Moof! Jony Ive è immune alla maledizione Apple?

| 1 luglio 2019 | 2 commenti

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Nel 1998, Steve Jobs era tornato alla guida dell’azienda che aveva fondato dopo 10 anni di esilio, ed aveva dato il via alla sua idea di Hub-digitale lanciando una serie di prodotti tutti rivoluzionati: iMac Bondi Blue, iBook a conchiglia, iPod, iTunes, iTunes Store e poi iPhone e iPad.

Per portare a termine il suo progetto digitale, Jobs si circondò dalle menti più creative del settore informatico e dell’elettronica di consumo dell’epoca. La foto che vedete in alto è stata scattata il 24 ottobre del 2005, e rappresenta un momento d’oro per l’Hub-digitale di Jobs, quando Apple dominava incontrastata il mercato dei lettori MP3 con gli iPod. Da sinistra: Tony Fadell, Jon Rubinstein, Jony Ive e Phil Schiller. Ad eccezione di quest’ultimo, e di Ive che ha appena annunciato di voler abbandonare Apple, tutti, incluso Jobs, sono stati colpiti da una sorta di “Maledizione Apple”. In pratica, chiunque abbia ricoperto un ruolo di primo piano in Apple, quando ha deciso di abbandonare l’azienda, ha fallito.

Tony Fadell: considerato un genio, è ricordato come il “Papà dell’iPod”. Jobs lo assunse nel 2001. Fadell ha lavorato a ben 18 generazioni di iPod, ha sviluppato l’ecosistema iPod+iTunes, è il co-inventore dell’iPhone, ed ha seguito i progetti delle prime tre generazioni. Poi, nel 2010 ha deciso di lasciare Apple per fondare Nest, ha lanciato un termostato intelligente, poi l’azienda è stata acquisita da Google, che gli ha affidato il compito di progettare i famosi occhiali che non sono stati mai lanciati sul mercato.

Jon Rubinstein: fu chiamato da Jobs nel 1990, ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo di iMac e iPod. Nel 2006 decise di lasciare Apple per Palm. Grazie alla sua esperienza, il Palm Pre veniva riconosciuto da iTunes come un iPod, consentendo così di sincronizzare musica e foto. Il Palm Pre è stato un flop colossale, e poco dopo Palm è fallita.

Steve Jobs: licenziato da Apple nel 1985, subito dopo ha fondato NeXT Computer e presentato il computer NexTcube, che nelle intenzioni iniziali doveva sfondare nel campo dell’istruzione e poi in quello aziendale. La nuova azienda, nonostante numerosi finanziamenti ricevuti da importanti aziende come Canon, cominciò ad erodere il patrimonio personale di Jobs, e solo grazie a Gil Amelio, il CEO di Apple nella metà degli anni ’90, Jobs evitò il collasso finanziario  tornando come consulente di Cupertino, e vendendo il sistema operativo creato per il computer NeXT, che servirà come base per Mac OS X (per la precisione, Jobs torno ad essere miliardario grazie anche al film Toy Story realizzato da un’altra sua azienda, la Pixar).

Steve Wozniak: sebbene non sia incluso nella foto, va aggiunto a questo elenco. Agli inizi degli anni ‘80, Woz non era contento della trasformazione di Apple da azienda con un limitato numero di ingegneri suoi amici, a grande produttore di computer. Ebbe un incidente aereo da cui secondo alcuni non si riprende mai completamente, e nel 1985 decise di lasciare Apple per fondare una nuova compagnia chiamata CL 9, il cui obiettivo era sviluppare un telecomando universale. Ma, quando il telecomando era quasi completato, e mancava solo la programmazione di Woz, decise di tirarsi indietro. Wozniak assunse un altro programmatore per fare il suo lavoro in modo da poter trascorrere più tempo con i suoi figli. L’azienda CL 9 chiuse nel 1988, appena tre anni dopo la sua fondazione.

Alla fine dell’anno Jony Ive lascerà Apple per fondare LoveFrom, una azienda di design. La “Maledizione Apple” colpirà ancora?

Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione. 

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Argomento: Moof!

Commenti (2)

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  1. Gerry ha detto:

    Dagli altri articoli di stampa sembrerebbe che il nome del futuro brand di Ive sia LoveFrom non LoveMore

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