Recensione: MacBook Pro 13″ Ice Lake, il nuovo cavallo di battaglia di molti utenti pro

Apple continua nella sua strategia inaugurata nel 2016 di rilasciare due MacBook Pro 13” con specifiche hardware così diverse che potrebbero essere tranquillamente due portatili con nomi differenti: il primo utilizza processori Intel Core di ottava generazione “Coffee Lake” ed ha solo due porte Thunderbolt 3 sul lato sinistro, quindi è poco adatto per scopi professionali (una porta viene occupata per la ricarica), mentre il secondo è equipaggiato con i Core decima generazione “Ice Lake”, ed ha quattro porte Thunderbolt 3, due per lato.

Tuttavia, la vera novità di questi modelli è l’eliminazione della controversa tastiera a farfalla a favore di quella più affidabile con meccanismo a forbice, ribattezzata Magic Keyboard.
A chi è diretto
Mentre il nuovo MacBook Pro 13″ due porte Thunderbolt 3
strizza l’occhio agli utenti consumer “evoluti” che vorrebbero acquistare il MacBook Air top di gamma, il secondo si rivolge chiaramente ad un’utenza di professionisti e hobbisti che hanno bisogno di prestazioni elevate della CPU, ma per i quali la grafica è secondaria. In particolare è indicato per sviluppatori di app mobile, Web designer, ingegneri e architetti, anche se per quest’ultimi progettare su un 13 pollici non è l’ideale.

Invece, chi deve fare modellazione 3D, sviluppo di giochi, editing video o persino fotoritocco pesante, il MacBook Pro 13” Ice Lake non è l’acquisto giusto per via della scheda grafica integrata. Infatti, per quanto la Iris Pro di Intel abbia fatto passi da gigante nel corso degli anni, non è ancora in grado di tenere il passo con una GPU discreta.
L’attuale versione di macOS supporta le schede grafiche esterne o eGPU, e su Apple Store è disponibile la eGPU di Blackmagic (€695), che include una GPU Radeon Pro 580 con 8 GB di memoria GDDR5. Tuttavia, dopo l’iniziale entusiasmo, Apple non sembra essere più interessata, evidentemente perchè, dati di vendita alla mano, si è accorta che i nomadi pro del Mac preferisco acquistare un portatile con una scheda grafica integrata. Il fatto che Cupertino non ha proposto un’alternativa più costosa e più potente alla eGPU di Blackmagic sembra avvalorare questa tesi.
Configurazione
Il MacBook Pro 13” top di gamma è equipaggiato con un processore Intel Core i5 quad-core da 2GHz decima generazione “Ice Lake”, la nuova grafica Iris Plus, 16 GB di memoria LPDDR4X a 3733 MHz e un SSD da 512 GB con velocità di lettura/scrittura fino a 3 GB/s.

In fase d’ordine è possibile optare per il Core i7 quad-core a 2,3 GHz, aggiungere 32GB di RAM e scegliere un SSD da 1TB, 2TB o 4 TB, quest’ultimo costa €1.500. È il caso di soffermarsi su queste opzioni di configurazione d’archiviazione perchè vengono esplicitamente incontro ad una specifica categoria di professionisti, confermando così la vocazione del portatile ad essere il nuovo cavallo di battaglia di una buona parte degli utenti pro. In quest’ambito ci sono due filosofie di pensiero, alcuni preferiscono risparmiare acquistando un portatile con una capacità di archiviazione “base”, e utilizzare unità esterne. La seconda scuola di pensiero, invece, preferisce sostenere anche un costo elevato pur di avere la comodità di un gigantesco disco d’avvio, e non essere così costretti a portarsi dietro unità esterne. Questa possibilità di scelta prima non c’era.
Come tutti i portatili Apple, anche il MacBook Pro ha una fotocamera frontale da 720p, e supporta Bluetooth 5.0. Molti hanno criticato l’assenza del Wi-Fi 6, argomentando che questi portatili dovrebbero essere costruiti per durare e gli iPhone d’ultima generazione supportano il Wi-Fi 6. Tuttavia, prima che il Wi-Fi 6 si possa diffondere adeguatamente occorreranno molti anni ancora, basti pensare che al momento ci sono solo una manciata di modem/router Wi-Fi e tutti costano uno sproposito.
Per quanto riguarda il monitor, la risoluzione 2.560 × 1.600 pixel a 500 nits di luminosità è più che buona per un 13 pollici, ma è anche vero che ci sono schermi ad alta risoluzione migliori.
Design
L’aggiornamento tanto rumoreggiato di un nuovo portatile da 14 pollici non c’è stato. Si tratta praticamente dello stesso modello rilasciato nel 2017, fatta eccezione per la tastiera e la Touch Bar che ora non è più un’unica striscia con incorporati il tasto Esc e quello di accensione/sensore impronte, che ora sono separati. Un’ altra piccola differenza di design riguarda sempre la tastiera, esattamente i tasti freccia che ora hanno una disposizione a T rovesciata che dovrebbe rendere più semplice trovali per chi scrive guardando il monitor.

Tastiera
Con il rilascio dei MacBook Pro 13” 2020, Apple ha scritto la parola fine alla vicenda della tastiere con meccanismo a farfalla, voluta fortemente da Jonny Ive, la cui filosofia progettuale è sempre stata quella di prediligere il design sopra ogni cosa, anche la praticità. Un classico esempio è stato il mouse a forma di disco da hockey dell’iMac G3, bellissimo ma di una scomodità assoluta.
Per quanto riguarda la tastiera a farfalla di Ive, ha permesso di continuare nell’impostazione voluta da Steve Jobs che ogni nuovo prodotto dovesse essere più sottile e leggero del modello che sostituiva. Questa vola le cose non hanno funzionato per via dello sporco che si incastrava tra i tasti, cosa che ha creato numerosi problemi incrinando l’immagine di affidabilità dei prodotti di Cupertino.
La nuova tastiera dovrebbe risolvere tutti questi problemi, ma per la prima volta il nuovo MacBook Pro 13”, così come l’Air e il 16 pollici, sono un pò più grandi e pesanti dei modelli che sostituisco (lassù da qualche parte Steve Jobs starà agitando furioso il suo pugno in aria).

Sulla questione se la nuova tastiera sia meglio della precedente già mi sono pronunciato più volte: per me, la migliore tastiera è sempre l’ultima. Con quella a farfalla sembrava di digitare direttamente sul tavolo non essendoci praticamente corsa dei tasti, a tutto vantaggio della velocità. La nuova reintroduce il tasto ad isola come sui MacBook pre-tastiera a farfalla, ma la corsa è minore, e mi sembra un giusto e riuscito compromesso per chi come me preferiva la velocità, e chi invece trova scomoda l’assenza di un feedback alla pressione dei tasti.
I programmatori di tutto il mondo saranno felici di sapere che questa tastiera ha un tasto Esc fisico.

Prestazioni
Il MacBook Pro 13” di fascia alta utilizza processori Intel di decima generazione, che hanno una velocità di clock inferiore rispetto alla generazione precedente, ma sono po’ più veloci ed efficienti grazie alla riduzione delle dimensioni del processo a 10 nanometri. Le prestazioni della scheda grafica integrata sono decisamente aumentate, ed anche la RAM è più veloce.

Stando ai benchmark sintetici effettuati con GeekBench 5, il nuovo MacBook Pro 13”, nel test singolo core ha ottenuto un punteggio di 1174, e in quello multi-core 4440, contro i 950 e 3767, rispettivamente, del modello che sostituisce del 2019. Si tratta di un miglioramento pari a +23,5% e + 17,8%.
Il test OpenCL della scheda grafica ha fatto registrare un punteggio di 8434 contro i 7278 del MacBook Pro 13″ 2019, che equivale ad un incremento paria a +15,8%.

Nei test reali effettuati dallo Spider-Lab, il nuovo top di gamma con processore “Ice Lake” è risultato più veloce dell’11,1% rispetto al “nuovo” Pro 13” 2 porte Thunderbolt con il vecchio “Coffe Lake”, e del +27,1% per quanto riguarda la scheda grafica.
Tuttavia, nonostante la scheda grafica più veloce, il nuovo MacBook Pro 13” non fornisce prestazioni video sufficientemente potenti da essere lo strumento di lavoro quotidiano per registi o i fotografi professionisti, ma potrebbe valere la pena per un prosumer o un produttore di social media.

Finder: il test è costituito da tre prove. La prima consiste nella duplicazione di 2GB di file, il secondo prevede la compressione (ZIP) di una cartella con 6GB di documenti, e l’ultima prova la decompressione (unZIP) dell’archivio della cartella di 6GB. I test di duplicazione e di decompressione permettono di valutare la velocità della memoria interna del sistema. Naturalmente, i Mac dotati di memoria flash, sono molto più prestanti rispetto a quelli con hard disk tradizionali. La compressione di una cartella sforza più la CPU rispetto alla velocità del disco.

Foto: comporta l’importazione di 500 foto in formato JPEG. Questa prova mette sotto stress la velocità del disco e quella del processore.
Lightroom: il test di Lightroom prevede l’importazione 200 foto RAW, che poi vengono processate. La prova serve per verificare la velocità dell disco rigido e quella del processore.
Photoshop Creative Cloud: il test consiste nell’eseguire una serie di script e azioni con varie fotografie che in totale pesano 100 MB. La velocità dei processori, della RAM, e dell’hard disk entrano in gioco in questo test.

iMovie: per il test è stato utilizzato un filmato registrato in Time Lapse con iPhone 8 Plus, a cui è stato applicato la funzionalità Migliora di iMovie, e poi esportato il progetto come filmato QuickTime 720p.
iTunes: è stata convertita una playlist di 14 brani in formato AAC/iTunes Plus in MP3 alta qualità (160 kbps). Anche in questo caso il test mette alla prova la capacità del processore e la velocità d’accesso al disco.
HandBrake: il test prevede la codifica di un video da formato standard a quello specifico per iPad utilizzando le impostazioni di default dell’applicazione. HandBrake è una delle poche applicazioni che sfrutta appieno tutti i vari core del processore.
Cinebench R15: il test permette di isolare la CPU del Mac. Come HandBrake e MathematicaMark, il test Cinebench CPU può sfruttare appieno tutti i thread del processore del Mac.

Mathematica Mark: come Handbrake e il test della CPU di Cinebench, MathematicaMark sfrutta tutti i core del processore disponibili.

Heaven e Valley: sostituisce il test che veniva effettuato con un gioco specifico di riferimento. Inizialmente, è stato utilizzato Doom, il cui motore grafico veniva adoperato anche per altri videogame. Divenuto obsoleto Doom, è stato utilizzato Portal 2. Tuttavia, con la rapida evoluzione dei giochi, per avere un unico e costante riferimento nel tempo, la scelta è ricaduta su quest’altro tipo di test, che consiste in varie prove eseguite con differenti risoluzioni. I test servono per misurare quanto una scheda grafica sia in grado di gestire i moderni videogame 3D. La potenza della CPU ha solo un ruolo marginale in termini di prestazioni in questo caso, perché i test sono stati studiati per mettere sotto stress la velocità della GPU. I punteggi di questi test sono espressi in frame rate (in fotogrammi al secondo).

Batteria
Per determinare l’autonomia della batteria dei portatili, Apple esegue una serie di test che consistono nel navigare su Internet in Wi-Fi con Safari, e visualizzare un film sull’app Apple TV. Cupertino per il nuovo MacBook Pro 13” dichiara fino a 10 ore di autonomia sia in navigazione web in wireless, sia riproducendo un film sull’app Apple TV.
Il test della batteria dello Spider-Lab è leggermente diverso perchè simula la visone di un film scaricato e riprodotto dall’app Apple TV, e riavviato fino all’esaurimento della batteria, ma durante la prova il Wi-Fi è disattivato, e la luminosità del display è impostata sul 100%, accorgimenti che hanno permesso di guadagnare oltre un’ora.

Considerazioni finali
Mentre il MacBook Air scende a compromessi per ridurre i costi e le dimensioni, e il MacBook Pro da 16 pollici cerca di ottenere le massime prestazioni in uno chassis in stile Apple, il MacBook Pro da 13 pollici sembra la via di mezzo ideale di tutte le priorità di un MacBook Pro.
È portatile, ma non al punto di sacrifici enormi in termini di prestazioni o rumorosità della ventola. Offre buone prestazioni, ma non così tanto da essere poco pratico in termini di calore generato. Mentre per la maggior parte degli utenti consumer l’Air offre il giusto compromesso tra prestazioni e prezzo, e pochi eletti avranno bisogno delle prestazioni superlative del 16 pollici, il MacBook Pro da 13 pollici è il portatile Mac per tutti gli altri.

La possibilità di espandere la RAM, di aggiunge in fase d’ordine il più potente Core i7 (+€250) e un ritorno alla collaudata tastiera a forbice, rendono senza dubbio questo portatile l’ideale per sviluppatori iOS, ad esempio. Ma la grafica Intel Iris è abbastanza veloce anche per la progettazione, e per il Web.
La maggior parte delle persone non hanno bisogno della potenza grafica del MacBook Pro da 16 pollici, ma molti apprezzeranno il notevole vantaggio in termini di prestazioni offerto da MacBook Pro 13″ “Ice Lake” rispetto al più economico MacBook Air.
Per la prima volta da un po’ di tempo, la gamma dei MacBook Pro 13” di Apple sembra coerente e completa, grazie alle numerose opzioni di configurazione in fase d’ordine, che dovrebbero riuscire a venire incontro alla maggior parte delle esigenze degli utenti.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: tastiera con meccanismo a forbice; scheda grafica più veloce; numerose opzioni di configurazione; silenzioso.
Contro: modesto incremento delle prestazioni processore; design invariato rispetto al modello precedente; non adatto per fotografi e registi pro; in alcuni casi diventa un po’ caldo.
Prezzo: a partire da € 2.229, disponibile su Apple Store, spedizione inclusa.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


14 commenti
Ho l’impressione che Intel sia in difficoltà. Oramai gli aumenti di velocità da un generazione all’altra di processori sono minimi. Speriamo che arrivino presto i Mac ARM.
C’è qualcosa che non capisco… Apple sostiene che i nuovi iPad Pro sono adatti per il montaggio pofessionale di video 4K, e il MacBook Pro invece no per via della scheda grafica integrata??!?
E non solo, il processore ARM dell’iPad Pro ha un sistema di rafferddamento passivo, quindi senza ventola.
E’ palese che Apple stia puntando su un futuro con chip totalmente proprietari, potrebbe essere a modo suo il terzo polo tra la guerra “intel – AMD” e intendo ARM o non ARM. O come minimo una transizione provvisoria ad AMD visto che per altri aspetti ci sono sempre stati buoni rapporti con AMD e le sue schede grafiche.
Quindi vedere ARM per gli entry level con un pacchetto misto ipadOS e macOS (che tanto la base è quella) e top di gamma macOS Ryzen non sarebbe male per niente.
Dipende tutto da vari aspetti, contratto con intel, nuovo contratto e fornitura AMD, progetto interno Apple per fare gli A100 (o come si chiameranno).
40 minuti di applausi per la recensione.
Dopo questa recensione sono ancora più contento di aver acquistato il MBP da 16″ all’inizio di quest’anno. Probabilmente una svolta significativa si avrà con il MacBook Pro 14″ con i processori ARM.
Credo che questo sia proprio un aggiornamento tipico da fine serie. I biscotti della fortuna dicono: “Aspettate sei mesi”
Chideo all’autore dell’articolo: è possibile utilizzare Final Cut pro X su questa macchina?
Per scopi professionali/produttività, assolutamente no.
Per usi prosumer/youtuber/ametaoriale avanzato può andar bene.
Lo sospettavo, garzie, e complimenti per la recensione.
[…] Invece, chi deve fare modellazione 3D, … il MacBook Pro 13” Ice Lake non è l’acquisto giusto per via della scheda grafica integrata. […]
secondo voi é il computer giusto per poter installare questo programma: http://pixologic.com/zbrush/system/ , tenendo presente che devo collegare una Wacom Cintiq oppure un monitor e una tavoletta grafica
complimenti per la recensione!
🙂
Carlo
Qualsiasi dispositivo con un monitor più piccolo di 15″ (che già è una tortura) è assolutamente inadatto a lavorare su foto o video seriamente, a prescindere da schede video o altro.
Dovendo scegliere tra il modello i5 2020 con 1,4 GHz e il precedente i5 del 2019 con 2,3GHz, quale vale la pena comprare?
Premessa: il MacBook Pro 13 del 2019 ha un i5 @2,4GHz.
La differenza di prestazioni è minima a favore del modello del 2019, che però è meglio evitare di comprare per via della tastiera a farfalla.