Tim Cook attacca duramente la ricostruzione del Wall Street Journal sulla vicenda Jony Ive

| 2 luglio 2019 | 10 commenti

Tim Cook Apple

A Tim Cook, CEO di Apple, non è piaciuta la ricostruzione che ha fatto il Wall Street Journal (WSJ) sulle cause che hanno portato Jony Ive a fondare una sua azienda di design ed a lasciare Apple.

Il prestigioso quotidiano americano ha descritto con toni quasi apocalittici la situazione all’interno della divisione design di Apple. Il punto di rottura sarebbero state le divergenze su come realizzare l’Apple Watch, che avrebbero gettato in una profonda frustrazione Jony Ive. Sempre secondo il WSJ, il team che si occupa della progettazione dei dispositivi non riporrebbe grande fiducia in Evans e Alan, i sostituti di Ive, e il loro parere sarebbe stato sempre “provvisorio”, in attesa di quello di Ive.

“La storia è assurda. Molto di quanto riportato, e sicuramente le conclusioni, semplicemente non corrispondono con la realtà. In generale, mostra una mancanza di comprensione su come funziona il team di progettazione e come lavora Apple. Distorce legami, decisioni e eventi al punto che non riconosciamo l’azienda che pretendono di descrivere. Il team di progettazione è incredibilmente talentuoso. Come ha detto Jony, sono più forti che mai, e sono assolutamente certo che prospereranno sotto la guida di Jeff, Evans e Alan. Conosciamo la verità e sappiamo le incredibili cose che sono capaci di fare. I progetti sui quali stanno lavorando vi lasceranno a bocca aperta.”

Il ruolo di responsabile del reparto progettazione di Apple, che era stato creato appositamente per Jony Ive, alla fine dell’anno sarà affidato a due persone: Evans Hankey vicepresidente della divisione Industrial Design, e ad Alan Dye responsabile della Human Interface Design. Entrambi riferiranno al direttore operativo Apple, Jeff Williams.

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Commenti (10)

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  1. FabrizioC ha detto:

    La verità ti fa male?

    (no, non sono a conoscenza della verità, solo un pensiero conseguente alla notizia)

  2. ilfolle ha detto:

    l’abbandono di Ive in apple assomiglia sempre più alla dipartita di Marchionne in Fiat: una sola persona che riusciva a ricoprire diversi ruoli cardine che, per sostituirlo, servono più persone…

  3. massimo ha detto:

    Sicuramente è il segno che la Apple del grande Steve non c’è più e non comanda più il cuore ma il portafogli: questo non è necessariamente un male ma è l’attuale realtà a Cupertino dove contano di più i ragionieri che i designer. Non è questo che avrebbe voluto Jobs, ma tant’è, Lui non c’è più…

  4. barbalarossa ha detto:

    Vorrei dire una semplice cosa, ci sarà sempre nostalgia di chi ha fatto un buon lavoro, ma le cose inevitabilmente si evolvono. Le persone vanno in pensione, hanno altri progetti oppure sfortunatamente possono mancare. Ma Jobs, Ive hanno avuto ottime idee, altre le hanno copiate (Ive l’ha fatto pesantemente!) ma tutti hanno lavorato benissimo e a livelli altissimi. Così sono sicuro che lo faranno i sostituti, il mondo li guarda, se poi sono giovani ancora meglio. Basta questo frignare “uuu ecco la fine di Apple, senza Steve fallirà, senza Ive farà tutto schifo” lo dicevate anche nel 2011 poi abbiamo visto come è fallita Apple… Secondo voi senza Ive avremo prodotti con un brutto design?

    • Claudio ha detto:

      Potrebbe anche essere.
      Per quale motivo c’è il pensiero che “nuovo = meglio” ?
      In fin dei conti, se i prossimi designer saranno più bravi del precedente, significa che Ive non era il migliore e i prodotti sarebbero potuti essere più belli…. se invece Ive era il migliore, i prossimi produrranno, per ovvie ragioni, prodotti più brutti.

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