Photoshop 2020 è stato craccato prima dell’annuncio ufficiale

Photoshop, così come le altre applicazioni di Adobe, non hanno mai avuto fama di essere inviolabili, e puntualmente ad ogni nuovo rilascio poco dopo su Internet appare il famigerato crack che consente di utilizzarle senza pagare la licenza. Ma, questa volta siamo di fronte ad un autentico record: Photoshop 2020 v.21.0 è stato presentato solo ieri, ma addirittura già qualche ora prima della conferenza Adobe MAX sui soliti siti torrent si poteva scaricare sia l’applicazione, sia l’utility “Adobe Zii 2020” che consente di aggirare la registrazione.
Secondo una leggenda, Adobe non ha mai voluto creare un sistema efficace antipirateria per le applicazioni della Creative Suite, per consentire a chiunque di imparare a utilizzare i suoi software prima di intraprendere la carriera professionale, poi, una volta avviata la propria attività, le stesse persone che hanno utilizzato le copie piratate, acquistano le licenze. Alcuni sostengono che questo è il motivo per cui la Creative Suite è onnipresente nelle industrie di design e fotografia.
Con l’arrivo della Creative Cloud, Adobe ha rivoluzionato il sistema di distribuzione: non si acquista più la suite o le singole applicazioni, ma si “noleggiano”: da €12,19 al mese per il piano “fotografia” (versione più recente di Photoshop e Lightroom). Le applicazioni si continuano ad installare sul computer, ma ogni 30 giorni per gli abbonamenti mensili, o 180 giorni per quelli annuali, bisogna collegarsi ad Internet per convalidare la licenza. In caso contrario, le applicazioni smettono di funzionare.


2 commenti
Da sempre la pirateria è stata la fortuna delle software house, Microsoft, Autodesk e la stessa Adobe non sarebbero quello che sono oggi se non ci fossero state le versioni pirata che le hanno rese mainstream.
Il che si riallaccia al post dell’altro giorno su Compaq e l’ascesa del PC come piattaforma universale de facto.
E poi si guadagna di più affittare che vendere il software.