Tim, Wind Tre e Vodafone multate per il “balzello” sulle ricariche in ritardo

L’AGICOM, l’Autorità Garante nelle Comunicazioni, ha inflitto a Tim, Vodafone e Wind Tre una multa di €2 milioni (€696 mila a testa) per il “balzello” sulle ricariche in ritardo. In pratica, gli utenti con un piano ricaricabile che dimenticavano di ricaricare in prossimità del rinnovo erano costretti a pagare un “balzello” che a seconda dell’operatore variava da €1 a €1,80. In cambio, l’utente poteva continuare a telefonare, inviare SMS e navigare su Internet. Il costo del traffico erogato veniva poi detratto dalla successiva ricarica.
L’AGICOM ha stabilito che il balzello “non possa configurarsi come semplice esercizio dello jus variandi per il quale, in applicazione dell’art. 70, comma 4 del Codice delle comunicazioni elettroniche, non è necessaria l’accettazione da parte degli utenti essendo sufficiente la garanzia di un diritto di recesso dal contratto senza costi”. In sintesi, il “balzello” è una variazione vera e propria del contratto.
Inoltre, “la delibera n. 326/10/CONS obbliga gli operatori a far cessare immediatamente la connessione dati nel caso in cui il credito disponibile sia completamente esaurito e a riattivarla soltanto dopo aver ricevuto un’espressa manifestazione di volontà da parte dei clienti”, ha precisato l’AGICOM.

