Falla del Wi-Fi di iOS mette a rischio i dati di iPhone con iOS 12.4.6 e precedenti

Ian Beer, un ricercatore di Project Zero, la squadra di Google che si occupa di trovare vulnerabilità nei vari sistemi operativi e software, tramite un exploit ha dimostrato l’esistenza di una vulnerabilità dell’Apple Wireless Direct Link (AWDL), il protocollo di rete mesh proprietario di Cupertino che consente il funzionamento di AirDrop e Sidecar, ad esempio.
Senza entrare troppo nei tecnicismi, Beer ha dimostrato che è possibile accedere in remoto ai dati personali di un utente, inclusi e-mail, foto, messaggi e password e chiavi crittografiche archiviate nel portachiavi utilizzando un portatile, un Raspberry Pi 4B e un paio di adattatori Wi-Fi. La scoperta di Beer è stata agevolata da un errore di Apple, che nel 2018 ha distribuito una beta di iOS senza rimuovere i simboli dei nomi delle funzioni dalla cache del kernel, offrendo una serie di informazioni mancanti sul codice dell’AWDL.
Beer ha impiegato sei mesi per sviluppare l’exploit, ed una volta concluso il suo lavoro è stato in grado di hackerare qualsiasi iPhone che si trovava in prossimità della sua attrezzatura, eseguire codice arbitrario e rubare tutti i dati dell’utente.
Il ricercatore afferma di non avere prove che la falla scoperta sia stata sfruttata dai cyber criminali o da qualche agenzia di intelligence, del resto in pochi possono permettersi di lavorare per sei mesi ad un exploit.
Apple ha chiuso la vulnerabilità a maggio con il rilascio di iOS 12.4.7, quindi la maggior parte degli utenti non corrono rischi.

