sviluppatori), il fatto che ci sia iWork gratuito per gli utenti ios e macos non è concorrenza a prodotti a pagamento similari, così se spotify vuole usufruire il servizio app store A PRESCINDERE DA COSA OFFRE deve pagare un “affitto” per avere un bacino d’utenza e visibilità maggiore. Mentre apple music è di proprietà Apple quindi o si pagano da soli le commissioni con una sorta di riciclo di denaro, oppure semplicemente le app first party sono avvantaggiate come è normale che sia, ma non mi pare che Apple abbia mai chiuso i suoi ponti con i terzi anzi, è lo store più florido e che porta veri guadagni agli sviluppatori.

    Non è questione di concorrenza o meno, sarebbe stata concorrenza sleale se Apple avesse precluso lo store a Spotify senza validi motivi o se Spotify avesse dovuto seguire regole diverse dalle altre applicazioni e dagli altri sviluppatori, quella è favoritismo e concorrenza sleale.

  2. Emperor Zurg ha detto:

    Francamente non riesco a caopire la richiesta di Spotify. Voglio stare sull’App Store, che ha un costo, gratis. E perchè non fanno come Netflix, come suggerito nell’articolo. Chi si scarica l’app Spotify dall’App Store, accede al proprio account dopo che ha pagato l’abbonamento via Web.

  3. LucaS ha detto:

    Io invece capisco benissimo.
    Ci si prova, se va male tutto resta così, se va bene danno un bel colpo ad apple.

    • Nicola ha detto:

      E vabbè, l’antitrust decide che Apple non può richiedere il 30% sull’abbonamento, e naturalemnte questo varrà anche per altre app, quindi l’App Store come si regge, sulle spontanee donazioni degli utenti?

  4. iRicky66 ha detto:

    Qualcuno sa le condizioni economiche che fa Google Play sul suo store ai vari sviluppatori?

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