Huawei HarmonyOS: il terzo polo degli smartphone, il secondo del lato oscuro, è arrivato

| 9 agosto 2019 | 10 commenti

Huawei HarmonyOS

Huawei riprende da dove aveva lasciato Microsoft: la realizzazione di un terzo polo mobile e non solo. HarmonyOS, è il nome del sistema operativo multipiattaforma realizzato con in mente gli smartphone, ma destinato a qualsiasi dispositivo che si connette ad Internet, a partire dalle TV smart.

Come trapelato nei giorni scorsi, il sistema operativo di Huawei si basa su un nuovo micro kernel ed è stato definito  “completamente diverso da Android e iOS” da Richard Yu, CEO della divisione Consumer Business Group del colosso cinese.

HarmonyOS è un sistema open source con architettura sicura, affidabile e soprattutto flessibile al punto che gli sviluppatori dovranno realizzare un solo tipo di applicazione, che lanciata sul dispositivo, qualunque esso sia, automaticamente mostrerà l’interfaccia utente più appropriata.

 

Inoltre, è possibile trasformare una app di Android in una compatibile con Harmony in sole 48 ore grazie al compilatore statico Huawei ARK, il primo in grado di eguagliare la virtual machine Android, supportare diversi linguaggi e compilarli tutti insieme.

La rapidità di esecuzione è l’altro punto di forza di HarmonyOS: 5 volte più veloce rispetto ad Android, secondo Yu.

Per quest’anno, HarmonyOS sarà lanciato solo in Cina e sarà installato solo sulle smart TV. Già partire da domani, gli utenti cinesi potranno acquistare il televisore intelligente Honor Smart Screen 55” 4K con HarmonyOS a bordo.

Nei prossimi tre anni Huawei ha l’ambizioso progetto di commercializzare ogni tipo di dispositivo smart – dagli indossabili, ai computer, agli altoparlanti, alle automobili – con HarmonyOS. Nel comunicato ufficiale non si menzionano gli smartphone e i tablet che però sono presenti nelle schermate mostrate durante la la prima conferenza dedicata agli sviluppatori (HDC 2019) organizzata da Huawei. 

HDC2019

Riuscirà Huawei dove ha fallito Microsoft? La chiave di volta sono gli sviluppatori che dovranno valutare redditizio impegnare il proprio tempo nel realizzare/convertire le loro applicazioni per la piattaforma Huawei, cosa che non riuscì a Redmond, e in parte anche a Google, perché iOS rimane sempre una miniera d’oro in questo settore.

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Argomento: Notizie

Commenti (10)

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  1. Emperor Zurg ha detto:

    Tutto molto bello, a cominciare dal nome, ma senza le app di Google e tutto il suo ecosistema potrà andar bene solo per la Cina.

  2. Super Mario ha detto:

    Pollice in su per il nome.

  3. Power User ha detto:

    Paradossalmente, alla fine dal ban di Trump è nato qualcosa che potrebbe fare del bene a tutto il mercato, del lato oscuro mobile, come direbbe il nostro Spider-Mac di quartiere.

  4. Ivan ha detto:

    “gli sviluppatori dovranno realizzare un solo tipo di applicazione, che lanciata sul dispositivo, qualunque esso sia, automaticamente mostrerà l’interfaccia utente più appropriata.”

    Mi ricorda la Universal Windows Platform questo discorso

  5. Power Geek ha detto:

    Cosa penso? Che Android é morto. Perché dico questo? Perché il mercato Android é in mano ai cinesi al netto di Samsung. LG, Sony e HTC sono cadaveriche e ogni anno potrebbe essere l’ultimo per loro. Se il Governo cinese lo desidera, può imporre Harmony a tutte le aziende cinesi, già si dice che Xiaomi lo sta testando…

    Qui il problema é la MIOPIA assoluta di Google. Android ha avuto questa deriva asiatica e nessuno ha mosso un dito, anzi Google ha pure venduto Motorola ai cinesi. È l’azienda con più liquidita del pianeta, e non investe letteralmente nulla in hardware, due telefoni in croce, zero pubblicità, zero negozi(o quasi) e nemmeno una vendita capillare dei propri telefoni.
    Huawei e i cinesi combattono contro dilettanti allo sbaraglio.
    Resta Samsung, ma se il mercato premierà Harmony, alora ci sarnno i Galaxy con Harmony.

    Resterà Apple vs tutta la Cina.

    Spero che Microsoft approfitti di questa situazione e investa in Android, se giocasse bene le sue carte con una gamma varia e personalizzata, e puntando molto sull’essere UNICA azienda americana rimasta sulla piazza, di sicuro verrebbe premiata degli USA.

    • Carlo ha detto:

      È chi se lo compra una smartphone con Harmony senza Google Maps & C.? Ma neppure alla metà del prezzo.

      • Christian ha detto:

        Quelli che non vorranno vedersi la pubblicità che Google ha già annunciato, quelli che sanno che 1 miliardo di cellulari Android vivono già senza le app di Google, che hanno già scoperto la vergognosa profilazione a cui sono esposti dall’industria del controllo sociale di massa svelata da Snowden e Wikileaks, quelli che non vogliono la loro vita in mano all’intelligence degli USA che ha accesso a tutti i dati custoditi da Amazon, Facebook e Google, quelli che hanno usato almeno una volta il proprio tempo libero per fare qualcosa di diverso dal cazzeggio e magari sono riusciti a pensare. Io vivo senza usare i servizi di Google e non mi mancano, c’è vita anche altrove.

        • Christian ha detto:

          Certo, quelli di cui ho scritto non hanno nessun prodotto con Android in casa, ma sarò tra i primi a comprare questi prodotti per frammentare un monopolio che non fa bene a nessuno.

        • Massimo ha detto:

          Cioè secondo te è meglio mettere “la vita in mano” ad un governo autoritario? Certo che Google, Facebook & Co ci spiano fino a dentro il cesso, ma secondo te HarmonyOS avrà una vocazione alla limpidezza e alla privacy?

  6. MelaVe ha detto:

    Sotto sotto è android con un nome diverso e in versione “liscia” è inutile che prendono per i fondelli, altrimenti bisognerebbe rifare le app da capo o quasi. Praticamente è “una distro linux” android based. Già Xiaomi in cina ha il suo ecosistema, ora lo avrà anche Huawei, ma a parte la possibile ignoranza di persone che prendono il nuovo Huawei credendo di avere app e servizi dei precedenti, per il resto sarà qualcosa che rimarrà per lo più all’interno del territorio cinese, perché nessuno sano di mente lo comprerebbe al di fuori. Dovendo scegliere mi fido più di google, che possa anche contarmi i peli nel didietro, ai cinesi no (e non intendo cinesi come popolo, ma come governo e tutto ciò che ci gira intorno).

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