La Tela del Ragno: Io, la pandemia e la tecnologia

In nuovo stile di vita in “quarantena” credo abbia dato a tutti noi molto tempo per meditare su tante cose.
Una prima cosa su cui ho riflettuto è che anche prima dell’emergenza COVID-19 stavo conducendo, e da molto tempo, uno stile di vita in cui ero fortunato se riuscivo ad uscire di casa una volta al giorno, anche se a differenza di adesso potevo andare a nuotare in piscina o passare una serata al pub con gli amici.
Anche per quanto riguarda il lavoro non è cambiato nulla nel mio caso, infatti lo smart working tanto di moda in questo periodo è qualcosa che faccio dal 1998.
Tuttavia quando provo ad immaginare quanto sarebbe stato difficile se non avessimo l’attuale livello di connettività del 21° secolo, rimango sconcertato.
Alcune persone possono svolgere la propria attività in remoto, anche se di solito lavorano in un ufficio. Spero che quando tutto sarà finito, le aziende si renderanno conto che non è necessario costringere tutti i propri dipendenti a spostarsi in minuscoli uffici open space in costosi quartieri cittadini. Certo, non tutti potranno davvero convertire il proprio lavoro in uno completamente digitale, ma questa pandemia ha dimostrato che il “lavoro intelligente” potrebbe e deve essere sicuramente più diffuso.
Ma, anche per chi ha un lavoro che non può svolgere su Internet, la tecnologia di adesso ha reso meno difficile l’isolamento sociale. Tra videoconferenze con FaceTime, Zoom, Skype e WhatsApp siamo riusciti a rimanere in contatto con parenti ed amici in queste settimane. Le chat video familiari allargate di FaceTime e Skype mi hanno fatto riflettere che dovremmo continuare a farle anche dopo che l’emergenza sarà passata. E ovviamente ci sono Netflix, YouTube, Apple TV+, Disney+, e tutti gli altri servizi di streaming video e musicale che in vari modi hanno fornito un sistema di intrattenimento senza uscire.
Ma, questa esperienza ha anche evidenziato numerose cose in cui la tecnologia non può essere d’aiuto più di tanto. Mi riferisco all’insegnamento a distanza. Per carità, la scuola online è un concetto interessante, ma è qualcosa che gli insegnanti non avevano mai fatto prima, e probabilmente è particolarmente frustrante per loro prendersi cura dei propri familiari a casa mentre provano a fare un lavoro per il quale non sono stati mai formati. Allo stesso modo, non credo che vi siano molti studenti che hanno avuto modo di frequentare un corso online, e comprensibilmente avvertiranno un senso di disagio nel dover fare lezione via internet isolati in casa invece di andare a scuola.
Probabilmente, più avanti, alcune cose miglioreranno, e le scuole metteranno diversi contenuti online, ma in questo momento l’istruzione a distanza è un cocktail di frustrazione e tristezza.
Se ho imparato qualcosa negli ultimi venti anni scrivendo di Mac, iPhone e iPad, è che la tecnologia è solo uno strumento. Può essere usata nel bene e nel male. Può essere adoperata impropriamente e causare danni ingenti. Può anche fare del bene, nelle mani e nelle circostanze giuste.
Questa pandemia ha evidenziato questo aspetto. Nel complesso, siamo fortunati ad avere Internet in questo periodo di isolamento. Ma ci sono dei limiti, ovviamente.

La Tela del Ragno è l’editoriale, ma senza editore, di Spider-Mac, ma come un editoriale tratta un problema o un fatto di rilevante attualità legato al mondo Apple.


6 commenti
Ottima riflessione, ne parlavo anch’io giorni fa con degli amici, soprattutto in merito alla questione dello smart working, fra le tante cose su cui l’Italia è indietro e che sembra aver davvero scoperto solo ora. Personalmente mi auguro che nel prossimo futuro si faccia tesoro di quanto vissuto e, materialmente parlando, che i fondi europei vadano davvero dove devono andare.
Io spero che chi non ha una cultura digitale anche solo minima o media, per le più svariate ragioni magari non dipendenti dalla propria volontà, non venga messo in disparte.
Il mondo del lavoro dopo questa esperienza cambierà e purtroppo potrebbe lasciare fuori qualcuno.
Cerchiamo tutti di essere inclusivi anche con chi non sa cosa sia FaceTime…
Mi aspetto a tutti i livelli che ci sia per tutti la possibilità di istruirsi digitalmente.
Che ci sia anche una connessione decente per tutti, pare che così ancora non sia.
Prendo spunto da quanto da te esposto per riportare una esperienza quasi personale, adesso che lo smart working regna sovrano – laddove ciò è possibile – come faranno i capi a sfogare le proprie frustrazioni inveendo contro i sottoposti? Il lavoro a distanza migliora la qualità della vita di tutti diminuendo il traffico, rende un po’ “confusa” quella di chi lo pratica che non percepisce la differenza tra lavoro e vita quotidiana ma, come ho scritto sopra, rende “inutili” i vertici delle aziende che, a parte tristi collegamenti in video conferenza, non possono più mobbizzare i propri dipendenti e diventano vittime della tecnologia non avendo più modo di esercitare il proprio potere contro il prossimo. Proporrei un centro di recupero per boss depressi comprensivo di manichini da crash test su cui urlare e sfogare tutti gli istinti repressi: diamo una mano a una razza in via di estinzione (per ora). 😁
Credo che siamo ancora molto lontani anche dal concetto di Smart Working, vocabolo tanto inflazionato in questi ultimi mesi. Siamo ancora in una fase che precede il reale concetto di Smart Working o lavoro agile. Diciamolo pure che l’Italia e le aziende colpite dalla pandemia sono riuscite, pure con grosse difficoltà, ad adottare il Work from Home che è ben lontano da considerarsi Smart Working ( vedasi realtà come la GooGle ad esempio). Ma sicuramente è un inizio che potrà portare alcune attività ad adottare definitivamente e permanentemente il tanto acclamato Smart Working.
il mio augurio è che ben presto tutta l’Italia sia coperta con la fibra ottica, ma spero vivamente che tutti sia bambini che ragazzi debbano sempre uscire di casa per andare a scuola, questo perché di vita sociale virtuale ne fanno anche troppa e non sanno cosa si perdono ad incrociare dei veri sguardi.
Concordo pienamente, complimenti continua così. Ciao