Adobe Flash: le ragioni del suo insuccesso e il “colpo” inferto da Steve Jobs

Dal 31 dicembre 2020, Adobe ha staccato la spina a Flash, tecnologia nata nel 1993. Da questa data non ci saranno più aggiornamenti di sicurezza e di compatibilità per Flash Player e Microsoft rimuoverà il player da Win 10. Ma già da tempo la vita di Flash era segnata, e questo passaggio è solo una presa d’atto definitiva che è terminata un’epoca per le tecnologie multimediali.
Dalle stelle alle stalle
La parabola di Flash, piattaforma multimediale per animazioni, giochi, applicazioni Web e anche mobile, è stata lunghissima. Nata nel 1993 grazie al lavoro di una startup americana, FutureWave Software, con il nome di SmartSketch, all’epoca era un software interattivo per disegnare con la penna ottica, evolvendo rapidamente in un software per la creazione di animazioni vettoriali, cioè basate sulla creazione della forma geometrica delle cose da animare con formule matematiche anziché con disegni punto a punto (come nelle immagini JPG o PNG, per esempio). L’azienda offrì di vendere il suo software, ribattezzato FutureSplash, ad Adobe, che declinò.
L’acquisizione
Nel 1996 FutureSplash venne invece acquisita da Macromedia, colosso del software multimediale che aveva già un prodotto nel settore: Shockwave. Il Web stava muovendo rapidamente i suoi primi passi e prodotti come Macromedia Flash (così venne ribattezzato FutureSplash) erano preziosi perché consentivano di creare siti animati, ottimi per la pubblicità, e addirittura veri giochi online senza utilizzare filmati o altre tecniche che richiedevano grandi spostamenti di dati. Il successo di Flash fu rapidissimo. Dopo essere stato migliorato e potenziato, nel 2005 Flash era il software per Internet più presente sui computer di tutto il mondo, battendo anche Java, QuickTime, RealPlayer e Windows Media Player.
Il segreto del successo era la strategia commerciale: Adobe produceva gratuitamente il plug-in per far funzionare le animazioni su qualsiasi browser (il Flash Player) mentre vendeva ai creativi la suite per produrre i contenuti e gli applicativi lato server. Nel 2005 Adobe acquisì Macromedia, aggiungendo ai suoi software per la creatività anche una lunga serie di altri prodotti: oltre a Flash, infatti, Adobe commercializzò per anni Dreamweaver, Director Shockwave, Fireworks e Authorware. Ma il vero gioiello della corona era Flash. Che però durò poco.
La fine inizia con una lettera aperta di Steve Jobs
Potente, flessibile e creativo, ma anche complicato e impegnativo per il processore e piagato da problemi di sicurezza. Fu Steve Jobs a dire per prima che si doveva fare a meno di Flash sugli iPhone e poi sugli iPad perché consumava troppo le batterie, era insicuro e inadatto agli schermi touch. L’era di Flash era finita: il suo posto nei siti Web e per le app venne preso da HTML 5 e Ajax, un insieme di tecnologie che permettevano di avere multimedialità e di adattarsi agli schermi dei computer, dei tablet e dei telefoni in maniera dinamica. Inoltre, poiché Flash era una tecnologia proprietaria, aziende grandi e piccole sul Web volevano delle alternative Open Source che permettessero loro di creare contenuti riutilizzabili e convertibili in futuri formati senza bisogno di una licenza da parte di Adobe. Flash morì perché non fu in grado di garantire tutto questo.
Un mondo di animazioni
l periodo d’oro di Flash è stato quello a cavallo tra l’epoca Macromedia e quella di Adobe. È con Adobe, però, che la maggior parte dell’interazione commerciale su Internet si trasformò in contenuti Flash. Attraverso Flash Air (il nome della versione più moderna del player) era possibile non solo avere dei siti animati, ma veri e propri contenuti multimediali: le televisioni e i grandi giornali l’hanno usato per le proprie trasmissioni video, gli editori di tutto il mondo hanno costruito intere enciclopedie multimediali con Flash e poi le hanno trasformate in contenuti per il Web. A differenza di altri linguaggi, Flash era fortemente orientato alla multimedialità e l’interattività, e questa per quasi venti anni è stata la sua forza maggiore, tanto da essere usato anche per creare cartoni animati televisivi (Peppa Pig, per esempio) ed essere impiegato ancora oggi per quello scopo con il nome di Adobe Animate.
Nielsen: “Flash è al 99% cattivo”
Secondo Jakob Nielsen, il più importante studioso di interfacce al mondo, Flash era “sbagliato al 99%” dal punto di vista dell’accessibilità: “Flash degrada i siti Web per tre ragioni: incoraggia l’abuso di tecniche di progettazione, rompe con i principi fondamentali di interazione del Web e distoglie l’attenzione dal valore del sito stesso”. Una vera e propria sentenza di morte.


4 commenti
…e quando il grande Steve diceva questo – come al solito – era un pazzo che non era riuscito a implementare flash sull’iphone/ipad! Quante ne ha azzeccate quell’uomo lì?😁
Adobe ha distrutto anche un’altra pietra miliare di Macromedia, Freehand per il disegno vettoriale, nettamente superiore ad illustrator.
Concordo, ero un grande utilizzatore di FreeHand e odiavo Illustrator… per fortuna c’è Indesign.
Il giusto parere di Jacob Nielsen trova conferma in analisi che furono effettuate su una mole di Siti commerciali che scioccamente hanno ceduto a lusinghe di Programmatori Flash fanatici e/o sinceramente entusiasti di Flash e/o avidi.
Costoro si offrivano per rimodernare a caro prezzo pagine commerciali e sia pure in perfetta buona fede entusiasmavano e illudevano le Ditte o i piccoli commercianti, artigiani, eccetera che con le animazioni avrebbero venduto molto di più.
Per fare un esempio, chi produceva lenzuola fu convinto che l’utente Internet sarebbe rimasto colpito e affascinato dal poter cambiare, a suo piacimento, lenzuola o coperte mediante click su un letto. “Vedendo animazioni automatiche all’apertura della pagina, eccetera – dicevano – un cliente si sarebbe sentito appagato e certamente avrebbe finito con l’acquistare”.
Analisi approfondite effettuate da Università ed esperti di marketing dimostrarono, invece, che le vendite di dette ditte o imprese sono passate da 100 a 30 poiché la stragrande maggioranza delle persone lasciava la pagina per cercare altrove o molti non aspettavano neppure che la pagina si aprisse, poiché infastiditi dalla lentezza.
I Siti migliori: eBay, Amazon, Apple…, invece, hanno aumentato le vendite mantenendo la semplice forma del Catalogo poiché l’utente medio Internet, quando desidera acquistare, non ha interesse a perdere tempo con giochini inutili.
Gli acquirenti, di fatto, richiedono pagine fisse, riassuntive; aprono diverse pagine o pannelli per confrontare diverse possibilità d’acquisto e soprattutto si muovono con velocità più o meno compulsiva (ahi noi); essere confusi o distratti da animazioni, immagini e fasce che scorrono sulla Home Page, pertanto, indispone.
Fatto sta che i programmatori Flash-fans hanno ormai condizionato molti di coloro che commissionano Siti WEB e purtroppo, sia pure con altri linguaggi di programmazione, dobbiamo subire Siti con aspetto giocattolo o da “Start a pannelli animati di Winzozz” che oltretutto contrastano con gli “Standard pro Utenti con disabilità”!!!!!
Purtroppo, anche alcuni Ministeri Italiani, che sarebbero tenuti a offrire Siti molto user friendly ci presentano, invece, Home Page confuse, Oltretutto… importanti pagine statali sono contrassegnate dalla dicitura (accanto all’indirizzo) che dichiara “Sito non sicuro”. (!!!!!) Non credete? Provate il sito del Governo italiano o quelli del Ministero della Salute! E immaginate lo scenario e i danni se qualcuno li hackerasse, in modo abile e tendenzioso, tanto da scatenare panico generale o altre reazioni dannosissime e adesso imprevedibili, prima di poter porre rimedio.
Quello della Salute, peraltro, sembra un minestrone di notizie e magari ci vuole la scienza, in particolare sul computer, per capire che le quattro lineette bianche in alto nascondono menù a tendina!
Mettiamoci dalla parte della gente comune e di chiunque abbia una qualsiasi disabilità: ci sembra un Sito idoneo a un Ministero Statale?
A parte il fatto che esiste un Regolamento che mi pare imponga gli standard del Layout da usare, idoneo a qualsiasi persona e che descrive perfino il colore principale del Tema, dei Menù, eccetera, al fine da compensare disabilità di ogni tipo…
Di tutto ciò dobbiamo “ringraziare” “l’effetto Flash”, seppure trasformatosi col tempo! Da notare la foto del Ministro che sta con un sorriso e il braccio sinistro alzato come se volesse dire: “Ma quanto è cool la fascia colorata che scorre sulla mia testa!…”
Concludo dicendo che mi sono appassionato a Spider-Mac per la sua essenzialità e il suo stile sobrio ed elegante in quanto, da un po’, avevo iniziato a non sopportare Macitynet e cercavo un’alternativa alla mia veloce esplorazione quotidiana sull’informatica “Apple oriented”.
Forza Stefano! Cerca di resistere e non trasformarti come… “Nome-numero” (Questa è difficile… 😊, ma a buon intenditor… 😉 e forse la puoi capire)