La storia dell’archiviazione Apple: dal floppy al Fusion Drive
Il modo di archiviare i dati è cambiato radicalmente dagli albori dei computer all’era moderna. Dall’iniziale salvataggio sulle cassette dell’Apple II nel 1977 ai dischi a stato solido dei più recenti MacBook Pro, il sistema di archiviazione ha sperimentato una rivoluzione fisica ed economica. Eccone tutte le evoluzioni.
- 1977 (giugno): Apple lancia l’Apple II, che aveva inizialmente un’interfaccia per salvare i dati sulle cassette audio. Apple raccomandava di usare le Panasonic RQ309 in alcuni dei suoi primi manuali.

– 1978 (giugno) Apple lancia il floppy Disk II, una delle più importanti periferiche di sempre, la migliore del genere per l’epoca, che risolve anche uno dei difetti dell’Apple II: la mancanza di spazio di archiviazione. In più, da subito si rivela essere una importante voce del bilancio della società.

- 1984 (gennaio) Il primo Macintosh 128K aveva un lettore floppy interno da 3,5 pollici. Conteneva il sistema operativo basato su disco, ma poteva essere rimosso dopo l’accensione del computer così da poter usare il drive con altri floppy.

– 1987 (marzo) Apple ha iniziato ad utilizzare i dischi rigidi integrati con il Macintosh SE. I modelli equipaggiati con un disco rigido da 20MB utilizzavano la connessione SCSI. Ovviamente era possibile collegarli esternamente prima di allora.

– 1991(ottobre) Apple lancia il PowerBook 140, oltre ad altri due modelli, con dischi rigidi da 20 a 80 MB.

– 1998 (agosto) l’iMac G3 Bondi Blue, fu rivoluzionario perché abbandonò il lettore di floppy in favore di una porta USB. Fu però l’iMac SE del 2001, chiamato Flower Power, a offrire la possibilità di registrare CD con un masterizzatore CD-RW 24x/8x/4x. 24X era la velocità di lettura, 8x era la velocità di scrittura dei dischi CD-R e 4x era la velocità di riscrittura. I dischi CD-R erano sufficientemente economici per tutti e i dischi CD-RW, che potevano essere riscritti, erano anch’essi accessibili, nonostante non fossero affidabili per i backup come i dischi rigidi. I CD-R potevano graffiarsi facilmente, come i normali CD-ROM.

– 2007 (giugno) Oltre a esplorare nuove frontiere nel settore degli smartphone, l’iPhone avvia la storia d’amore tra Apple e l’archiviazione flash.

– 2008 (febbraio) Nonostante fosse possibile collegare un disco rigido all’Airport Extreme, Time Capsule è stato il primo dispositivo di archiviazione di rete per Apple. Consentiva di eseguire un backup del Mac su un disco rigido tramite il Wi-Fi.

– 2010 (ottobre) Il sottilissimo MacBook Air è stato il primo laptop Apple con un SSD. La variante del MacBook Air con un disco SSD da 64 GB era costosa, ma veloce. Apple adottò gli SSD su tutti MacBook Pro e MacBook.
– 2012 (ottobre) Introdotto sugli iMac e Mac mini del 2012, Fusion Drive è il nome dato da Apple a un disco ibrido che unisce un SSD a un disco rigido tradizionale e li presenta come un’unità combinata.



3 commenti
2019 e siamo ancora fermi al Fusion Drive (iMac)… Direi che siamo rimasti un filo indietro
Indietro rispetto a cosa? Il Fusion Drive non esiste neppure per i PC.
Fusion drive, affidabile come un hdd e veloce come un ssd, cosa si vuole di più?
siamo nel 2029 altroché