Recensione: Apple AirPods Max, destinate agli utenti Apple dandy

Il lancio degli AirPods Max ricorda quello dell’iPhone, sotto certi aspetti. Nel 2007, Apple irruppe nel mercato dei telefoni cellulari in cui c’erano aziende del calibro di Nokia, RIM (Blackberry) e Motorola, e pochi credevano che potesse avere successo, sappiamo come è andata a finire.
Il settore delle cuffie non stava certo aspettando Apple, anche in questo caso ci sono produttori storici, dei veri e propri mostri sacri, ma proprio come con l’iPhone, Cupertino entra in questo mercato con il suo consueto stile, proponendo un paio di cuffie uniche per funzioni e design, che non possono essere confuse in alcun modo con le altre.
Gli AirPods Max sembrano un oggetto di design, non mi stupirebbe se tra qualche anno venissero esposte al MoMa, il museo d’arte moderna di New York. Anche la custodia è incredibilmente bella, sembra un oggetto uscito da un episodio della serie Doctor Who. Non sapendo cosa siano prima, si rimane meravigliati quando si scopre che servono per ottimizzare il consumo della batteria, oltre ovviamente a preservare le cuffie da piccoli urti accidentali o graffi.

Gli AirPods Max sono il massimo nel reparto funzionalità, con EQ adattivo, audio spaziale, accesso a Siri a mani libere, e la consueta perfetta integrazione con i dispositivi iOS.
Anche il prezzo delle cuffie Apple è “Max”: €629, che fanno sembrare improvvisamente economiche le Beats Studio3 Wireless (€350), le Bose Noise Cancelling 700 (€400, su Amazon a €260) e le Sony WH-1000XM4 (€380, su Amazon €349). La buona notizia è che le cuffie Apple offrono una cancellazione attiva del rumore (ANC) di alta qualità che in alcune circostanze supera quella dei modelli Bose e Sony. E dal punto di vista sonoro, gli AirPods Max hanno una firma sonora scolpita ma bilanciata, con bassi ricchi che si incontrano con medi ben definiti e frequenze alte limpide.
Prezzo
Può sembrare strano iniziare una recensione partendo dal prezzo, ma quando Apple annuncia un nuovo prodotto, è inevitabile che a polarizzare l’attenzione di tutti sia proprio il prezzo.
Obiettivamente, €629 per un paio di cuffie sembra un po’ troppo. Avranno successo? Da quando scrivo di Apple è accaduto un paio di volte che a Cupertino abbiano sbagliato il prezzo di un prodotto. È capitato con il bellissimo Power Mac G4 “Cube” che costava poco di più del Power Mac G4, ma non era espandibile, ed è stato “congelato” dopo appena un anno. È stato uno dei rari fallimenti di Steve Jobs dopo il suo rientro in Apple nel 1998. Più recentemente è capitato con l’iPhone. Dopo appena due mesi dal lancio sul mercato, con un clamorosa lettera pubblica, Steve Jobs in persona ha annunciato un taglio di $200 e un rimborso di $100 per chi aveva già comparto l’iPhone.

La strategia dei prezzi di Cupertino cambia da prodotto a prodotto e di anno in anno, ma vale la pena tenere a mente alcune cose. Apple non sarà mai il leader a basso prezzo in una categoria. Mentre i critici dell’azienda sostengono che i suoi prodotti sono troppo cari, è più corretto affermare che Apple non è interessata a realizzare dispositivi “economici” per competere nella fascia bassa di qualsiasi mercato.
Apple potrebbe realizzare un MacBook da €500 o un iPhone da €200, ma la politica aziendale è quella di commercializzare prodotti che aiutano a sostenere l’identità del marchio come produttore di dispostivi premium di alta qualità. È difficile immaginare un MacBook realizzato in plastica economica e, sebbene sarebbe accolto con favore da molti, non sarebbe davvero un vantaggio per i profitti oltre a danneggiare l’immagine aziendale.
Apple è una società che produce dispositivi elettronici di consumo, e gli utenti sono disposti a pagare un po’ di più e ottenere qualcosa con un design unico in cambio. Apple non inizia dalla fascia bassa del mercato. Se desiderate un portatile, bisogna spendere quasi €1.200 per un MacBook Air, ma otterrete un ottimo computer per quel prezzo! Questa è la garanzia del marchio Apple.
Il fiddle factor di Jony Ive
Quando è scomparso Charles Schulz si è interrotta la pubblicazione delle strisce dei Peanuts, perchè Schulz non ha mai voluto insegnare a nessuno come disegnare Snoopy & C.
Jony Ive, il papà di iMac, iPhone e iPad (solo per citare alcuni dei suoi prodotti) gode di ottima salute, ma non lavora più per Apple dal 2019. Fortunatamente, ha fatto in modo di lasciare un erede degno della sua fama: Alan Dye. E gli AirPods Max sembrano un “prodotto Ive”, hanno perfino il fiddle factor, il così detto “colpo da maestro” di Ive, una funzionalità banale, ma che fa la differenza.

Tutte le cuffie over-ear hanno un inconveniente in comune: sono ingombranti e scomode da trasportare quando non indossate. Ad esempio, le mie Beats Studio3 Wireless sono dotate di una custodia rigida che assolve perfettamente al suo ruolo contro piccoli urti e graffi, ma è molto voluminosa, occupa troppo spazio nello zaino. Quando vado in giro senza zaino e le preferisco agli AirPods per ascoltare un po’ di musica, la custodia l’aggancio al passante dei pantaloni con il moschettone in dotazione, e se decido di far riposare un po’ le orecchie, è terribilmente scomodo tenere la custodia in mano perchè è come camminare con un piccolo pallone. Le cose non vanno meglio con le custodie delle Bose Noise Cancelling 700 o delle Sony WH-1000XM4 che sono ancora più voluminose ed ingombranti.

Le AirPods Max in questo sono molto differenti. Non hanno una custodia rigida, ma una in silicone paragonabile grosso modo quella che Apple ha creato per gli iPhone, e come quest’ultima non offre una protezione totale, ma attenua i danni derivanti da urti occasionali, protegge dai graffi causati da eventuali altri oggetti che si trovano nello zaino, ma soprattutto le cuffie con relativa custodia occupano pochissimo spazio perchè i padiglioni si ripiegano allienenadosi all’archetto.

Oltre al vano principale, il mio zaino ha due tasche, una per il portatile ed una per l’iPad, e gli AirPods Max ripiegati entrano perfettamente in quest’ultima, cosa impossibile con le custodie della altre cuffie concorrenti. Inoltre, gli AirPods Max sono più comodi da traportare fuori dallo zaino perchè l’archetto svolge la funzione di un manico di una borsetta, conferendo anche un tocco chic e un po’ eccentrico a chi decide di portarle così, proprio come accadeva con l’iBook “conchiglione” che grazie al manico integrato permetteva di trasportare il portatile come una valigetta. Come anticipato, può sembrare un particolare insignificante, ma è il fiddle factor di Ive, un piccolo tocco di genio che fa la differenza.

Autonomia
La custodia in silicone degli AirPods Max assolve anche ad un’altra funzione: una volta riposti gli AirPods Max nella Smart Case, entrano immediatamente in modalità di basso consumo per preservare la carica della batteria. Dopo 18 ore nella custodia, le cuffie entrano in una modalità di alimentazione ultra bassa che disattiva il Bluetooth e Dov’è, e massimizza il consumo energetico.
Se non riposti nella Smart Case, gli AirPods Max dopo 5 minuti di inattività entrano in modalità di basso consumo per preservare la carica della batteria. Dopo 72 ore di inattività senza riporli nella custodia, le cuffie entrano in una modalità di risparmio energetico che disattiva Bluetooth e Dov’è per preservare ulteriormente la batteria.
L’assenza di un pulsante per spegnere le cuffie ha destato qualche perplessità. In realtà si tratta di un falso problema, infatti da alcune prove “empiriche” è risultato che la batteria degli AirPods Max perde circa il 3% ogni 60 minuti se le cuffie non vengono riposte nella custodia:
- dopo 10 minuti di inattività senza custodia la percentuale è passata dall’86% all’85%
- dopo 20 minuti: 84%
- dopo 30 minuti: 84%
- dopo 40 minuti: 84%
– dopo 50 minuti: 83%
- dopo 60 minuti: 82%
Apple dichiara fino a 20 ore di ascolto con una sola carica, con cancellazione attiva del rumore o modalità Trasparenza abilitate, e 1,5 ore di ascolto con 5 minuti di ricarica.
Design

Disponibili in colorazioni molto “Apple” (verde chiaro, rosa, argento, celeste o grigio siderale), gli AirPods Max circumaurali (over-ear) hanno grandi padiglioni auricolari con pannelli esterni in alluminio anodizzato liscio.
L’archetto in acciaio inossidabile ha una finitura simile a un guscio d’uovo ed è progettato come nessun altro produttore di cuffie ha mai fatto: presenta quello che Apple chiama un “baldacchino” in tessuto a rete traspirante che entra in contatto con la testa a differenza delle altre cuffie dove c’è l’ammortizzatore dell’archetto.

I padiglioni sono in memory foam, rivestiti in tessuto e sebbene possano sembrare un po’ ingombranti, la vestibilità è eccezionale. Le cuffie pesano poco meno di 385 grammi, probabilmente sono le cuffie over-ear più pesanti in assoluto, ma non si avvertono pesanti sulla testa, né la pressione dei padiglioni è troppo potente nonostante i cuscinetti formino una solida tenuta intorno all’orecchio. Con la Smart Case, il peso totale sale a quasi 520 grammi.

Internamente, gli AirPods Max utilizzano driver dinamici da 40 mm e un motore con magnete ad anello al neodimio, che secondo Apple consente alle cuffie di mantenere una distorsione armonica totale inferiore all’1%. I driver sono ricoperti da una griglia in tessuto, che ricorda quello trapuntato utilizzato su alcune scarpe alla moda, con le lettere L o R cucite nel tessuto, un piccolo tocco di classe. Ogni padiglione ospita anche un chip H1, che consente l’accoppiamento e l’integrazione iOS senza interruzioni, oltre a un accelerometro, e nel padiglione sinistro c’è anche un giroscopio. Le cuffie sono compatibili con Bluetooth 5.0 e supportano i codec Bluetooth AAC e SBC.

Lungo i pannelli laterali arrotondati del padiglione auricolare destro, c’è una connessione Lightning per il cavo di ricarica da Lightning a USB-C incluso. Nella confezione non c’è alcun alimentatore, quindi bisogna acquistarne uno a parte o caricare le cuffie tramite una porta USB-C del Mac. C’è anche un indicatore di stato LED, ed entrambi i pannelli auricolari hanno varie piccole fessure per i nove microfoni inclusi.

In alto sul padiglione auricolare destro, c’è un pulsante per passare dalla modalità Cancellazione del rumore alla modalità Trasparenza; questo pulsante gestisce anche l’associazione Bluetooth manuale con i dispostivi del lato oscuro quando viene tenuto premuto. Di default, le cuffie si alternano tra la modalità “Cancellazione rumore” e “Trasparenza”, ma si può scegliere di aggiungere “Modalità disattivate” alle altre due. Accanto a questo pulsante, c’è un controllo che Apple chiama Digital Crown, un elemento di design ispirato alla “corona digitale” dell’Apple Watch. Oltre a poter regolare il volume ruotandolo, controlla anche il play/pausa se premuto una volta, traccia successiva se premuto due volte, traccia indietro se premuto tre volte, e attiva Siri se tenuto premuto (è possibile accedere a Siri anche con la voce).
La scelta di usare la corona digitale per regolare il volume è una soluzione migliore e più pratica rispetto ai pulsanti più (+) e meno (-) delle altre cuffie, tuttavia c’è un piccolo inconveniente: quando si indossano le cuffie e si cerca di regolare l’estensione dell’archetto, generalmente si tende ad afferrare i padiglioni con le mani, ed inevitabilmente si finisce per premere anche la corona digitale e l’altro pulsante accanto.
La magia degli AirPods
Come gli AirPods e gli AirPods Pro, gli AirPods Max appariranno magicamente sullo display dell’iPhone o iPad, pronti per l’abbinamento, quando si trovano nelle immediate vicinanze.

Il menu delle impostazioni, accessibile toccando AirPods Max nel menu Bluetooth ad abbinamento avvenuto, ha diverse funzioni utili. Si può dare un nome alle cuffie, regolare ciò che il pulsante ANC commuta tra (Cancellazione rumore, Trasparenza e Modalità disattivate – è possibile selezionarne due o tutti e tre) e regolare il modo in cui scorre la Digital Crown. Si può anche disabilitare/abilitare il rilevamento automatico della testa (trasferisce automaticamente l’audio da un dispositivo connesso alle cuffie quando vengono posizionate sulla testa), attivare o disattivare l’audio spaziale e accedere alle opzioni Disconnetti e Dimentica questo dispositivo. Il menu contiene anche il numero di serie e di modello/versione.
Cancellazione rumore

Gli AirPods Max offrono un’eccellente cancellazione del rumore. Quando si tratta di un rombo intenso a bassa frequenza ad alto volume, simile a quello che si sentirebbe su un aereo, gli AirPods Max si sono dimostrate leggermente più efficaci delle cuffie Bose Noise Cancelling 700 e delle Sony WH-1000XM4.
Durante i test, gli AirPods Max a volte sembrano eliminare completamente il rombo, un’impresa impressionante che non ho mai sperimentato prima. In altre situazioni, la soppressione del rumore è uguale a quella delle cuffie di Bose e Sony, molto dipende dal giusto posizionamento delle cuffie sulla testa. Una leggera regolazione dell’archetto, determina una tenuta leggermente diversa o più stretta attorno all’orecchio, migliorando notevolmente la soppressione del rumore.
Forse le cuffie Bose e Sony fanno un lavoro migliore con le frequenze più alte, un esempio tipico è una persona che parla al telefono nella stessa stanza o dei bambini che giocano nell’androne del palazzo. Gli AirPods Max eliminato bene le frequenze medie, ma sembrano quasi amplificare quelle più alte, tanto che in un paio di occasioni ho pensato di aver attivato accidentalmente la modalità Trasparenza.
In uno stress test un po’ estremo – nessuna cuffia con soppressione del rumore è in grado di eliminare completamente brani ricchi di bassi riprodotti con uno stereo – tutti e tre i modelli di cuffie hanno fatto un buon lavoro, ma ancora una volta gli AirPods Max si sono dimostrati leggermente inferiori.
Quando la funzione della soppressione del rumore degli AirPods Max è attiva/disattiva, la firma del suono non è in alcun modo influenzata, che è anche il modo in cui dovrebbe funzionare, sebbene molti produttori sbagliano. Inoltre, quando ANC è abilitato, viene aggiunto a malapena un sibilo. Spesso, la funzione per la soppressione del rumore crea un debole segnale simile a un rumore bianco per mascherare le frequenze più alte che fatica ad eliminare. Sugli AirPods Max questo sibilo è impercettibile, si nota solo sapendo che esiste.
In modalità Trasparenza, si può sentire chiaramente l’ambiente circostante, senza alcuna parvenza di eco slapback. Su altre cuffie vengono aumentati i livelli per enfatizzare il volume dell’ambiente circostante rispetto a quanto sono effettivamente forti, mentre gli AirPods Max riflettono perfettamente l’intensità reale. È il caso di evidenziare che gli le cuffie di Apple sembrano esercitare una pressione più evidente sui timpani rispetto alle cuffie di Bose o Sony, e non è possibile regolare i livelli di ANC, le opzioni sono: attivato o disattivato.
Qualità audio
Gli AirPods Max utilizzano ciò che Apple chiama Audio computazionale, una elaborazione del segnale digitale conosciuta nel settore con la sigla DSP. Anche se hanno nomi diversi, l’audio computazionale e il DSP regolano digitalmente il segnale audio per raggiungere vari obiettivi, come evitare la distorsione a livelli di volume più alti controllando i livelli dei bassi e la dinamica generale per mantenere la risposta dei bassi coerente a livelli di volume più bassi. Il DSP di solito equivale a vari gradi di compressione dinamica ed EQ applicati al segnale a seconda del livello di volume utilizzato. Questa “tecnica” si apprezza soprattutto con la musica moderna, in particolar modo se ricca di bassi, ma non va bene per quella classica, ad esempio per un concerto per pianoforte. In sintesi, i puristi dell’audio saranno infastiditi se non proprio inorriditi dall’Audio computazionale.
Gli AirPods Max utilizzano anche quello che Apple chiama Adaptive EQ, che dovrebbe regolare la firma del suono a seconda di come le cuffie si indossano tenendo conto di ostacoli come occhiali o orecchini, che potrebbero potenzialmente influire sull’esperienza di ascolto. Adaptive EQ, DSP o Audio computazionale fanno si che gli AirPods Max non possono essere cuffie per audiofili che cercano un’esperienza di ascolto trasparente, ma è anche vero che le cuffie ANC/wireless raramente sono progettate per gli audiofili.
Quello che manca è la possibilità di regolare l’equalizzatore, ma è una scelta in perfetto stile Apple che non vuole costringere l’utente a perdere tempo ad armeggiare con i controlli, e ritiene di essere in grado di interpretare al meglio i gusti di chi ascolta la musica, al punto che non è possibile neppure disabilitare l’EQ adattivo, quindi non non c’è modo di sapere come sta alterando le cose. Se tutto questo può sembrare un po’ frustrante, devo ammettere che le AirPods Pro di Apple suonano davvero bene, decisamente meglio rispetto a quelle da 300/400€ di Bose, Beats e Sony.
Audio spaziale, prestazioni microfoniche e Siri
Come gli AirPods Pro, gli AirPods Max supportano l’audio spaziale, una modalità di ascolto immersiva che funziona con contenuti video codificati in 5.1, 7.1 e Dolby Atmos. L’audio spaziale stesso è più o meno un effetto che traccia la posizione della testa in relazione alla sorgente sonora. Spostando la testa verso destra, si avverte una leggera variazione, come se l’audio provenisse dalla posizione fisica dell’iPhone o tablet. È innegabilmente bello, ma funziona solo su contenuti codificati con mix surround. Inoltre quando si indossano gli AirPods Max e si guarda un film, non viene riprodotto mai un vero surround, né l’audio spaziale è in grado di creare un’esperienza simile. Tuttavia, è una caratteristica aggiuntiva piacevole, anche se non indispensabile al momento.
Come accennato, ci sono nove microfoni integrati negli AirPods Max. Tre sono usati per il vocale e otto per ANC. Nonostante il numero di microfoni utilizzati, in varie prove di note vocali registrate su un iPhone 12 mini, le parole per quanto riconoscibili una ad una, non sono risultate di una chiarezza cristallina, rientrando nella qualità media del settore.
C’è anche il supporto Siri a mani libere (che può essere disabilitato) e non si sono verificati problemi a comunicare con l’assistente intelligente di Apple per la riproduzione di musica (si può semplicemente dire “Ehi Siri, riproduci Radiohead su Apple Music”) o per ottenere previsioni meteo.
Qualche difetto di gioventù
Finché gli AirPods Max si utilizzano con iPhone e iPad, tutto è perfetto. Quando si sfilano dalla testa entrano automaticamente in pausa, proprio come gli AirPods, e indossandoli nuovamente la musica riprende automaticamente dal punto in cui si era interrotto.

Inaspettatamente, alcuni problemi si sono verificati con le cuffie abbinate al Mac. Diverse volte è capitato di sfilarle dalla testa, e appoggiate sulla scrivania la musica non si è interrotta. Ancora peggio, avviando la riproduzione della musica dal mio MacBook Pro, l’audio usciva dalle casse del portatile, e lo stesso è accaduto con alcune chiamate in arrivo a cui ho risposto direttamente dal Mac. Chiaramente si tratta di un problema software, che verrà risolto con un prossimo aggiornamento, ma al momento l’unica soluzione è riavviare il Mac o armeggiare con le impostazioni, il che è un po’ frustrante.
La situazione peggiora con i dispositivi del lato oscuro – PC, smartphone e tablet – perchè l’abbinamento richiede il passaggio nelle impostazioni Bluetooth dei vari dispositivi ogni volta.
Considerazioni finali
Le cuffie AirPods Max hanno un suono fantastico. Per il prezzo richiesto, qualcosa di meno a fantastico sarebbe stata una grande delusione. L’ingresso di Cupertino nella categoria in rapida espansione delle cuffie con cancellazione del rumore over-ear era inevitabile, e il risultato finale è all’altezza dei soliti standard elevati dell’azienda fondata da Steve Jobs.
Per quanto riguarda la cancellazione del rumore, le cuffie di Apple sostanzialmente tengono il passo con i modelli di cuffie di fascia alta dei blasonati marchi Bose, Beats e Sony, ma dove le AirPods Max dettano le regole è nella modalità trasparenza, che offre un suono naturale nelle occasioni in cui si desidera ascoltare ciò che accade intorno senza togliere le cuffie.
L’archetto in rete – una novità assoluta nel settore che probabilmente presto sarà copiata – aiuta a evitare l’accumulo di pressione nella parte superiore della testa nei lunghi periodi di ascolto, rimane solo da verificare la durabilità, anche perchè non è un pezzo sostituibile dall’utente a differenza dei padiglioni (€79), e dal momento che la custodia non protegge questa parte delle cuffie, i dubbi aumentano.
Anche se gli AirPods Pro non sono cuffie per audiofili, la possibilità di sostituire la batteria per €85 permette almeno la stessa lunga durata delle alternative cablate di Audeze, Sennheiser o Grado Labs.
Chiarito definitivamente che con queste cuffie Apple non sfida quelle specificatamente destinate agli audiofili, che per altro possono arrivare anche a superare i €1.000, i diretti rivali delle AirPods Pro sono Bowers & Wilkins, Bang & Olufsen e Master & Dynamic, marchi che fondono moda e lusso nelle loro offerte tecnologiche. Probabilmente gli AirPods Max verranno acquistati da molti anche perchè sono “semplicemente” belle e di moda.
È il caso di evidenziare che le cuffie Apple non hanno praticamente latenza nella riproduzione tramite Bluetooth 5, rendendole utilizzabili per i videogame, ad esempio.
In sintesi: probabilmente gli AirPods Max non interesseranno più di tanto gli utenti del lato oscuro, ma eserciteranno una attrazione quasi fatale sugli utenti Apple un po’ dandy, che come me prestano molta attenzione anche al design degli accessori che acquistano. Ad esempio, ho preso le Max color grigio siderale per abbinarle al mio MacBook Pro. Per quanto riguarda il costo, se non avete fretta vi consiglio di attendere. Infatti, rispetto ad alcuni anni fa, il prezzo dei prodotti di Cupertino non è più fisso, ma può variare, questo perchè Apple ha aggiunto tra i suoi rivenditori ufficiali alcune catene di negozi di elettronica di consumo ed anche siti di e-commerce come Amazon che con una certa frequenza lanciano sconti convenienti.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: design elegante e compatto; qualità dei materiali; audio fantastico; ottima soppressione del rumore; la modalità Trasparenza è il nuovo termine di paragone del settore; Corona digitale; facilmente trasportabili; custodia originale.
Contro: il prezzo potrebbe scoraggiare gli utenti non Apple o poco dandy.
Compatibilità: qualsiasi dispositivo Bluetooth.
Prezzo: €629 su Apple Store o Amazon.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.



30 commenti
Bella rece, Quoto tutto in particolare questa frase:
“eserciteranno una attrazione quasi fatale sugli utenti Apple un po’ dandy”.
Infatti mi sono svenato, e le ho ordinate.
Certo che dal punto d vista del design fanno sembrare tutte le altre cuffie brutte e preistoriche…
“Questo perché Apple ha…” e ci hai lasciato in sospeso, bel cliffhanger 😅 Comunque complimenti per l’ottima recensione, chiara ed esaustiva come sempre. IMHO, l’assenza di un tasto di spegnimento è una grossa mancanza, per “spegnerle” si deve per forza usare la custodia. Ma tanto non le comprerò mai 😅
Ooops… ho aggiunto la parte mancante della frase.
Per quanto riguarda l’assenza di un pulsante per spegnere le cuffie, in realtà si tratta di un falso problema, infatti da alcune prove “empiriche” è risultato che la batteria degli AirPods Max perde meno del 3% ogni 60 minuti se le cuffie non vengono riposte nella custodia:- dopo 10 minuti di inattività senza custodia la percentuale è passata dall’86% all’85%- dopo 20 minuti: 84%- dopo 30 minuti: 84%- dopo 40 minuti: 84% – dopo 50 minuti: 83%- dopo 60 minuti: 83%
L’ho specificato nell’articolo 😉
Stefano, nell’articolo c’è un piccolo refuso, dici che perdono il 43% ogni ora
Ooops… doveva essere il 3%. Ho corretto grazie.
Ottima recensione, ed anche questa volta Apple ha dimostrato che quando si vuole confrontare con altre marche (Sony, Bose etc) che vantano una maggiore esperienza in altri dispositivi (cuffie) non è seconda a nessuno; anche se per quanto mi riguarda ho il dubbio che la scelta di una custodia così fashion pregiudichi nel tempo l’integrità del prodotto perché lascia scoperti e perciò non protetti diversi punti della cuffia e l’archetto, e poi sarebbe da far notare ad Apple che in prodotto per l’audio che viene venduto a questo prezzo è inaccettabile la mancanza di un cavo con l’attacco jack (perché esiste ed è venduto a parte ad 40 € circa) che rimane indispensabile se una persona le vuole usare in modo più serio con una connessione cablata es. per fare montaggi video/audio sul Mac (per non risentire dell’effetto latenza tipico delle cuffie wireless) o per sentire l’audio su un impianto hi-fi senza la perdita di qualità tipica della musica in mp3 e/o streaming.
Se è per l’effetto latenza tipico delle cuffie wireless, il cavetto non serve con gli AirPods Max perchè la latenza non esiste, l’ho anche specificato nell’articolo 😉
Ok Stefano buono a sapersi, mi era sfuggita questa tua spiegazione tecnica, però ti assicuro che con altre cuffie wireless da me provate il problema esiste ed è più palese durante i montaggi audio e/o video.
Comunque concorderai con me che se il cavo di cui avevo parlato sopra era presente nella confezione dava alle cuffie un opzione in più d’uso da sfruttare anche in ambito di un impianto hi-fi classico.
Rimanendo in tema di cavo, si può usare quello da Lightning a USB-A per collegare le AirPods Max al Mac?
No, in questo modo si ricaricano solo, non vengono “viste”.
ops… mi ero dimenticato di specificare che dato il prezzo non indifferente “all’interno della confezione poteva essere incluso” anche il cavo audio da lightning a jack cuffie da 3.5 mm (che è venduto a parte)
Lo fanno per l’ambiente…
Concordo in tutto e le ordinerò presto.
Solo una correzione il giroscopio è presente solo su un padiglione e non su entrambi.
Ooops… ho corretto grazie 🕸😉🕸
Un difetto lo hanno, 12-14 settimane dovrò attendere prima della consegna …..
Sono disponibili su Amazon in quasi tutti i colori.
Il prezzo non è per niente esagerato: è semplicemente un prezzo da pazzi. Credo si sia creata una moda assurda intorno a questi… “auricolari”. Semplici auricolari. Mi ricordo che quando ascoltavo il Walkman Sony con le sue semplici cuffiette colorate, super leggere, sentivo una musica di qualità (con bassi profondi e frequenze alte che non disturbavano).
Ancora oggi lo uso, con musicassette registrate bene all’origine. Cosa è cambiato da allora? Io ritengo sia peggiorato. È chiaro che se comprimi un file audio negli assurdi mp3, per poter essere facilmente condiviso (peggiorando la qualità del pezzo), poi si ha bisogno di auricolari che illudono di poter migliorare ciò che si è peggiorato. Su questo non cambio idea.
Quella degli AirPod è diventata una moda (così come è diventata una moda quella della fotocamera di un telefono, con quaranta fotocamere che sporgono dal telefono), e nove articoli su dieci, parlano di AirPod. E da qui l’assurda moda dello steaming e degli assurdi abbonamenti mensili. Ma che bisogno c’è di avere a disposizione tutta musica mondiale quando, di tantissima musica, uno se ne può fregar di meno. Esistono i cd o gli lp. Uno si acquista quello che gli piace (tra l’altro poi si rimane proprietari di questa musica) e se l’ascolta con il massimo della qualità (senza subire compressioni peggiorative), con delle semplici cuffie da 20€ (e senza perdere tempo a fare zapping tra un pezzo e un altro).
Non servono cuffie costose se uno non peggiora la qualità con la compressione. Io dico che ci facciamo prendere da queste inutilità e cadiamo in queste trappole di mercato, perdendo il senso con la realtà. Per ascoltare musica uso cuffie tipo queste:
Cuffie da walkman, stile retrò, anni ’80, colore: arancione, Guardians Galaxy Cosplay (Movie Prop Retro Walkman cuffie Orange Guardians Galaxy Starlord Cosplay) click qui
Scusate per la critica e se mi sono dilungato. Buon Natale a tutti 🎄
Una curiosità, per collegarti ad internet utilizzi un modem 56K e Netscape 3?
Un paragone che non regge. Non è detto che ti propinano una certa tecnologia, e quella tecnologia sia valida solo perché è moderna e va di moda. Nel caso del modem 56 k, col tempo si è migliorati e si è raggiunto una velocità migliore. Nel caso della musica, si è raggiunta una qualità peggiore: musica compressa e degradata in mp3. Cioè prima la degradiamo e poi pretendiamo (ci illudiamo) di migliorarla, spendendo cifre da capogiro per dei semplici auricolari; solo perché non hanno la scomodità del filo. Comunque ognuno è libero di pensarla come vuole.
Scherzi? Le cuffiette arancioni sono ancora oggi un punto di riferimento per tutti gli audio fili!
@ Gug
🤣🤣🤣 Bella risposta. Mi piace.
Scherzi a parte, la mia critica non era rivolta ai dispositivi di ascolto, cuffia o AirPod (o almeno non era questa l’intenzione), ma al loro utilizzo per cercare di rimediare ciò che, con la compressione, è andato perso (perché fidati, la musica compressa non ha la stessa qualità di quella non compressa: i bassi non hanno la stessa corposita e gli acuti stridono).
Partendo da questo presupposto, se uno ascolta la musica compressa con gli AirPods e si accorge di una qualità impressionante, si deve ricordare che, se ascoltasse la stessa musica NON compressa (sempre con gli AirPods), si accorgerebbe dell’enorme differenza. In pratica ho colto l’occasione, in questo articolo, per criticare per l’ennesima volta la musica in streaming compressa e i servizi annessi per la distribuzione e l’estorsione di abbonamenti vari.
Perché bisogna ascoltare musica degradata? Partiamo dal massimo della qualità (aiff o wave) e aggiungiamo la fedeltà degli AirPods. Se devo scegliere tra mp3 + AirPods e tra wave (o aiff) + cuffiette colorate da 20€, scelgo sicuramente quest’ultima.
Poi ovviamente critico anche il costo esorbitante dei dispositivi di ascolto, AirPods e cuffie (ma potrebbe esserci una giustificazione che però mi sfugge), e critico il sistema di diffusione della musica attraverso assurdi abbonamenti a svantaggio dei supporti fisici (cd e Lp), e alla fine non si rimane padroni di niente una volta che uno interrompe questi abbonamenti.
In conclusione: la tecnologia avanza e anche i servizi (che spesso diventano mode). Sta nella diligenza individuale capire se il nuovo che avanza, è migliore di quello che si è lasciato. Qualche volta lo è ma altre volte no.
In linea di principio potresti anche avere ragione sulla qualità ma non si può evitare l’evoluzione. Tu parli di supporti praticamente scomparsi. Oggi se mi regalano un CD non saprei neanche dove ascoltarlo. Per farti un esempio l’asilo di mia figlia per la recita ha distribuito i CD delle riprese (fatte in tempi di covid senza pubblico) io ho chiesto che mi venisse registrata su una chiavetta USB perché con il CD avrei avuto enorme difficoltà a fruirne in casa o farla vedere ai nonni. Alla stessa stregua con Apple Music ascolto tutta la musica che voglio in auto o a casa o in studio senza dovermi portare dietro alcun CD. Questo si chiama progresso e non si può arrestare.
Tonino il mondo si evolve, le persone desiderano potere accedere ad un vasto catalogo musicale ovunque si trovino, il formato AIFF (utilizzato dagli audiolfili) occupa troppo spazio per questo è nato l’MP3 e l’AAC. Poi le persone hanno chiesto di non dover essere più costrette a sincronizzare gli MP3 con l’iPod e così ora esistono i servizi di streaming musicale con la musica che si trova sui server. Sony ha smesso di produrre i wolkman non per dispetto, ma perchè tutti volevano gli iPod. Tu sei fermo ad una era glaciale fa in cui le persone si potevano permettere di tornare a casa e ascoltare la musica per ore. Una persona invecchia non in base solo all’anagrafica, ma anche perchè rimane fermo nel passato rifiutando qualsiasi evoluzione.
mi stupisce che quasi nessun recensore accenni alla equalizzazione dedicata alle AirPods Max tramite il pannello Accessibilità – AirPods – Impostazioni accessibilità audio – Regolazioni auricolari
a mio parere è proprio la funzione Tono bilanciato che permette di dare corpo e spazialità a queste cuffie “aprendo” i driver e gustandone appieno le potenzialità hi fi (ebbene sì, utilizzo questo termine volutamente soprattutto dopo che la recensione di Whathifi l’ha sdoganato)
l’audio computazionale non fa miracoli, ma coi dovuti settaggi il risultato è sorprendente
Questa funzionalità esiste da tempo per gli AirPods e le cuffie Beats, ma serve per chi ha problemi di udito ed amplifica i suoni lievi, é un po’ impropria definirla “equalizzazione dedicata” al di fuori delle funzioni di accessibilità.
Però modifica anche l’equalizzazione delle frequenze. Io l’ho sempre impostata su tono bilanciato e marcata come ottimizzazione dei suoni medi.
Ma non ottieni un suono bilanciato, spari in alto le frequenze basse e medie, è chiaramente un rimedio per chi ha problemi di udito.
io non sono ancora audioleso, ma trovo che su Tono bilanciato lieve renda un po’ meno scura e flat la timbrica, diciamo leggermente “frizzante” tipo quella delle Beoplay H95
poi magari a fine burn-in, tra qualche decina d’ore di utilizzo, rivaluterò
il bello dell’audiofilia è che è tutto soggettivo
Compro prodotti Apple da sempre, sia per uso provato che professionale, per ora non vedo alternative. Apple produce ottimi oggetti che gli consentono margini incredibili, che gli consentono di produrre ottimi oggetti da margini incredibili … detto tutto questo … le airpods resteranno un mercato di nicchia. Tra tutti i prodotti ad alto margine di apple quello che permette all’azienda di essere una potenza economica è l’iphone ma questo perché il telefono è ormai un estensione del corpo umano. buon natale