Anche Xiaomi non fornirà il caricabatterie con il suo prossimo smartphone

L’annuncio di Apple di non includere il caricabatterie nella confezione dell’iPhone 12 per regioni ecologiche ha generato risposte ironiche da parte dei suoi principali concorrenti. Samsung aveva dedicato una pubblicità con il suo caricabatterie USB-C in primo piano e immediatamente sotto l’avviso “Incluso con il tuo Galaxy”, e Xiaomi aveva twittato “Non è stato lasciato nulla fuori dalla scatola” con il Mi 10T Pro, aggiungendo un breve video che mostrava l’apertura della scatola del telefono con un caricabatterie all’interno in bella vista.
Don’t worry, we didn’t leave anything out of the box with the #Mi10TPro. pic.twitter.com/ToqIjfVEQX
— Xiaomi (@Xiaomi)
Ebbene, Samsung ha rimosso dal web la pubblicità che prendeva in giro Apple perchè, a quanto pare, il prossimo smartphone ammiraglia Galaxy S21 che debutterà all’inizio del 2021 sarà venduto senza. Allo stesso modo, l’eccentrico CEO di Xiaomi, Lei Jun, ha fatto sapere che il nuovo smartphone Mi 11 non includerà il caricabtteria per “questioni ambientali”.
Nell’annunciare il nuovo iPhone 12, Apple aveva spiegato che la scelta di non includere il caricabatterie era dettata da precise e valide motivazioni ambientali, infatti la confezione dei nuovi smartphone è più piccola e leggera, il che permette di spedire il 70% in più di dispositivi con un solo volo, che corrispondere ad eliminare l’inquinamento prodotto da 450.000 auto, ogni anno. Inoltre, ci saranno meno caricabatterie e auricolari da smaltire. Cupertino ha evidenziato che nel mondo ci sono già 700 milioni di cuffie Lightning e ben 2 miliardi di caricabatterie Apple.


23 commenti
Secondo me sia In Samsung che in Xiaomi ci sono dei pubblicitari che nell’immediato hanno creduto utile prendere in giro Apple per la sua scelta; quando, però, qualcuno gli ha fatto notare “imbecilli, ma non capite che con la scusa dell’ambiente Apple guadagnerà un botto di più poiché venderà i cellulari allo stesso prezzo di prima ma costringerà le persone ad acquistare separatamente ciò che prima era incluso? Prendete esempio, sciò “, hanno fatto marcia indietro e sono diventati “ambientalisti” anche loro
Se Apple avesse voluto guadagnare di più, avrebbe potuto includere il caricabatteria e avrebbe venduto esattamente lo stesso numero di iPhone 12 a $20 in più.
L’assenza del caricabatterie compensa i maggiori costi per la tecnologia 5G e l’adozione dei pannelli OLED per l’iPhone 12, che costa quando l’iPhone 11 con display LED.
Il ragionamento di Apple per ridurre l’impatto ambientale è corretto: io ho preso l’iPhone 12, ed ho già un caricabatterie wireless acquistato quando ho preso l’iPhone XS. E quando venderò l’iPhone 12 probabilmente lo acquisterà uno che ha già un altro caricabatterie USB-C, magari quello del Galaxy. E il cerchio si è chiuso.
GreenPeace ha recentemente stilato una classifica delle aziende più “green”. Apple ha ottenuto il punteggio di “A” in una scala da A a F dove A indica una azienda con la maggiore sostenibilità ambientale. Nella stessa classifica Samsung compare classificata con una D e Xiaomi non è neppure in elenco.
Tutto questo per dire che si può anche credere che Apple abbia eliminato il caricabatterie per risolvere un problema a cui anche la CE ha tentato a più riprese di trovare una soluzione.
Se Samsung e Xiaomi usano ancora il riscaldamento a carbone per i loro uffici, è meno credibile che abbiano deciso di non fornire più il caricabatterie per “questioni ambientali” e non per mero profitto.
Recentemente ho venduto 3 dispositivi elettronici, nessuno mi ha chiesto il filo, nessuno mi ha chiesto l’alimentatore.
L’unica remora è che non includono l’adattatore al filo, quindi diventa nel caso del 12 un acquisto obbligatorio a parte.
L’ambiente ringrazia oggettivamente
Non esistono soluzioni per risolvere un problema che vanno bene per tutti. Qualcuno dovrà comprare il caricabatteria USB-C con l’iPhone 12, però quando lo andrà a vendere non dovrà includerlo, e quindi userà quello acquistato ora per l’iPhone 13 del prossimo anno. E il cerchio si è chiuso, con un giro in più, ma si è chiuso.
Rispetto le vostre opinioni, ma continuo a pensare che in Apple, da grandi comunicatori quali sono, abbiano mascherato un’idea sorta a scopo di lucro con una motivazione eticamente inattaccabile.
Alla luce del commento di Stefano con tanto di tabella GreenPeace, nella tua frase sostituisci “Apple” con “Samsung e Xiaomi”, e allora non avrai detto una sciocchezza.
quoto!
Da utente Apple, sin dai tempi dell’Apple II e totalmente “allergico” ai prodotti offerti dal “lato oscuro dell’informatica” sono dispiaciuto di postare le seguenti considerazioni, ma quando ci vuole ci vuole!
Eh si, è talmente green la filosofia Apple che ad una collega, con un banale guasto al suo iMac 2012 (HD guasto), rivoltasi ad un centro assistenza autorizzato Apple interpellato per la riparazione, è stato risposto che il prodotto è “obsolete” quindi non riparabile! Ahahahah, quelli attenti all’ambiente!
Per fortuna la collega, che è un po’ più sveglia della media, si è rivolta ad un’assistenza generica ed in un giorno aveva il suo iMac nuovamente funzionante con tanto di SSD al posto del vecchio HD meccanico ed upgrade di memoria da 8 a 16 Gb.
Concludendo, un’azienda veramente “green” avrebbe risposto: “il suo iMac non è riparabile perché i ricambi originali non sono disponibili, ma possiamo montarle un nuovo disco più performante del vecchio così può sfruttare il suo iMac ancora per qualche anno”. Ma no, per loro era da portare al centro di raccolta con conseguente produzione di rifiuto tecnologico.
Eccola, al di là delle storie che raccontano, la vera faccia della “green” Apple!
Credo che fino ad ora avrò portato presso vari centri di assistenza autorizzati Apple una decina di iMac per installare SSD+hard disk e creare il Fusion Drive, e ci sono un bel numero di lettori di questo blog che hanno fatto lo stesso. L’unica cosa vera del tuo racconto è che questa operazione non viene eseguita presso il Genius Bar degli Apple Store perchè sono modifiche mai collaudate ufficialmente.
Quindi tu, che non mi conosci, stai affermando che sto dicendo il falso! Complimenti, una bella lezione di stile da parte da parte tua!
Credo tu non abbia il controllo su ciò che avviene in ogni centro autorizzato Apple d’Italia quindi, prima di dare dello spergiuro a qualcuno, informati meglio!
Ti conosco: nessun commento prima di oggi, passi il tuo tempo tra i vari blog e forum lasciando commenti per generare flame: sei un troll. Se pensi di farlo su questo blog, hai sbagliato di grosso.
Avete mai fatto caso che tutti quelli che lasciano un commento al vetriolo su Apple, prima fanno l’elenco dei Mac che hanno usato, in questo caso addirittura dall’Apple II, ma forse Dante ha sbagliato e voleva scrivere Apple I.
Si, è normale visto che i commenti, che tu chiami al vetriolo solo perchè osano dire qualcosa non prevista dalla tua idea della Apple, innescano reazioni irrazionali.
L’elenco serve solo a chiarire, visto che non conosci l’interlocutore, che anche chi usa ed ha sempre usato Apple, è libero di pensare che non tutto quello che esce dagli uffici stampa e pubblicitari di Cupertino, sia oro colato!
Con questa spiegazione ti sei tradito, sei un provocatore seriale, sei un troll. Bye bye
Secondo me Apple non ritiene opportuno e conveniente riparare un prodotto “obsoleto” ma questo a prescindere dall’ambiente. Se ho una Ritmo del 1980 non credo che la Fiat sia disposta a ripararla fermo restando che il meccanico sotto casa prendendo i pezzi dall’autodemolitore non avrebbe problemi a farlo (magari mi sbaglio ma a lume di naso credo sia così). Per me la Apple è “verde” per convenienza propria ed è fuori discussione, ma quello che tu dici dell’assistenza a tempo vale anche x gli iPhone, iPod, iPad etc. ed è comunque a prescindere dall’ecologia. Una grande società assiste i propri prodotti direttamente per un tot di tempo poi ti saluta e lascia, dove possibile, il lavoro agli altri.
@ Dante: ricordati di aggiornare l’antivirus sul tuo PC-Windows.
@ Defcom
Ti ringrazio per il consiglio, ma, usando MacOs, non ne ho bisogno anzi, come saprai, XProtect provvede in automatico alla rilevazione del malware! 😉
Io ho avuto un problema di batteria… il mio macbook pro 15″ del 2014 era diventato obsoleto per Apple… la cosa mi ha fatto incaxxare, ho chiesto preventivi in rete e poi portato da Bagnetti a Roma. Cambio batteria effettuato in 48 ore, certo non originale Apple (batteria+tastiera), ma garantita da loro…e Bagnetti è una garanzia a Roma! Certo non ti aspetti mai che ti dicano “il suo computer è obsoleto”, ma questo significa pure che la macchina è perfettamente funzionante e non da sostituire in toto…vorrei vedere un HP o un Dell…
Sono d’accordo. Un Mac, diversamente dagli altri computer, è fatto per durare. Thing different non esiste più? Potrebbero fare uno sforzo e ripararlo, tanto comunque uno lo ripara lo stesso da qualche altra parte. Così uno pensa che è tutto un giro di soldi, altro che green.
Il commento di cui sopra è in risposta a Dante.
Non vedo dove sta il problema, visto che oggi, i caricatori, li vendono anche i cinesi a meno di due euro (con doppia porta usb). Ai tempi d’oggi, quindi, ritengo non sia più uno scandalo vendere un telefono senza caricatore. Questa cosa dei caricatori originali ormai non ha più senso. Un po’ come i detersivi: hanno nomi diversi ma la formula chimica è sempre quella.
Ho recentemente acquistato cuffie Bluetooth Sony di fascia media, casse Bluetooth Soundcore, radio con Bluetooth ed altri accessori. Tutto ricaricabile e tutto rigorosamente senza caricabatterie ma solo con cavo cortissimo. Ho pensato: chissenefrega tanto in casa avrò 5-6 alimentatori da muro usb. Quale è lo scandalo se la mela anch’essa lo toglie dalle confezioni? Non sono sicuro che se si acquistano un paio di bose ci sia l’adattatore da muro ma nessuno ne fa un dramma.