Recensione: Beyond a Steel Sky per Mac e iOS, da solo vale il prezzo di Apple Arcade

Beneath a Steel Sky
è stato una pietra miliare per le avventure grafiche, mostrando agli amanti del genere che era possibile immergersi in mondi incredibili e leggere dialoghi interessanti anche al di fuori dei popolari titoli pubblicati da LucasArts. Merito di Charles Cecil e della sua Revolution Software e, in buona parte, del fumettista Dave Gibbons, famoso all’epoca dell’uscita del gioco soprattutto per l’epopea di Watchmen.
Realizzare un seguito di un prodotto così importante, ovviamente, presenta sempre dei rischi: gli amanti dell’originale potrebbero disprezzare il passaggio a tecnologie e strutture grafiche che non esistevano all’epoca, per esempio, e la scrittura potrebbe non risultare all’altezza di quella del gioco precedente.

Beyond a Steel Sky, fortunatamente, non incappa in nessuno di tali problemi e, pur abbracciando coraggiosamente uno stile grafico completamente diverso e rivoluzionando addirittura le meccaniche di base, si presenta come un titolo assolutamente all’altezza del suo glorioso predecessore. Il plauso del caso va anche stavolta a Charles Cecil e Dave Gibbons, che hanno trasportato la caotica Union City di Beneath a Steel Sky e il suo eroico Foster in un mondo completamente tridimensionale che non tradisce in alcun modo i dettami del cyberpunk.

La città è sporca, trasandata e scintillante al tempo stesso, con località sorprendentemente affascinanti e misteri che si celano dietro ogni angolo. I movimenti nelle tre dimensioni non presentano problemi e l’esplorazione è intrigante dall’inizio alla fine, soprattutto perché il passaggio ai poligoni non ha comportato in realtà un drastico cambiamento delle basi. Beyond a Steel Sky è quindi un’avventura grafica in tutto e per tutto, con enigmi da risolvere, oggetti da individuare e poi usare al momento giusto, personaggi con cui parlare per acquisire informazioni e, come da copione, una cospirazione ben più grande dell’eroe, che dovrete sgominare in qualsiasi modo.

I menu non sono d’intralcio e garantiscono una interazione veloce e lineare con gli oggetti e i personaggi, mentre la gestione delle conversazioni è snella e permette di apprezzare appieno una scrittura di altissimo livello, tranquillamente annoverabile tra i principali punti di forza del gioco.

Gli enigmi possono sembrare a volte un po’ ottusi, ma questa è in fin dei conti la natura delle avventure grafiche appartenenti alla vecchia scuola: bisogna ragionare, lambiccarsi il cervello e, in alcuni casi, provare ogni possibile combinazione sino a giungere all’agognata soluzione, con conseguente soddisfazione. Alcune situazioni di stallo possono essere portate a termine in più di una maniera e i nuovi strumenti messi a disposizione di Foster dagli sviluppatori ampliano senza ombra di dubbio il respiro dell’avventura, che risulta così più moderna e al tempo stesso rispettosa del materiale d’origine. Rinverdire i fasti dei giochi d’annata può essere tremendamente difficile, ma stavolta l’operazione è pienamente riuscita.

Considerazioni finali
Probabilmente la migliore avventura grafica da giocare su Mac, iPhone, iPad e Apple TV, da solo vale i €5 mensili richiesti dall’abbonamento Apple Arcade.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


2 commenti
“Gli enigmi possono sembrare a volte un po’ ottusi”… in che senso li definisci “ottusi” se poi dici che sono complicati da far lambiccare il cervello? Forse intendevi “astrusi”?
Possono sembrare ottusi, cioè “stupidi”, ma poi in realtà risultano complicati. E secondo me è anche uno dei punti di forza perchè alcuni sono “sorprendenti” proprio perché all’inizio si pensa di poterli risolverli facilmente.