Moof! Il brevetto che può rivoluzionare l’iPhone

A memoria non ricordo di un solo brevetto Apple scoperto online che poi abbia trovato applicazione nella realtà, questo perchè le nuove invenzioni vengono secretate per evitare che la concorrenza possa trarre qualche vantaggio andando semplicemente a consultare l’archivio online dell’Ufficio Brevetti americano. In pratica, il brevetto di un nuovo dispositivo viene alla luce solo dopo che lo stesso dispositivo è stato annunciato.
Fatta questa premessa, in queste ore sta facendo il giro di Internet la documentazione presentata da Apple per brevettare un sistema di lenti intercambiabili per iPhone.
La possibilità di cambiare obiettivo, per altro di dimensioni tali da poter entrare nel taschino piccolo del jeans, potrebbe essere la funzionalità-killer della prossima generazione di iPhone, e insieme alla fotografia computazionale contribuirebbe a ridurre quel divario dalle reflex che al momento è incolmabile.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


9 commenti
Ciao,
“In pratica, il brevetto di un nuovo dispositivo viene alla luce solo dopo che lo stesso dispositivo è stato annunciato”
Questo non è del tutto corretto, almeno per gli addetti ai lavori. Nella procedura di approvazione di un brevetto, nell’ultima fase il brevetto diventa pubblico e consultabile anche se il prodotto non è ancora sul mercato. Questo per consentirne l’analisi ed eventuale contestazione da parte di concorrenti e la revisione da parte di chi lo sta sottoponendo.
Hai ragione, ma per i suoi brevetti, Apple chiede la secretazione. In alcuni casi la richiesta di brevetto è stata presentata addirittura dopo il lancio del prodotto (accadde con l’iPod, ad esempio).
Ciao, credo ci siano un paio di piccole precisazioni in merito (conosco abbastanza l’argomento, detengo 3 brevetti tramite l’azienda per cui lavoro): la segretezza non è che sia stata una richiesta di Apple, tutte le domande di brevetto hanno un periodo di segretazione di 18 mesi prima di essere pubblicate, salvo esplicita richiesta opposta (ma non lo fa nessuno) del depositario che riduce il periodo a 90 gg. Mentre è in effetti possibile richiedere un brevetto entro un anno dall’uscita sul mercato, ma è un rischio perché, se nel lasso di tempo tra l’uscita sul mercato e il deposito, qualcuno dovesse presentare una domanda, ti espone a dover dimostrare che sei stato tu in effetti a pensare prima di lui all’invenzione.
Probabilmente le norme che disciplinano i brevetti in America sono differenti o lo erano all’epoca dei fatti a cui mi riferisco. Sicuramente Apple ha chiesto la secretazione di alcuni brevetti relativi a segreti industriali di primissimo livello. Per l’iPod, fu brevettato molti anni dopo il lancio.
Hai ragione! Non conoscevo questa possibilità valida solo per l’ufficio brevetti US. Ancora una precisazione da suocera 😀 : il segreto vale solo per la domanda (il famoso patent pending) mentre nel momento in cui viene concesso diventa pubblico e credo sia quanto sia avvenuto per l’ipod: la domanda è stata depositata a tempo debito e secretata, quando molti anni dopo è stato concesso è diventato di pubblico dominio.
Un sistema del genere richiedere che l’intero modulo obbiettivo-sensore fosse separato e sostituibile e innestabile unicamente per i contatti elettrici con la scheda madre e il comparto computazionale.
Sarebbe una novità ma anche piuttosto costosa, più che per un prodotto consumer, che in ogni caso oggigiorno è già ampiamente coperto dai moduli con 3-4 sensori/obbiettivi potrebbe essere interessate per dispositivi particolari e fortemente specializzati.
Prima che Steve Jobs presentasse il Power Mac con Superdrive, il masterizzatore DVD da solo costava quanto il Power Mac… L’adozione su larga scala di un tecnologia, ne fa abbassare il costo.
Indubbiamente, ma era comunque un evoluzione del masterizzatore CD, tranquillamente preventivabile.
Anzi a metà degli anni 90 i primi masterizzatori CD erano percentualmente anche più costosi.
In questo caso non so quanta esigenza ci sia di una cosa del genere, ripeto pensando che già oggi i top usano 3-4 sensori nel corpo.
Averne uno solo sostituibile sarebbe veramente visto come un miglioramento rispetto alla possibilità di averne 3-4 già disponibili che coprono tutte le esigenze e che permettono scatti nettamente più reattivi del dover cambiare a mano il gruppo sensore-ottica?
Il vantaggio prioritario sarebbe poter sostituire il gruppo con altri più aggiornati/potenti, anche di terze parti.
Però mi pare un po’ come quanto motorola/google (o chi erano) propose l’idea dello smartphone modulare.
Componenti sostituibili a seconda delle esigenze (e del momento), nerd entusiasti del “lo faccio come piace a me”.
Successo? Meno di zero.
Il progetto apple mi pare un po’ come un’idea valida anni fa, prima che il mercato virasse sugli smartphone multisensore/ottica.
I telefoni modulari a cui ti riferisci prevedevano dei moduli di grosse dimensioni che diventava scomodo portarsi dietro. Mentre gli obiettivi intercambiabili sarebbero della grandezza di un bottone di un cappotto.
In ogni caso, a molti piacerebbe poter utilizzare un 50mm o una lente specifica per le macro su un iPhone.