Moof! Dalla padella alla brace

Telegram ha rilasciato un nuovo aggiornamento che introduce uno strumento per migrare facilmente le chat e i messaggi da WhatsApp, una mossa dettata dal tentativo di cavalcare le preoccupazioni generate dalla nuova politica sulla privacy di WhatsApp che ha spinto non pochi utenti a cercare un software di messaggistica alternativo.
Tuttavia, migrare da Telegram a WhatsApp è un po’ come passare dalla padella alla brace, almeno per chi a cuore le sorti di “mamma Apple”. Infatti, il fondatore di Telegram, Pavel Durov, proprio come Facebook ha assunto una posizione decisamente anti-Apple dopo che si è visto negare la possibilità di creare un suo app store all’interno dell’App Store, e con un sistema di pagamento “indipendente”, un po’ come Epic Games.
Chiaramente, il giorno in cui sarà permesso a chiunque di creare un proprio negozio di app all’interno dell’App Store ci potrebbero essere dei risvolti negativi sulla sicurezza di iOS, e soprattutto verrebbe meno una voce importante del bilancio di Apple. Oltre tutto, in questo modo a Cupertino rimarrebbero di sua esclusiva competenza tutte le spese per i server e quanto necessario per il funzionamento dell’App Store.
Come ha recentemente evidenziato il giudice americano che è stato chiamato a dirimere la controversia tra Apple ed Epic Games, l’App Store è una piattaforma come ce ne sono tante altre – il Play Station Store di Sony quello della Xbox o della Nintendo – che applicano le stesse regole di Cupertino: commissione del 30% sugli acquisti e divieto di aprire negozi di terze parti.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


2 commenti
Io spero sempre che Telegram prima o poi tolga l’obbligo di ricevere i quotidiani messaggi che ci informano che ‘Tizio Caio si è unito a Telegram’. Esiste una preferenza specifica (‘Nuovi contatti – Ricevi notifiche push quando uno dei tuoi contatti si unisce a Telegram’) – ma viene ignorata, nel senso che viene comunque ricevuto un messaggio con nome e cognome della nuova persona entrata in Telegram, obbligando quotidianamente a fare pulizia togliendo tutte queste nuove chat non richieste.
Nel mio caso specifico, avendo in rubrica quasi 4.000 contatti, è un bagno di sangue.
Ho chiesto ai Volontari del Supporto Telegram se c’è un modo di evitarlo, e se possono rispettare la scelta dell’utente relativa ai nuovi contatti, ma mi hanno detto che non vogliono togliere questo meccanismo nonostante l’utente disattivi l’apposita voce nelle preferenze, e che le mie proteste non servono a nulla anzi se ne fregano (ho conservato il dialogo avvenuto via chat). Abbiamo concluso (concordi) che l’unico modo da parte mia è iniziare a fare una raccolta firme e magari intraprendere una class action, quasi quasi lo faccio, partendo da questo spunto dell’articolo di Stefano… nel frattempo continuo ad usare Whatsapp.
Se poi qualcuno conosce un modo automatico per togliere tutte queste nuove chat vuote, ben venga, resta comunque – a mio parere – un abuso.
Ciao Alessio, per impedire le notifiche vai su impostazioni>Notifiche e suoni>eventi e togli il flag a “un contatto si è unito a telegram” premesso che si tratta sempre di social su cui i nostri dati sono per definizione a rischio…. a mio parere, comunque, a livello di privacy telegram è un passo avanti…