Le nuove normative UE hanno come obiettivo App Store e Google Store

Questa settimana sono entrate in vigore nuove misure UE che tutelano gli sviluppatori e gli editori dalle line guide dell’App Store di Apple e del Google Play, una mossa che l’UE spera possa contribuire a ristabilire un certo equilibrio nelle relazioni tra sviluppatori di app e i due colossi americani.
Con le nuove normative si rafforzano significativamente i diritti di coloro che vendono attraverso i negozi virtuali di app, ad esempio è previsto un periodo di preavviso obbligatorio di 30 giorni prima che Apple e Google possano rimuove una app, dando così tempo allo sviluppatore di contestare la decisione o apportare le modifiche necessarie per rimediare.
Secondo quanto riferito, i regolamenti imporranno inoltre ad Apple e Google di essere più trasparenti con i loro sistemi di classificazione, ad esempio il modo in cui scelgono le “app di tendenza”. I rispettivi negozi di app dovranno inoltre escludere il “trattamento differenziale” dato a uno sviluppatore rispetto a un altro, e le informazioni dovranno essere divulgate in “linguaggio semplice e comprensibile”.
Le nuove normative non riguardano negozi di console o servizi in abbonamento, che agiscono più come rivenditori digitali. Come osservato da Jari-Pekka Kaleva della European Games Developer Federation (EGDF), queste piattaforme “entrano in rapporti transazionali diretti con gli utenti” e non rientrano nei nuovi regolamenti come “servizi di intermediazione online” che gestiscono le transazioni tra gli sviluppatori e i clienti.
Come osserva lo sviluppatore Steve Troughton-Smith, questi nuovi regolamenti avranno conseguenze per l’App Store dell’UE, non solo per quanto riguarda i 30 giorni di preavviso e la divulgazione del trattamento preferenziale, ma soprattutto per le controversie che non potranno essere risolte dal sistema di revisione di Apple, ma dovranno essere sottoposte ad un mediatore esterno.
Al momento Apple è sottoposta a due indagini antitrust formali avviate dall’UE che sono state avviate nelle ultime settimane.


1 commenti
Forse più diritti per gli sviluppatori, ma meno sicurezza per gli utenti e forse prezzi più alti.