Il defrag è inutile su Mac

Il lettore Stefano, membro dello Spider-Mac Apple User Group (comunità online di utenti Mac ufficialmente riconosciuta da Apple) ha un dubbio tecnico sul disco di avvio del Mac, e chiede:
“Il mio Mac Pro, vecchio di qualche anno, si difende ancora bene. Eppure ho l’impressione che inizi a mostrare qualche cedimento e mi chiedevo se un programma di deframmentazione come Drive Genius possa aiutare. Uso il mio Mac principalmente per produzioni musicali, sfruttando due dischi fissi da 2TB. Il disco di avvio è quasi pieno, ma c’è un bel po’ di spazio libero sul secondario.”
La frammentazione del disco si verifica quando i file vengono spezzati in più tronconi per occupare le varie celle di spazio libero, non contigue, generate dalla cancellazione di altri file. Mentre il disco si riempie, lo spazio disponibile può finire col diventare un insieme di migliaia di piccole e isolate celle, nelle quali tutti i file vengono dispersi e poi lentamente recuperati in fase di lettura. Questa è la teoria, in pratica il fenomeno della frammentazione si può tranquillamente ignorare. macOS, infatti, sfrutta diverse strategie per ridurlo al minimo e deframmenta in automatico i file usati più spesso presenti sul disco di avvio. Tali strategie perdono in parte efficacia se il disco è pieno: la soluzione migliore, quindi, è passare a un disco più capiente e non deframmentare quello vecchio.


2 commenti
Non esiste solo il disco di avvio. La cosa più deludente dei nuovi sistemi apple dall’avvento della X è che pur rimanendo con la stessa configurazione nel giro di 4 anni massimo diventino lentissimi. È ovvio che è una cosa programmata dalla casa di Cupertino. In poche parole sono degli squali affamati di soldi, se ci fosse la suite adobe per linux (sistema molto più affidabile e meno divoratore di CPU e RAM) sarei già passato, sono 30 anni che uso apple ma mi hanno veramente rotto i cosidetti.
Faccio la collezione di Mac, e devo dire che nessuno ha mai “rallentato” più di tanto.