Cerimonia Golden Globe: un disastro per Apple

La cerimonia dei Golden Globe, che insieme al premio Oscar ed al premio Emmy, è il maggiore riconoscimento nel settore cinematografico e televisivo, non è andata esattamente come sperava Tim Cook.
Apple aveva ottenuto tre nomination con The Morning Show, una per la migliore serie TV, e due con Jennifer Aniston e Reece Witherspoon a contendersi il premio per la migliore attrice protagonista, che invece è stato vinto da Olivia Colman (The Crown), mentre Succession è stata giudicata la migliore serie TV drammatica.

Ma fin dall’inizio, il Golden Globe si è rivelato un disastro per Apple. Infatti, il comico Ricky Gervais, incaricato di condurre la cerimonia, ha iniziato con un monologo al vetriolo attaccando tutto e tutti, la NBC, la Hollywood Foreign Press, l’attrice Felicity Huffman, Leonardo DiCaprio, Martin Scorsese, Netflix, Jeffrey Epstein e anche Apple:
“Apple si è messa in gioco con le serie TV con The Morning Show, un dramma superbo sull’importanza della dignità e del fare la cosa giusta, realizzato da una compagnia che manda avanti delle sweatshop in Cina” (sweatshop indica luoghi di lavoro sporchi, malsani affollati in cui il personale è sottopagato) “Le compagnie per cui lavorate, è incredibile” – continua il conduttore dei Golden Globe 2020 riferendosi agli attori – “Apple, Amazon, Disney. Se l’ISIS lanciasse il suo servizio streaming, contattereste subito il vostro agente, vero?”


12 commenti
Credo che la varie compagnie e persone attaccate possano benissimo querelarlo, soprattutto in USA dove si ricorre sempre per tribunali.
la verità purtroppo può ferire, ma è proprio questa…
Nel monologo di Ricky Gervais c’era molta ipocrisia. Quasi tutti gli smartphone vengono assemblati in Cina, quindi anche lui ne aveva uno in tasca realizzato sfruttando la mano d’opera cinese.
Ma come si permette di insultare un’azienda concorrente ad un premio durante la premiazione?
perche è un deficiente in cerca di notorietà che da OGGI è senza lavoro x lungo tempo……
Quindi e’ giusto sfruttare, secondo te.
Il problema e’ mondiale. Qualsiasi cosa indossi, non solo l’utilizzo degli smartphone, vedrai scritto made in China, made in Vietnam, o anche in Romania.
Purtroppo se l’iPhone verrebbe prodotto in USA non potrebbe avere quei prezzi, ma risulterebbero minimo il triplo.
Pesce grande magia pesce piccolo. Pagare un dollaro al giorno e’ meglio di 100 per un operaio.
Sfruttare? In base a quale criterio tu da esterno giudichi lo “sfruttamento”? La gestione dei cittadini cinesi è di competenza della Cina, non di Ricky Gervais o di un qualsiasi altro personaggio. L’ipocrisia sta anche nel giudicare quello che altre nazioni fanno, con il metro di giudizio di chi comunque usa prodotti fabbricati in Cina, o in qualsiasi altro luogo.
Secondo me non e’ cosi’ ma e’ di competenza Apple(perche’ si sta parlando di loro) ma il discorso e’ generale.
Se nella mia ipotetica fabbrica decido che l’operaio deve lavorare 8 ore con 3 pause, sono io a deciderlo non di certo la Cina.
Le fabbriche in Cina NON sono di proprietà di Apple. Apple si avvale della collaborazione di fornitori di terze parti come qualsiasi altra azienda occidentale che non possiede impianti propri. I famigerati siti produttivi Foxconn sono cinesi, di proprietà di cinesi, gestite da cinesi e impiegano cittadini cinesi. Se la legislazione del governo cinese permette loro di imporre certi ritmi produttivi, il problema è del Governo cinese e non di Apple.
Go it, grazie.
Stimo molto Gervais, principalmente per il suo essere ateo anticlericale (come ogni persona di buon senso e di intelletto dovrebbe essere) ma l’attacco ad Apple non ha proprio senso. Qualsiasi cosa è prodotta in Cina e le condizioni di lavoro in quella nazione NON riguardano il resto del Mondo. Ogni nazione è sovrana e gestisce il proprio territorio e il proprio popolo come meglio ritiene opportuno (cosa che gli Americani fanno finta di non sapere, continuando ad arrogarsi il diritto di Paladini della Razza Umana, ruolo che si sono assegnati da solo ma che nessuno gli avrebbe mai voluto concedere). Se i lavoratori cinesi sono “sfruttati” è un problema dei cinesi non del resto del Mondo. Un attacco ipocrita messo li solo per attirare l’attenzione.
Diciamo che per noi consumatori è molto più facile dire: “sono i cinesi a essere cattivi con gli operai cinesi” così ci laviamo la coscienza e facciamo finta di nulla. Comunque il mondo va così: gli americani per i loro interessi ammazzano in tutto il mondo, gli europei colonizzano l’Africa per i loro interessi, gli africani si ammazzano per il potere e le armi, quello che mangiamo viene prodotto facendo vivere gli animali in condizioni pietose… riempiremmo un libro su queste cose. Piaccia o no il mondo va così, come diceva un mio collega: “pancia piena non pensa a pancia vuota” facciamocene una ragione.