La Tela del Ragno: il Keynote del WWDC21 a me è piaciuto

L’anno scorso Apple ha rivoluzionato due dei suoi più importanti sistemi operativi, iOS e macOS. Con iOS 14 è stata introdotta la più grande novità da quando è stato rilasciato l’iPhone nel 2007, perché sebbene riguardi la GUI ha modificato l’aspetto degli iPhone, una “rivoluzione” seconda solo a quella hardware introdotta con l’iPhone X.

Anche Big Sur ha rappresentato una vera e propria rivoluzione dell’interfaccia grafica che non si vedeva da quando Steve Jobs annunciò Aqua, l’interfaccia “tanto bella da leccare” di Mac OS X.
Era quindi prevedibile che quest’anno non sarebbero state introdotte funzionalità “rivoluzionarie”, del resto stravolgere completamente l’interfaccia utente ogni anno è qualcosa che non verrebbe apprezzata dalla maggioranza delle persone, che sarebbero costrette ogni dodici mesi a dover imparare ad utilizzare nuove funzionalità.
Quest’anno Apple ha fatto una cosa intelligente, ha introdotto funzionalità “figlie dei tempi”. Infatti, l’emergenza coronavirus ha costretto molte persone a lavorare in smartworking per la prima volta. E come ben sa chi da tempo lavora da casa con il computer, io sono tra questi, l’insidia più grande è quella di non riuscire a rimanere concentrati come si dovrebbe, e senza neppure accorgersene si rischia di perdere moltissimo tempo a tutto discapito della produttività.
Inoltre, il fatto di essere sempre connessi ha messo in evidenza un altro difetto dello smartworking: il capoufficio si ritiene legittimato a contattare il dipendente a qualsiasi orario perché tanto è a casa.

Apple ha così pensato ad una serie di nuove opzioni in grado di combattere questi due problemi che fanno parte della nuova funzionalità “Concentrazione” (Focus), comune a iOS e macOS. In pratica è possibile creare dei “profili” di applicazioni a seconda dell’attività che si svolge, ad esempio un profilo per il lavoro ed uno personale, il primo senza app social network e di messaggistica, e il secondo privo di quelle applicazioni utilizzate per dialogare in remoto con il capo ufficio e gli altri colleghi.
Le altre novità riguardano FaceTime che guadagna una serie di funzionalità stile Zoom, come la possibilità di pianificare una videoconferenza, e poi iMessage, con opzioni sempre figlie dei tempi.
Infine, non condivido le critiche mosse a iPadOS 15. In tanti si aspettavano funzionalità “pro” insieme a software come Final Cut Pro o Logic, perché le ultime generazioni di iPad Pro adesso utilizzano il potentissimo chip M1, lo stesso che equipaggia gli ultimi modelli di MacBook Air, MacBook Pro 13”, Mac mini e iMac.
E qui secondo me si è creato un bizzarro equivoco. È vero che l’M1 ha ridicolizzato la maggior parte dei processori Intel incluso il Core i7 del mio MacBook Pro 16”, ma non è ancora in grado di competere con i Core i9. Per questo rimangono in vendita ancora il Mac mini e il MacBook Pro 13” e 16” top di gamma, oltre all’iMac 27 con chip Intel.
Quindi, se nessuno ha mai pensato di suggerire ad un regista di utilizzare Final Cut Pro su un MacBook Air, perché mai l’iPad Pro 13 pollici potrebbe andare bene per il montaggio professionale di un video?
L’iPad Pro sebbene utilizzi il suffisso Pro è un dispositivo consumer, per un utente evoluto che vuole le potenzialità di un portatile come il MacBook Air e la versatilità dell’iPad.

Con iPadOS 15 Apple si è quindi mossa nell’unica direzione sensata: migliorare il multitasking, da intendere nel senso più moderno e consumer del termine, e cioè la possibilità di passare agevolmente da una applicazione ad un’altra, proprio perché oramai sono molteplici le attività che si svolgono quando si ha un display davanti: navigare su Internet, rispondere ad una email, inviare un messaggio, guardare un video, scrivere un testo, avviare una video conferenza.
Il nuovo multitasking di iPadOS 15 non è esattamente quello che speravo, ma va nella giusta direzione e sarà apprezzato dalla maggior parte degli utenti.

La Tela del Ragno è l’editoriale, ma senza editore, di Spider-Mac, ma come un editoriale tratta un problema o un fatto di rilevante attualità legato al mondo Apple.


9 commenti
Quoto le osservazioni su iPad Pro e iPadOS.
Sempre il migliore nel fare il punto della situazione sul mondo Apple.
La Tela del Ragno è tra me mie rubriche preferite.
Tutto vero anche se uno sforzo maggiore su iPadOS per migliorare l’app File me lo sarei aspettato
Bell’articolo.
Il mio super errore preferito? Spider-Mac!
L’interfaccia bella a leccare si chiama aqua non agua. Come vedi i tuoi follower stanno attenti e superano il test.
Questa volta mi avete deluso, solo al sesto commento ve ne siete accorti (ho corretto grazie) 😉
In una rubrica che apprezzo molto, senza polemica, offro il mio punto di vista: credo che svuotato il cassetto delle rivoluzioni software e hardware lasciate da Jobs di rivoluzioni non se ne siamo più viste. Assistiamo a miglioramenti, perfezionamenti, icone tonde che diventano quadrate ecc. Per non parlare della noia dei nuovi SO che quando li installi in 10 minuti gli hai già digeriti. Dovremo attendere il prossimo visionario che non é certo Tim Cook.
Anche a me è piaciuto. Molti sono delusi perchè hanno acquistato iPad Pro M1 credendo che con un semplice aggiornamento avessero potuto fare chissà che cosa, senza ricordarsi che apple deve vendere anche i Mac, e quello che loro voglio (un file manager completo, installare ciò che vogliono) possono già farlo con macOS. In caso contrario Apple avrebbe eliminato i Mac portatili (i MacBook) e venduto gli iPad pro con installato macOS.
Apple vuole l’immediatezza di iPadOS per iPad, senza troppi fronzoli o specificità che potrebbero peggiorare l’interazione, sa che la maggior parte degli utenti non necessitano di un pc (che cosa è un pc? Nessuno può dare una risposta certa, perchè cambia in base all’utilità che un utente vuole ottenere, al giorno d’oggi anche uno smartphone può essere un pc) e soprattutto per tenerli distinti dai Mac e volendo non cannibalizzare le vendite di essi.
Per il discorso app professionali non vedo che problema ci possa essere se non sono arrivate con iPadOS 15: potrebbero arrivare nei prossimi mesi, una volta che hanno l’hardware per girare, l’assenza del file manager non le pregiudica dato che File ad oggi permette di collegare gli hard disk esterni e di vederli anche all’interno delle app. Guardando le varie sessioni della wwdc di questa settimana trattano per miglior multitasking su iPadOS, dei task in background e gestione della ram su iPadOS, quindi il discorso app professionali non lo collegherei al Keynote della wwdc, ma qualcosa dietro le quinte. Per me quelle di Apple arriveranno già pronte per l’uso, come se fossero novità, quindi senza passare per il beta testing, al fine di spiazzare gli altri produttori di tablet Android e Windows e in parte anche Qualcomm per i processori ARM