Immuni, al via la sperimentazione e perchè non c’è alcun rischio di tracciamento

Oggi parte la sperimentazione in quattro Regioni – Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia – di Immuni, l’app che utilizza la tecnologia Apple (e Google) per le notifiche da esposizione da COVID-19. Se non ci stanno problemi tecnici, Immuni funzionerà in tutte le altre Regioni a partire da lunedì 15 giugno. Su iPhone, è necessario avere almeno iOS 13.5.
Fino adesso, l’app è stata scaricata da oltre due milioni di persone, e per essere efficace è necessario che ad installarla sia almeno il 60% degli italiani, anche se su questo dato i pareri sono discordanti, infatti secondo alcuni esperti passerebbe anche il 20%.
Molte persone hanno paura di essere “tracciate”, ma in realtà è impossibile. Infatti, l’app Immuni utilizza il Bluetooth, una tecnologia che serve unicamente per abbinare altri dispositivi, come un paio di cuffie senza fili oppure per scambiare dati, come una fotografia.
Per fare un esempio semplice su come funziona Immuni, è come se io prima di uscire di casa scrivessi su dei foglietti di carta un numero progressivo, e poi andando in giro consegnassi uno di questi biglietti a tutte le persone che incontro, al custode del palazzo, al giornalaio, ad una persona che fermo per chiedere informazioni su una strada, e così via. Poi, in caso di tampone positivo al COVID-19, è come se affiggessi in città dei manifesti con l’elenco dei numeri distribuiti spiegando che appartengono ad una persona infetta. Chi ha ricevuto un foglietto lo confronta con l’elenco. Naturalmente, dal momento che non sono l’unico a distribuire i foglietti con il numero progressivo, è impossibile sapere chi ha distribuito i biglietti con i numeri elencati nei manifesti.

Allo stesso modo, Immuni tramite Bluetooth distribuisce un file con un codice alfanumerico sempre diverso a tutti i telefoni con installata l’app che incontra nel suo raggio di azione. Poi, una volta al giorno la tecnologia sviluppata da Apple scarica dal sito del Ministero della Sanità l’elenco dei numeri infetti (il manifesto affisso con l’elenco dei numeri distribuiti con i foglietti), e li confronta con i file ricevuti che sono memorizzati sul telefono (i foglietti distribuiti uscendo di casa). Se viene trovata una corrispondenza, appare sul telefono una notifica che avvisa sulla possibile esposizione da COVID-19.



12 commenti
Quindi il controllo viene effettuato sul telefono…. credevo che fosse il server del Ministero che effettuasse questa verifica.
Grande Ste! Spiegazione semplice e chiara. L’esempio del “foglietto” e la precisazione del confronto fatto a fine giornata dall’app direttamente in locale, sono dirimenti 💪🏼
Grazie 😊
Credo che al 60% degli Italiani non si arriverà mai.Calcolando che siamo 60 milioni il 60% corrisponde a 36 milioni di italiani, ma se togliamo anziani, bambini e complottisti vari dubito che si arrivi al 60%, forse si raggiungerebbe il 60% dei telefonini se l’App fosse compatibili anche con modelli di 4-5 anni fa.
Immuni richiede iOS 13 che è compatibile con gli iPhone 6s del 2015… cioè smartphone di 5 anni fa…
beh io intendevo che fino a 4-5 anni fa si vendevano come il 5s.
Non tutti hanno uno smartphone, e soprattutto uno smartphone recente, quindi…
Nella mia famiglia nessuno ha uno smartphone recente, per esempio, e penso che costerebbe un po’ comprare 3 smartphone recenti 😉
Dovrebbero regalare un cell che contiene solo questa app, e darlo gratuitamente, per esempio.
Tipo un cellulare chiosco o kiosk, cioè che è bloccato solo su un’unica app e può usare solo quella, magari costruito in economia per poter essere regalato e solo per l’app Immuni, allora andrebbe bene.
Smartphone recenti… Immuni si può istallare sugli iPhone 6s e smartphone Android 6.0 entrambi rilasciati nel 2015.
@ Curiosone: un Android del 2015 credo che lo paghi qualche decina di Euro. Con 150€ ti porti a casa un iPhone 6s ricondizionato
dove l’hai visto per 150 euro io meno di 200€ non lo trovo.
Su eBay.
Hello Stefano, great, as usual!
Da oggi mi trovo in Olanda, una settimana per lavoro. Ho disabilitato i dati cellulare dell’app Immuni, ma la lascio attiva anche solo per le notifiche.
Al massimo potrà scambiare pacchetti dati con altre app immuni che si trovano qui.
Hai notizia di quale sia l’app statale Olandese? La installerei, probabilmente si
L’app Immuni non dialoga con le altre app di questo genere, bisognerà attendere dicembre quando il sistema di notifica di esposizione da COVID-19 sviluppato da Apple funzionerà senza bisogna di Immuni & C.
Al momento, mi risulta che solo la Svizzera ha realizzato una sua app “Immuni”.