iOS 13.5 beta include l’opzione “Notifica esposizione COVID-19”
Apple e Google hanno annunciato che stanno collaborando allo sviluppo di una tecnologia per il tracciamento dei contatti COVID-19 che si basa sul Bluetooth degli smartphone.
Nel pieno rispetto della privacy, sarà possibile sapere se si è venuti in contatto con una persona contagiata dal virus, e quindi auto-isolarsi e ricevere le istruzioni del caso dalle autorità sanitarie locali.
Nella terza beta di iOS 13.5, Apple ha aggiunto una nuova funzionalità chiamata “COVID-19 Exposure Notifications” che permette di abilitare o disabilitare questo tipo di notifiche. Al momento è attivata di default, e funzionerà in stretta collaborazione con l’app che i vari Governi rilasceranno (in Italia lo sviluppatore Bending Spoons ha realizzato l’app “Immuni” che presto sarà disponibile su App Store e Google Play).
La funzione COVID-19 Exposure Notifications si trova in Impostazioni/Privacy/Salute
e come anticipato al momento non funziona perchè richiede il download di un’app autorizzata da una autorità sanitaria, e che utilizza l’API che Apple e Google hanno messo a disposizione degli sviluppatori (Immuni utilizzerà questa API).
Nel loro comunicato congiunto, Apple e Google hanno spiegato che entro la fine dell’anno questo sistema di notifiche, sempre su base volontaria, funzionerà anche senza aver installato una app specifica.


12 commenti
C’è una cosa che non capisco, è l’utente che dopo aver fatto il tampone segnala di essere positivo attraverso l’app Immuni?
No. Dopo aver fatto il tampone, se positivo, il medico invita l’utente ad aprire l’app Immuni e selezionare l’opzione “carica dati” che genera una stringa. Sarà poi il medico ad inserire questa stringa nel server collegato all’app.
Si certo, con i medici italiani che non sanno neppure mandare una ricetta via e-mail ma preferiscono dettarla al telefono. Ahahahahahah
che ridere…..
Non fa ridere, ma la situazione italiana è esattamente questa. La possibilità che il sistema funzioni in modo capillare con i medici che devono fare la procedura spiegata qui sopra è pura follia.
Francamente non ci vendo nulla di complicato. La stringa alfanumerica, tipo kDFV456HqazpYb, va inserita in un campo di un software collegato al server. Si tratta di fare un copia-incolla e di dare Invio.
Per noi che smanettiamo con i computer è semplice. Per i medici che hanno Windows 95, non hanno nemmeno la connessione a internet e sanno a malapena battere i pulsanti della tastiera no. Comunque se la pensiamo in modo diverso non succede nulla.
Considerando che ci sono medici tutt’altro che capaci d’inviare una ricetta via mail, deduco siamo messi maluccio.
Non so gli altri commentatori in che Paese vivono ma io conosco molti medici anche di una certa età che lavorano quotidianamente con un Pc, perché oramai, si son dovuti aggiornare ai nuovi sistemi informatici.
Poi dovremmo tener presente che sono tutti Laureati o Plurilaureati e una tastiera la sanno usare forse meglio di molti internauti.
Il problema potrebbe essere casomai : Avranno il tempo di farlo?
Saluti
se avete così paura di un’app statevene a casa, scuse su scuse, vi spiego un paio di cosette.
1) se il medico è totalmente ignorante in materia informatica, quindi non manda la stringa ma voi siete positivi, STATE A CASA!
2) se non volete rischiare che i dati che avete già bellamente fornito a Facebook, Google, Tiktok e chissà quanti altri servizi e aziende, finiscano anche per agevolare l’app creata per cercare di gestire meglio il coronavirus, non scaricatela e STATE A CASA!
3) Se non sapete cosa fare perché se non vi dicono cosa fare non riuscite ad avere il buon senso di agire per rispettare le norme e mettere in sicurezza voi stessi, le vostre famiglie e le altre persone in generale, STATE A CASA!
Buona serata
Addirittura. Quasi quasi mi hai fatto paura. Ma non è che hai sbagliato blog e volevi scrivere in quello della d’urso?
Bla bla bla