La Tela del Ragno: rivedremo mai il “fiddle factor” di Jony Ive?

Probabilmente, il 2019 sarà ricordato come l’annus horribilis di Apple, per via della decisone di Jony Ive di lasciare Apple per creare LoveFrom, una sua azienda di design. Anche se Cupertino rimarrà il principale cliente di Ive, la preoccupazione di molti utenti di vecchia data a cui stanno a cuore i prodotti Apple – io sono tra questi – è quello che potrebbe essere andato perduto per sempre il cosiddetto “fiddle factor” di Ive, presente in ogni Mac, iPhone, iPad e così via.
Il fiddle factor è il “colpo da maestro”, una funzionalità apparentemente banale, ma che fa la differenza.
La sua origine ha inizio negli anni ’80, quando Ive era solo uno studente, e per un semestre effettuò uno stage presso Roberts Weaver Group, una azienda di design di Londra. Il suo primo progetto fu quello di disegnare una nuova penna per la Zebra di Tokio, uno dei più famosi produttori di penne giapponesi
La penna, chiamata TX2, era di plastica bianca con degli inserti in gomma zigrinata per agevolare l’impugnatura, ma ciò che lo rendeva unica era una caratteristica all’apparenza superflua. Ive aveva scelto di pensare in particolare all’aspetto ludico dell’oggetto. Avendo notato che le persone tendevano a giocherellare con la penna, aveva deciso di dare loro qualcosa con cui divertirsi quando non scrivevano. Aveva perciò aggiunto all’estremità superiore una sfera dotata di un meccanismo a pressione, che si potesse usare per giocherellare.
L’intuizione di dotare un oggetto ordinario di un lato ludico sembrò forse insignificante ad alcuni, eppure la presenza di quell’optional trasformò la penna in qualcosa di speciale. Secondo Phil Grinyer, il responsabile di RWG, l’azienda presso la quale Ive stava effettuando lo stage, “l’idea di inserire in una penna un elemento studiato soltanto per poterci giocherellare era completamente nuova. Jony sapeva pensare alle cose in modo diverso. Aveva riflettuto non solo sulla forma della penna ma anche sul fattore emotivo. E, che ci crediate o no, era un fatto clamoroso, soprattutto per una persona cosi giovane”.
Ive realizzò un prototipo che piacque così tanto al suo capo, Barrie Weaver, che finì con il giocherellarci per tutto il tempo. Gli altri designer di RWG se ne accorsero e nello studio si cominciò a dire che la penna aveva una sorta di “jonità”, un’espressione che iniziarono ad adottare per indicare una caratteristica misteriosa per cui le persone erano portate a toccare un oggetto e giocarci.
La capacità di Ive di dotare i propri progetti di elementi tattili cominciò fin da allora a emergere come uno dei suoi tratti distintivi (molti dei suoi successivi progetti per la Apple presentano maniglie o altri componenti che invitano l’utente a toccare il prodotto).

La Tela del Ragno è l’editoriale, ma senza editore, di Spider-Mac, ma come un editoriale tratta un problema o un fatto di rilevante attualità legato al mondo Apple.



1 commenti
vogliamo la segretezza di rango maniacale sui nuovi device (che non si deve sapere proprio niente di niente fino a 30 secondi prima dell’evento di presentazione), vogliamo il “fiddle factor” e pure la “one more thing”!!! :)))