L’angolo del nerd: NeXTStep, il sistema operativo “perduto” di Steve Jobs

Nel 1985, dopo che il consiglio di amministrazione di Apple lo aveva cacciato, Steve Jobs aprì una nuova azienda: NeXT, letteralmente “prossimo”, per segnare non solo l’idea che avrebbe realizzato il prossimo grande computer, ma anche per dire che sarebbe stata la sua “prossima avventura”.
Dopo alcuni anni, NeXT lanciò NeXTCube, computer potente ma sfortunato, commercializzato nel 1990 e ritirato nel 1993. Ma per realizzarlo, l’azienda di Jobs creò anche un nuovo sistema operativo, che si rivelò di gran lunga più importante e potente.

Un cuore UNIX
NeXTSTEP, questo il nome del sistema, nacque nel 1989 usando le fondamenta di UNIX, il sistema operativo all’epoca utilizzato solo nel mondo server. All’epoca Linus Torvalds non aveva ancora iniziato a lavorare a Linux, il sistema Open Source anch’esso derivato da UNIX. Se ci fosse stato Linux, probabilmente Jobs avrebbe cercato di utilizzarlo al posto di UNIX. La storia però è andata in modo diverso e, per più di dieci anni le migliori menti dell’informatica lavorarono a NeXTSTEP. Il risultato è stato un sistema operativo molto più robusto dei concorrenti dell’epoca e con un’interfaccia grafica che introduceva numerose novità rispetto a Windows e al Macintosh di Apple.

Il primo app store
Tra le novità c’era la possibilità di avere una multiutenza completa, e poi l’Electronic AppWrapper, un sistema che anticipava i moderni app store consentendo il download e l’installazione sicura del software di terze parti in maniera crittata e protetto da certificati antipirateria. Altri punti di forza erano il Dock, uguale a quello usato oggi da macOS, l’utilizzo di PostScript per la gestione del video e della stampa, il linguaggio di programmazione Objective-C che sarebbe diventato lo standard di Apple per più di venti anni, e uno dei primissimi sistemi server di generazione dinamica delle pagine Web, WebObjects.
Novità a colonne
Nella vista a finestre di NeXTSTEP venne creata per la prima volta una particolare modalità a colonne, che si ritrova anche nei moderni sistemi operativi, e delle app come TextEdit, Mail e gli Scacchi che sarebbero diventate app di serie per tutti i Mac. Nel 1997 Steve Jobs vendette NeXT ad Apple per 429 milioni di dollari e ritornò come consulente e poi amministratore delegato nell’azienda che aveva fondato nel 1976, allora profondamente in crisi.

Jobs rinnovò tutti i prodotti della Apple ma soprattutto cambiò il suo sistema operativo, trasformandolo in una versione più moderna di NeXTSTEP con la nuova l’interfaccia Aqua.
Ora è macOS
Ma l’avventura di NeXTSTEP non finisce qui. Apple infatti ha utilizzato il “cuore” UNIX del suo NeXTSTEP/macOS per realizzare prima iOS e poi le varianti iPadOS, watchOS e tvOS, rispettivamente per iPad, Apple Watch e Apple TV. Una versione ridotta al minimo e senza nome fa funzionare le TouchBar dei moderni MacBook Pro.
Il World Wide Web è nato su un NeXTCube
Sir Tim Berners-Lee, il papà del Web, nel 1991 lavorava al CERN di Ginevra quando decise di sviluppare un sistema ipertestuale per la condivisione dei documenti interni. Il computer che aveva in dotazione era una workstation di NeXT, il Cube. Fu la sua fortuna e Berners-Lee stesso ha detto più di una volta che, senza quell’incredibile computer e sistema operativo, avrebbe fatto molta più fatica a creare il WWW. Il NeXTCube era un computer molto potente per l’epoca, capace di funzionare sia come personal computer che come piccolo server. Insomma, il primo server Web al mondo è stato un Cube di NeXT, che ha fatto anche da piattaforma per la navigazione del primo browser Internet.

L’Angolo del nerd è una rubrica di Spider-Mac che, come suggerisce il nome, tratta un argomento attinente al mondo dell’informatica in generale, lambendo Apple solo marginalmente. L’appuntamento è per ogni domenica.


5 commenti
“ Se ci fosse stato Linux, probabilmente Jobs avrebbe cercato di utilizzarlo..” questa non dovevi scriverla. Next (come il derivato Darwin) è un sistema a microkernel con due kernel combinati, a differenza di Linux che ha un kernel Monolitico. Quindi non l’avrebbe mai utilizzato.
È vero che Linux ha un kernel monolitico e che macOS ha un micro kernel e un livello superiore che espone i servizi. Non vedo però il perché questo sia particolarmente rilevante nella scelta, nel senso che dubito che avrebbe potuto fare una grande differenza.
Perchè semplicemente Xnu utilizza BSD, il gran lavoro della Next si era concentrato sul kernel di Mach, che era stato modificato per estensione di servizi. All’epoca era stato scelto XNU per sviluppare next, che aveva BSD. Quindi anche se ci fosse stato Linux la scelta di XNU lo escludeva a priori.
Linux non era un’opzione perché non esisteva. E probabilmente non sarebbe comunque esistito senza i lavori di BSD.
Questo non lo si può sapere, perché le dinamiche aziendali non sempre portano a fare la scelta tecnica migliore… anche se poi c’era Steve, quindi potresti aver ragione 😄