La Corea del Sud approva una legge che rende l’App Store gratuito per gli sviluppatori

Telecomunications Business Act è una legge approvata dal Parlamento della Corea del Sud grazie alla quale gli sviluppatori non saranno più obbligati a riconoscere la percentuale (dal 15% al 30%) che Apple chiede per ogni acquisto sull’App Store. In questo modo, teoricamente a Cupertino rimangono tutti i costi di gestione del suo negozio di app online, che di fatto diventa gratuito dal momento che gli sviluppatori potranno indirizzare i clienti a metodi di pagamento alternativi.
Apple ha duramente commentato la nuova legge che ora dovrà essere approvata dal Presidente della Corea del Sud:
Il Telecommunications Business Act metterà gli utenti che acquistano beni digitali da altre fonti a rischio di frode, minerà la loro protezione della privacy, renderà difficile la gestione dei loro acquisti e funzionalità come “Chiedi di acquistare” e Parental Control diventeranno meno efficaci. Riteniamo che la fiducia degli utenti negli acquisti dell’App Store diminuirà a causa di questa legislazione, portando a minori opportunità per gli oltre 482.000 sviluppatori registrati in Corea che hanno guadagnato fino a oggi oltre 8,55 trilioni di won sudcoreani con Apple.
Un favore alle grandi software house
La possibilità di non pagare la provvigione ad Apple è un favore alle grandi software house come Epic Games, le sole in grado di offrire un proprio “app store” che richiede costi difficilmente sostenibili da uno sviluppatore indipendente, come web designer, esperti di sicurezza, accordi con i gestori delle varie carte di credito e altro ancora (se ci fate caso, la quasi totalità dei siti di supporto o di “rappresentanza” delle app degli sviluppatori indipendenti sono ospitate su Facebook).

Prima dell’App Store di Apple, non era possibile installare app sui cellulari, qualche modello veniva venduto con giochi precaricati come il famoso Snake dei Nokia. Il negozio di app di Cupertino è democratico, le grandi software house pagano una percentuale del 30% per gli acquisti generati dalle loro app, gli sviluppatori con fatturato sotto il milione di dollari all’anno pagano il 15%, e l’80% della app e giochi sono gratuiti grazie alle pubblicità. Se alle grandi software house viene permesso di utilizzare gratuitamente l’App Store, c’è il rischio che sul prossimo iPhone troveremo precariato Snake, e basta.


20 commenti
Invece va proprio cambiato il rapporto con le grandi multinazionali che operano nel settore, spezzettandole in compagnie più piccole, altrimenti gli sviluppatori indipendenti e capaci di fare un proprio sito in futuro potranno offrirti solo Snake per diletto.
Vedo che non cogli quanto sia degradato uno sviluppatore dipendente da una piattaforma terza per il supporto (Facebook), dagli strumenti forniti per programmare, dai vincoli imposti, etc. Oggi anche un bambino saprebbe fare un programma da distribuire negli App Store, è uno scambio tra capacità e opportunità che non mi avvantaggia come utente finale.
La scelta coreana non cambierà nulla tranne le entrate di Apple. Io preferisco che non sia impresa privata a dettare le regole di un mercato, quando questo avviene siamo in presenza di un fallimento degli antitrust. E preferisco che la definizione dei formati sia pubblica e data all’ISO.
Sei tu che “non cogli”. La piattaforma Mac ha un numero ridicolo di sviluppatori perchè Adobe, Microsoft e un altro paio di aziende sono le sole in grado di organizzare una struttura complessa come un negozio online e soprattutto di pubblicizzarla. Un bambino sarà anche in grado di creare un sistema di distribuzione, e poi come lo pubblicizzi, come fai a far sapere che hai creato una app se non hai fondi per una campagna di marketing? L’App Store risolve tutto questo.
Pensando alla gestione di un rimborso mi vien da ridere
Quindi, se ho capito bene, secondo loro App store dovrebbe essere messo gatuitamente a disposizione degli sviluppatori, e la costante attività di controllo (immagino immane) sulle App che garantisce a noi utenti di non installare malware chi dovrebbe pagarla?
Nussuno garantirà gli utenti che installeranno le applicazioni da fuori l’App Store, non penso proprio che Apple si faccia carico delle spese che ci sono per destinare delle risorse al controllo di app esterne ed in più sarà legittimata in caso di malfunzionamento del sistema operativo e dei possibili problemi recati al dispositivo causate dall’installazione di app esterne a richiedere un pagamento per l’assistenza e in quel caso non le si potrà dir nulla perché Apple da contratto (che tutti accettiamo acquistando i vari dispositivi e applicazioni) risolve gratuitamente per i dispositivi nel periodo di garanzia anche i problemi software se dipendono da app scaricate dallo Store Ufficiale… Per quanto mi riguarda non vedo l’utilità di scaricare app al di fuori dallo Store Apple quando ci sono applicazioni che cmq ti permettono di fare l’abbonamento sul loro sito ufficiale (es Spotify, 1password, Netflix etc) e poi scaricare l’app dallo Store Apple ottimizzata per i dispositivi che garantisce una sicurezza più, comunque ognuno è libero di fare come meglio crede l’importante è poi nel caso che succeda qualcosa non si pretenda che Apple si prenda la colpa e risolvi il tutto… vorrei vedere in quel caso un po’ di coerenza, ma ci credo poco !
La legge approvata in Corea del Sud permette agli sviluppatori di indicare sistemi di pagamento differenti, quindi le app si continueranno a scaricare dall’App Store e – come evidenziato nell’articolo – in questo modo tutte le spese di gestione saranno a carico di Apple.
E questo non mi sembra giusto! anche se Apple è una grande società e con disponibilità economiche enormi non è eticamente secondo il mio punto di vista ripeto “giusto” che si carichi di tutte le spese di gestione sopratutto in riguardo a software house tipo Spotify etc che hanno grandi fatturati e di conseguenza disponibilità ecomiche per pagare la pubblicità, sarebbe più logico trovare un compromesso abbassando la percentuale che va ad Apple e/o aiutare con delle agevolazioni gli sviluppatori di app meno famose e di conseguenza meno remunerate economicamente.
Secondo me bisognerebbe raggiungere un compromesso a metà. Non è giusto che non ci siano guadagni per Apple, ma la percentuale del 15-30% mi sembra alta. Magari mi sbaglio.
Per dire che la percentuale è alta bisognerebbe sapere quanto spende Apple per pagare gli ingegenri che effettuano la revisone delle app, i costi dei server, e la percentuale che i gestori di carte di credito trattengono per i pagamenti, e non ultimo quanto vale “la vetrina” dell’App Store, perchè se faccio una ricerca con “puzzle game” trovo sia l’app del colosso Electronic Arts, sia quella realizzata dalla sconosciutissima dotGEARS Studios che aveva realizzato però il gioco di sucecsso Flappy Bird.
Hai appena descritto quello che accade nel mondo Android e la possibilità di installare app sui cellulari era una eccezione più unica che rara.
Seee… le app che si installavano sui cellulari con Symbian OS hai il coraggio di paragonarla all’esperienza dell’App Store? Ma poi, come ha osservato il nostro Uomo Ragno, lo scenario che hai delineato è quello di Android, e quindi non ci sarebbe più scelta, iOS e Android sarebbero uguali, mentre io preferisco iOS perchè è un mondo completamente differente.
Quoto Monster, a chi piace il sistema Android, scegliesse Android, chi invece preferisce la gabbia dorata di Apple, sceglie iOS. Questo significa poter scegliere.
@ danicanti è una falsità dire che prima dell’iPhone era possibile installare app sui cellulari. Quante erano, una decina, una ventina? E poi solo su qualche modello. Ho usato i cellulari dal ’97 e non ho mai iavuto la possibilità di installare una app.
La possibilità di installare app fuori dell’app store è qualcosa che cerca solo qualche smanettone che rimpiange le app piratate di cydia.
Un vantaggio per gli utenti? Ma dove lo vedi? Epic quando ha rilasciato l’aggiornamento di Fortinite con il pagamento esterno al suo sito ha applicato uno sconto del 10%, considerato che non pagava più il 30% ad Apple è stata una vera presa per i fondelli.
Quale sarebbe il problema di avere un modello di app iOS come su Mac? L-e-g-g-i l’articolo! Su Mac ci sono quattro aziende, poi il deserto assoluto.
Io ho avuto il Nokia 9210 Communicator, costava quando un portatile e si potevano installare dai CD una manciata di app, che allora si chiamavano “software”. Erano in java. Concordo che dire che era possibile installare app sui cellulari prima dell’iPhone è una bella forzatura. Del resto Nokia è fallita proprio perchè non è mai riuscita a fare uno smartphone degno di questo nome. Poi, prima dell’iPhone il 99% degli utenti usava il cellulare per telefonare e inviare SMS, e basta.
Io ho usato per una decina d’anni cellulari Motorola, mai vista l’ombra di una app da installare. Anche per aggiungere una suoneria bisogava fare le capriole. Ho usato un paio di Palm, sullo Zire non c’era la possibilità di installare app, mentre su Tungsten T si, ma erano software veri e propri, in ogni caso nulla di minimamente confrontabile all’App Store. Credo che sia il nome “App Store” sia la categoria di “sviluppatori di app” siano nati con l’iPhone.
Ho capito, ma non è che perchè su una manciata di cellualri, per altro solo costosissimi Nokia, si poteva installare qualche software, puoi dire che sui cellulari pre-iPhone si potessero installare app, è una falsità bella e buona. È difficile pure trovare riferimenti su Wikipedia.
@ danicanti Io non ho scritto che hai “paragonato”, ma che “lo scenario che hai delineato” per iOS è quello di Android. E non vedo perchè augurasi una aberrità di questa portata. Non ci sarebbe più la possibilità di scegliere.
Il mondo App Store è una realtà anomala se paragonata con l’esperienza che abbiamo ogni giorno intorno a noi, oppure qua dentro sembra che non si possa vivere altrimenti.
Se devo cambiare un pezzo alla mia macchina in garanzia e invece di un ricambio originale metto una cinesata, perdo la garanzia della casa e, nei casi più gravi, l’assicurazione non mi copre in caso di incidente. E’ un problema mio. Scelta mia.
L’idea che si possa installare sw da siti terzi, proprio come si fa su un qualsiasi Mac, è tanto banale quanto ovvia se non doverosa.
Qualcuno però ha detto che fuori dall’App Store c’è un mondo cattivo e pieno di pericoli e tante persone non pensano neanche che possa non essere così.
Sembra una rilettura del film “Matrix”!
Mia madre vuole essere sicura e non vuole avere sorprese quando l’auto ha bisogno di manutenzione? Va a fare il tagliando nelle officine autorizzate dalla casa e si fa montare solo parti originali.
Io voglio avere dei componenti diversi, customizzati, magari anche migliori di quelli della casa madre? Mi fido del mio meccanico super smanettone e pignolo quanto bravo e farò diventare la mia auto un gioiello di tuning.
In caso di sinistro mia madre sarà sicuramente coperta e garantita su tutto, io forse potrei avere qualche problema se alcun parti non sono omologate, ma…. scelta mia!
Gli iPhone sono da sempre degli ottimi smartphone che ti permettono di fare tutto ciò che loro han deciso tu puoi voler fare e con ciò che loro han deciso tu devi usare.
No, non è la mia idea di “libertà”.
Secondo me devi cambiare psichiatra.
Sei libero di comprare Android, prova a portare una Tesla dal tuo meccanico di fiducia e pignolo. Se sei capace puoi utilizzare Xcode e tool di sviluppo e installare tutto quello che vuoi, programmato da te o da altri, certamente scordati software pirata.