Recensione: AirTag vs Tile Pro, Apple entra nel mercato dei tracker in grande stile

I tracker sono dispositivi in grado di tracciare e quindi rintracciare oggetti di valore smarriti, persone o animali, e sono sostanzialmente di due tipi: con GPS e senza GPS.
Tracker GPS
I tracker con GPS sono più piccoli di un pacchetto di sigarette, hanno una batteria che garantisce una autonomia di 5-7 giorni e richiedono una SIM telefonica con un piano dati. Il monitoraggio dell’oggetto viene effettuato passo-passo tramite satellite attraverso un’app installata sullo smartphone del proprietario. Un tracker GPS di buona qualità generalmente costa una cinquantina di Euro, a cui poi bisogna aggiungere il prezzo dell’abbonamento mensile per la SIM dati, esistono offerte ad hoc per tracker che costano mediamente 3 Euro.
Tracker Bluetooth
I tracker senza GPS, sono estremamente compatti, hanno più o meno la grandezza di un bottone di un cappotto, non richiedono alcuna SIM, la batteria dura un anno, e per rintracciare gli oggetti smarriti hanno un modulo Bluetooth che dialoga con lo smartphone del proprietario, quindi a differenza dei tracker con GPS è necessario che l’oggetto smarrito e il telefono a cui è abbinato si trovino nel raggio d’azione del Bluetooth (quello del tracker può essere di 40-120 metri, invece il Bluetooth degli smartphone ha una portata inferiore). Il prezzo dei tracker Bluetooth varia da 15 a 40 Euro.
Tile
Il tracker Bluetooth più famoso è il Tile, che per rintracciare un oggetto smarrito oltre ad utilizzare il metodo appena descritto, si basa anche sulla “comunità” degli utenti che lo utilizzano. In pratica ogni iPhone o smartphone Android con installata l’app Tile è in grado di individuare un oggetto smarrito di terzi a cui è attaccato un Tile comunicando in maniera anonima, e nel rispetto della privacy, la posizione al suo proprietario.
Ad esempio, se al portachiavi delle chiavi di casa si aggancia un Tile, e si perde tra i cuscini del divano nel salotto, il proprietario può rintracciarlo perchè smartphone e tracker dialogano via Bluetooth. Ma, se lo stesso mazzo di chiavi si perde nel tragitto tra la palestra e la casa, quindi fuori dal raggio d’azione del Bluetooth, non c’è modo di rintracciare il mazzo di chiavi con il proprio smartphone. Ed è qui che entra in gioco la comunità Tile. Se un proprietario di Tile passa con il suo smartphone nei pressi dove sono cadute le chiavi, l’app Tile rileva la posizione e la comunica al proprietario del mazzo di chiavi.
AirTag vs Tile
L’arrivo dell’AirTag presentato nel corso dello Special Event “Spring Loaded” fa molto di più che mettere a tacere più di un anno di rumors sul tanto atteso tracker di Apple. Significa che finalmente sul mercato è arrivato un valido concorrente del Tile, ma, come spesso accade con i prodotti di Cupertino, l’AirTag ha un approccio molto diverso da quello utilizzato dal Tile e da altri tracker per rintracciare gli oggetti smarriti.
Prezzo
Esistono quattro modelli di Tile, il Tile Pro costa €35 e come suggerisce il nome è il più “evoluto” perchè ha una portata più lunga, 122 metri, e l’allarme è più rumoroso. Il Tile Mate costa €26, ma ha un raggio d’azione di 61m. Il Tile Slim da €30 è abbastanza sottile da inserirsi in un portafoglio e la portata è 61m, mentre il Tile Stiker costa €40, che è pensato per essere “attaccato” su cose come computer o bagagli, è venduto in confezioni da due ed ha un raggio di 46m.
Per quanto riguarda il tracker Apple, esiste solo un modello di AirTag e costa €35, esattamente come il Tile Pro, ma più del Tile Mate. Tuttavia l’AirTag è tecnologicamente più avanzato rispetto al Tile Pro perchè oltre al Bluetooth utilizza anche la banda ultra larga o ultra-wideband (UWB). Un dispositivo simile è lo SmartTag Plus di Samsung con UWB, ma costa €10 in più rispetto all’AirTag.
Esiste anche una confezione con quattro AirTag che costa €119; mentre il prezzo del set da 4 di Tile Pro è di €100.
Compatibilità
I Tile si possono utilizzare sia con gli iPhone, sia con gli smartphone del lato oscuro; l’azienda produce versioni per iOS e Android della sua app di monitoraggio. Invece, l’AirTag è destinato essenzialmente ai proprietari di iPhone, dal momento che non esiste la versione per Android dell’app Dov’è, la stessa che serve per tracciare iPhone, iPad, Mac, AirPods e altri prodotti di Cupertino, e anche per individuare dove si trovano i propri amici.
Gli AirTag utilizzano il Bluetooth per il rilevamento di prossimità, non tutti gli iPhone possono però sfruttare appieno AirTag. La funzione di ricerca di precisione del tracker sfrutta il sensore U1 a banda ultralarga incluso nell’iPhone 11 e versioni successive. In pratica chi utilizza un telefono Apple precedente otterrà un livello di localizzazione pari a quello del Tile.
Design
I tracker di Tile sono squadrati e realizzati in plastica di buona qualità, mentre l’AirTag ha un design circolare ed è nettamente più compatto, ma i materiali utilizzati da Apple sono decisamente superiori, un lato è in plastica bianco latte lucido, l’altro in acciaio a specchio, una composizione che ricorda molto i vecchi e cari iPod.

Nel complesso, l’AirTag si vede chiaramente che è un prodotto Apple, e fa sembrare brutto e vecchio il Tile. Acquistando l’AirTag su Apple Store online è possibile personalizzarlo con una incisone gratuita, massimo 4 caratteri scegliendo tra lettere, numeri e un buon assortimento di emoji. Inoltre, il tracker di Cupertino ha una certificazione IP67 per la resistenza all’acqua, mentre il Tile Pro e il Tile Mate sono semplicemente certificati come resistenti all’acqua, in grado di resistere agli schizzi, ma non all’immersione.

Data l’attenzione di Apple alla riduzione dei rifiuti elettronici, l’AirTag utilizza una batteria CR2032 sostituibile dall’utente (bisogna premere sul lato in acciaio inossidabile dell’AirTag e ruotarlo in senso antiorario) con una autonomia di un anno, una notifica avvisa quando è arrivato il momento di cambiarla. È l’identica durata della batteria che promette Tile, il Pro utilizza anche lo stesso modello CR2032, mentre il Mate una CR1632.
Configurazione
Come quasi ogni altro tracker, il Tile si affida al Bluetooth per l’abbinamento con lo smartphone, quindi è facile da configurare. Invece, l’AirTag oltre al Bluetooth utilizza il sensore U1 incluso con gli iPhone rilasciati dal 2019 (ad eccezione dell’iPhone SE uscito l’anno scorso), e l’abbinamento è semplice e pratico come quello degli AirPods.

In più, la banda ultra larga offre informazioni di tracciamento maggiormente precise (Precision Tracking) per aiutare a individuare più rapidamente gli oggetti smarriti: una freccia appare sullo schermo dell’iPhone per mostrare in quale direzione muoversi e verrà perfino indicata una stimata di quanto è lontano ciò che si sta cercando. Il tracciamento di precisione utilizza anche un feedback tattile e audio.
Differenze tra AirTag e Tile
A parte il Precision Tracking del AirTag, trovare le chiavi “inghiottite” dal divano funziona più o meno allo stesso modo con entrambi i tracker. Dalle rispettive app, è possibile premere un pulsante e far suonare un allarme per individuare la posizione, che con AirTag si può attivare chiedendo a Siri. Per farlo con un Tile, bisogna creare un comando Siri, una funzionalità introdotta per la prima volta con iOS 12.
Il Tile Pro ha un allarme più forte (99 dB) rispetto all’AirTag (78,3 dB), per quest’ultimo il suono sembra uscire solo dal lato di plastica bianca, quindi se è rivolto verso il piano sui cui si trova appoggiato, il suono per rintracciarlo risulterà leggermente ovattato.
Oltre a rintracciare le chiavi fuori posto, Tile ha anche una funzione di ricerca a due vie, in pratica premendo il pulsante sul tracker è possibile far squillare il telefono associato, nel caso in cui non si dovesse ricordare dove si trova. Chi ha un Apple Watch non rimpiangerà questa funzionalità perchè è inclusa nell’orologio.Tramite un abbonamento, è possibile anche ricevere avvisi uscendo di casa senza il proprio Tile (e qualunque cosa sia collegato).


Sia AirTag che Tile hanno approcci simili quando viene perso un oggetto. Contrassegnando qualcosa come perso, AirTag e Tile utilizzano le rispettive reti per eseguire ricerche in background utilizzando altri dispositivi collegati, se viene rilevato il tracker smarrito, si riceve una notifica. Ma, c’è una differenza enorme tra le due reti. Infatti mentre quella del Tile si basa sugli smartphone con installata l’app Tile, la rete dell’AirTag è costituita da i vari milioni e milioni di iPhone venduti, e indipendentemente se i rispettivi proprietari hanno acquistato l’AirTag, inoltre persino un proprietario di smartphone Android può aiutare a recuperare un AirTag smarrito, infatti toccando la parte bianca con il telefono apparirà un link che reindirizzerà ad una pagina con delle informazioni, incluso il numero di telefono e un messaggio del proprietario dell’AirTag, se entrambi sono stati impostati.
A differenza del Tile Pro che ha un pannello per agganciarlo ad un portachiavi, zainetto e così via, per l’AirTag bisogna acquistare un accessorio apposito, se si desidera portalo insieme alle chiavi di casa o dell’auto, ad esempio. Apple ha cerato un elegante portachiavi e un laccetto in pelle che costano €35 e €40, rispettivamente, ma ci sono anche diverse soluzioni di terze parti non di pelle e quindi più economiche come il Secure Holder di Belkin che cosa €14.

Per quanto riguarda il portachiavi per AirTag di Apple, ha un meccanismo di apertura e chiusura con un bottone a pressione, che rende semplice mettere e togliere l’AirTag, così dopo aver parcheggiato l’auto per andare al ristorante, ad esempio, in pochi secondi si può rimuovere l’AirTag dal portachiavi e nascondevo da qualche parte nell’abitacolo della macchina per usalo come antifurto. Naturalmente, l’AirTag non offre le stesse garanzie di un tracker con GPS perchè se il ladro parcheggia l’auto in un posto isolato, le possibilità che nelle immediate vicinanze ci possa essere un iPhone in grado di rilevare e segnalare la posizione sono scarse.
Test in casa
Il Tile Pro ha un Bluetooth con una raggio d’azione nettamente superiore rispetto all’AirTag. Ho posizionato entrambi i tracker sul divano all’ingresso di casa, poi mi sono spostato dalla parte opposta dell’appartamento ed ho lanciato l’app Tile, che ha subito individuato il tracker ad una 30ina di metri.

Poi ho fatto la stessa cosa e nelle medesima posizione con Dov’è, che non è riuscito a rintracciare l’AirTag invitandomi a spostarmi per rintracciarlo, cosa che è avvenuta ad una decina di metri di distanza, e solo quando sono arrivato a 4-5 metri sono apparse le indicazioni con la stima della distanza.

Test fuori casa
Per verificare l’efficienza della “rete” di entrambi i tracker ho lasciato il Tile e l’AirTag nella mia auto, poi sono sceso, quindi ho chiesto alla persona che mi accompagnava di fare un giro nel quartiere e parcheggiare ad uno o due isolati di distanza.

In pratica ho simulato il furto della mia macchina. Dopo aver atteso una decina di minuti, l’app Dov’è e il Tile non fornivano alcuna posizione se non quella in cui ero sceso dall’auto. Però, dopo un po’, ad intermittenza sono arrivati alcuni avvisi dall’AirTag provenienti da posizioni differenti, segno che il mio amico con l’auto era passato accanto ad un marciapiede dove c’era qualcuno con l’iPhone oppure si trovava a bordo di un’altra auto che ha incrociato. Dal Tile, invece, nessun aggiornamento rispetto alla posizione iniziale.

Ad un certo punto, dal momento che la posizione dell’auto non si aggiornava più sull’app Dov’è, ho capito che il mio amico aveva parcheggiato, così non ho fatto altro che seguire le indicazioni sul display dell’iPhone per raggiungere l’auto. Le indicazioni passo-passo con la freccia sono appare ad una 30ina di metri di distanza, quindi il raggio d’azione del Bluetooth dell’AirTag è più ampio quando non ci sono ostacoli come i muri di casa.

Ho fatto anche un ulteriore test: ho dato il Tile e l’AirTag al mio amico dicendogli di camminare a piedi per una decina di minuti, e poi di fermarsi al primo bar. Anche in questo caso l’AirTag ha incrociato più persone con iPhone, mentre il Tile non è stato altrettanto fortunato. In pochi minuti sono riuscito a rintracciare il mio amico.
Privacy
AirTag non memorizza informazioni sulla posizione, e qualsiasi comunicazione con Dov’è è crittografata. Inoltre, Apple ha aggiunto una funzione anti-stalking che avviserà se un tracker AirTag non riconosciuto sta cercando di monitorare la vostra posizione. In pratica se qualcuno infilerà un AirTag nel vostro zaino, se avete un iPhone dopo un po riceverete un avviso con le istruzioni per disabilitare il tracker, e dal momento che l’AirTag è collegato ad un ID Apple, potrete facilmente rintracciare lo stalker con l’aiuto della Polizia contando anche sulla piena collaborazione di Apple.

Per quanto riguarda il “ dopo un po’ ”, Cupertino ha già chiarito che l’avviso apparirà entro tre giorni, e se l’AirTag segue una persona con smartphone Android non riceverà alcun avviso, ma sempre entro tre giorni il tracker inizierà ad emettere un suono per avvisare chi sta introno della sua presenza. Inoltre appariranno anche le istruzioni per “disattivare” l’AirTag, in pratica bisogna rimuovere la batteria.

Se avete preso in prestito per alcuni giorni un oggetto con AirTag del vostro partner, sarà sufficiente toccare “Metti in pausa gli avvisi di sicurezza” per disattivare queste notifiche di rilevamento AirTag per un giorno.
16 cose da tracciare con l’AirTag
– chiavi: tutti perdono le chiavi di tanto in tanto, e quando Apple ha presentato l’AirTag allo Special Event Spring Loaded ha mostrato una pubblicità in cui un utente perdeva le chiavi di casa nelle “profondità” del divano. Gli AirTag sono progettati per tenere traccia delle chiavi, in particolare utilizzando gli accessori che Apple ha realizzato appositamente, e anche quelli di terze parti.
- portafoglio, borsa o zaino: si può inserire un AirTag “nudo”, ma per quanto riguarda il portafoglio se avete l’abitudine di metterlo nella tasca posteriore, gli 8 mm di spessore dell’AirTag potrebbero risultare un po’ troppi. Per avere un’idea, 8 mm sono esattamente lo spessore di un iPhone 11 o 12.
- valigia: può essere utile tracciare il proprio bagaglio in viaggio, perché lo smarrimento può trasformare in incubo una vacanza, e a €35 ciascuno, o quattro per €119, non è un prezzo elevato da pagare per tenere traccia dei proprio bagaglio. Tuttavia, bisogna tenere presente che è possibile utilizzare solo 16 AirTag con un unico ID Apple, quindi se desiderate proteggere i bagagli di tutta la famiglia, oltre a chiavi, borsellini, ecc., bisognerà necessariamente associare gli AirTag con i vari ID Apple dei propri famigliari. Apple vende etichette per bagagli sia in pelle, sia in poliuretano (rispettivamente €45 e €35) e si può persino acquistare un’etichetta per bagagli Hermès per la modica cifra di €449. Tuttavia, il laccetto per valige potrebbe rivelarsi poco pratico, infatti se qualcuno ruba il bagaglio può facilmente disfarsi dell’AirTag, meglio quindi mettere il tracker all’interno delle valige.
– borsa per macchina fotografica o MacBook: proprio come i bagagli, vale la pena monitorare la propria reflex e il portatile. Tutti i MacBook sono rintracciabili grazie al Trova il mio Mac, ma se la batteria si esaurisce o se il portatile è spento, un AirTag potrebbe aiutarvi a trovarlo. Come anticipato, le batterie AirTag durano circa un anno.
- dispositivi tecnologici: se avete un Kindle, una console di gioco portatile o una videocamera GoPro, potete inserire un AirTag nelle relative custodie, dovrebbe esserci abbastanza spazio. In questo modo potete ritrovarli se come me dimenticate sempre dove li avete riposti l’ultima volta. Per altri dispositivi, si può usare il laccetto nel caso fossero senza custodia.
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binocoli e attrezzature varie: se vi piace andare a fare birdwatching e utilizzate un binocolo costoso e siete inclini a dimenticarlo, è una buona idea “etichettarlo” con un AirTag, utilizzando uno degli accessori disponibili. Lo stesso vale per le altre attrezzature, come un treppiede.
– bicicletta, skateboard o scooter: è facile nascondere un AirTag sotto il sedile della bicicletta o dello scooter, e perfino sotto lo skateboard. Sfortunatamente, Apple non ha pensato ad un accessorio adesivo, disponibile invece per il Tile, che renderebbe più facile attaccare un AirTag ovunque. Non è da escludere che terze parti rilascino presto un accessorio del genere, o semplicemente procuratevi del robusto nastro biadesivo o nastro adesivo.
- automobile: considerato il valore di un’auto, meglio affidarsi ad un tracker GPS, ma è sempre meglio un AirTag che niente, almeno avrete una speranza di poter ritrovare l’auto.
– telecomando: alzi la mano chi non è mai impazzito a cercare il telecomando del televisore. Anche in questo caso avrebbe fatto comodo un accessorio adesivo, infatti incollare un AirTag al telecomando con del nastro adesivo è uno’ una soluzione da ultima spiaggia considerato anche lo spessore di 8 mm del tracker Apple.
- ombrello: ho perso il conto degli ombrelli dimenticati nei posti più disparati. Generalmente si riesce a ricordare l’ultima volta dove lo si è lasciato, ma naturalmente l’AirTag semplifica notevolmente le cose.
– cane o gatto: potreste essere tentati di utilizzare un AirTag per monitorare il vostro animale a quattro zampe domestico, nel caso si perdano. Apple sconsiglia di farlo, il motivo è intuibile, smarrire un cane o un gatto non è come perdere un ombrello, quindi meglio utilizzare un tracker GPS perchè anche se fido scapperà in un campo di grano potrete localizzarlo (è difficile che in un luogo del genere possa transitare un contadino tecnologico con tanto di iPhone o un turista).
– figli piccoli: come con gli animali domestici, Apple non consiglia di utilizzare l’AirTag, ma suggerisce invece di adoperare un Apple Watch perchè è a tutti gli effetti un tracker GPS. Anche in questo caso, meglio un AirTag che niente per stare un po’ più tranquilli quando si va con il proprio figlio al parco giochi.
- drone: la maggior parte dei droni forniscono informazioni sulla posizione, ma non sono precisi. Un AirTag potrebbe essere la soluzione, bisogna però considerare che il suo peso di 11 grammi potrebbero essere troppo per un drone.
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il giocattolo preferito del proprio figlio: chiunque abbia un figlio, sa benissimo che i bambini hanno un giocattolo preferito, spesso animali di peluche, ed è facile smarrirli. Se possibile, potreste mettere un AirTag all’interno del giocattolo.
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cappotto o giacca: sono due elementi tacciabili con AirTag anche senza comprare un accessorio, infatti basta infilarne uno in una tasca.
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cassetta degli attrezzi: vi capita spesso di dimenticare dove avete messo la casetta degli attrezzi? Garage, seminterrato, capannone? Mettete un AirTag sul trapano o sulla sega o nella cassetta degli attrezzi.
Considerazioni finali
Quando Apple ha presentato l’iPod nel 2001, esistevano già i lettori MP3 con hard disk, ma usavano USB 1 che impiegava ore a trasferire i file, i nomi dei brani bisognava aggiungerli manualmente, e il software per gestire la riproduzione della musica dal dispositivo non era pratico. Al momento del lancio dell’iPod, i Mac utilizzavano la FireWire che impiegava minuti a trasferire le canzoni via iTunes, che al momento di importare un CD automaticamente aggiungeva i nomi alla tracce. Il software dell’iPod in 3 click permetteva di selezionare un brano, in pratica era stato creato prima un ecosistema che rendeva funzionale l’iPod, che anche dal punto di vista del design faceva sembrare preistorici tutti i lettori Mp3 concorrenti.

Allo stesso modo, prima del lancio degli AirTag, Apple ha meticolosamente creato un ecosistema di supporto: ben due generazioni di iPhone con chip U1 per individuare con precisone millimetrica l’AirTag, una rete estesissima di iPhone per avere più possibilità di ricevere segnalazioni sulla posizione del tracker perduto quando non si trova nel raggio d’azione del Bluetooth, e un design che fa sembrare l’AirTag un dispositivo proveniente da una civiltà extraterrestre.
L’AirTag è così bello che sembra un oggetto di design; utilizza un sistema di localizzazione di precisione quasi militare; quando l’oggetto smarrito è fuori dalla raggio d’azione del Bluetooth, la rete di iPhone in circolazione offre buone possibilità per rintracciarlo. È anche vero che per evitare problemi con l’antitrust, Apple ha deciso di rendere accessibile la rete Dov’è anche a tracker di terze parti, ma nessuno di questo incorpora un chip U1, quindi non si otterrà la stessa precisione di localizzazione. Se a tutto questo aggiungete che l’AirTag e il Tile Pro costano uguali, il tracker Apple è un affarone.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: design curato e materiali pregiati; Precision Tracking; rete Dov’è formata da milioni di iPhone.
Contro: raggio d’azione Bluetooth solo 10 metri, Precision Tracking disponibile con iPhone 11 e successivi; il suono per rintracciarlo non è così forte come quello del Tile Pro.
Compatibilità: iPhone SE, iPhone 6s e successivi, iPod touch (settima generazione), con iOS 14.5 o versione successiva; iPad Pro, iPad (quinta generazione e successive), iPad Air 2 e successivi, iPad mini 4 e successivi, con iPadOS 14.5 o versione successiva.
Prezzo: €35 confezione da 1, €119 confezione da 4 su Amazon, stessi prezzi su Apple Store online dove in fase d’ordine è possibile aggiungere gratuitamente l’incisione.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


21 commenti
grazie per la esauriente recensione. Una domanda: per i possessori di iphone sprovvisti di chip U1 (tipo il sottoscritto) ha senso l’ acquisto? E di quanto si ridurrebbe la possibiità di ritrovamento? Grazie.
Senza chip U1, l’AriTag funziona come un Tile Pro, che prima dell’arrivo dell’AirTag era considerato il miglior tracker sul mercato. Quindi conviene sempre acquistarlo.
Funziona come un tile pro ma usa lo stesso la rete apple e quindi il ritrovamento è più probabile. Giusto Stefano?
Esattamente 🕸👍🕸
Si graffia facilmente come dicono?
L’ho usato sempre con il portachiavi Apple, e finora non si è graffiato. Però tendenzialmente dovrebbe graffiarsi proprio come avveniva con il retro degli iPod.
effettivamente il mio vecchio IPOD col retro in metallo è pieno di graffi
Grazie per la recensione, forse mi è sfuggito un dettaglio… Ma non ha la funzione (come il Tile) di suonare o comunque di avvisare se esco di casa senza Airtag?
No, questa funzione non è stata prevista. Nell’app Dov’e per gli oggetti la voce notifiche non prevede l’opzione invece disponibile per le persone e i dispositivi che permette di essere avvisati quando escono da un certo perimetro. Forse l’aggiungeranno in seguito.
Ho letto da qualche parte che non si può utilizzare come “antifurto” per automobile perché allontanandosi per circa 3 giorni dall’iPhone con cui è stato abbinato o, venendo a contatto con il telefono dell’eventuale ladro, inizierebbe a suonare svelando cosi la sua presenza. D’altronde sarebbe comprensibile perché non è stato progettato come antifurto.
Si è vero, ma hai tre giorni per sperare di ritrovare l’auto, sempre meglio che rassegnarsi subito a non ritrovarla più.
C’è una cosa che non capisco, se vado fuori per una settimana e a casa lascio le chiavi dello scooter con AirTag, dopo tre giorni comincia a suonare?
In questo caso no, la funzione anti-stalking si attiva solo se l’AirTag si muove, in pratica se “segue” una persona o qualcosa.
Se avesse avuto un piccolo forellino, tale da permettere di appenderlo da qualche parte (come il Tile), si risparmiava di spendere decine di euro per un porta AirTag (uno in pelle costa 39€, più dell’airtag stesso).
Che dire: non ci resta che mettere alla prova questi nuovi tracciatori. Ovviamente un ladro informato, trovando questi bottoni, potrebbe distruggerli, e quindi la cosa migliore è nasconderli all’interno di ciò che si vuole proteggere.
Spero che (come tanti dispositivi elettronici cinesi), abbia almeno la funzione di avvisare quando sta per esaurirsi la batteria. Vero che ha questa funzione?
Solo una curiosità: se un ladro ruba un oggetto nel quale è nascosto l’AirTag, e dal suo smartphone (iOS o Android) ricerca dispositivi bluetooth, riesce a trovare l’AirTag e di conseguenza distruggerlo per non essere intercettato?
No, solo il proprietario dell’AirTag può cercarlo con l’iPhone.
Ottimo. Ho sempre voluto mettere un tracker nei miei oggetti più preziosi che, in caso di furto, avrei potuto individuarli. Ho comprato un tracker dal costo di una decina di euro, sicuramente più valido dell’ AirTag in determinate circostanze, visto che hanno gps e tracciamento con sim telefonica, ma non l’ho mai messo in funzione perché:
1) avrei dovuto spendere soldi per una scheda sim dati. 2) la batteria dura circa uno o due giorni al massimo, e quindi inutile se vuoi rintracciare un oggetto se la batteria è scarica. Credo che Apple anche questa volta abbia fatto centro. Metterò un AirTag anche nella mia fisarmonica, smontandola. Prevedo tempi duri per i ladri 🤣
Ciao Stefano, due domande sul Tile se puoi:
è possibile associare/condividere il tracciamento di un Tile su più di un telefono (esempio: chiavi di Mario rintracciabili sia dal telefono di Mario che da quello di Silvia e Luca)?
c’è un modo di verificare l’efficacia della rete Tile (piccolo paese in Sardegna) per il ritrovamento a distanza?
Grazie mille,
Luca
Se non ricordo male, la funzione per condividere il tracciamento c’è, ma è a pagamento.
Per quanto riguarda l’efficacia della rete Tile, lascia perdere non funziona in grandi città come Roma e Napoli, dove ho provato il Tile, figuriamoci in centri abitati più piccoli.
Grazie mille Stefano!
😉 🕸