Moof! Intrappolato nel Metaverso per 24 ore

Tutti parlano del Metaverso, il mondo virtuale di Facebook, pardon di Meta, fatto di esperienze, film, concerti, incontri, giochi e tutto ciò che è possibile immaginare in forma digitale. Mark Zuckerberg è convinto che sarà un successo enorme, così come altre aziende tecnologiche, ma serviranno miliardi di visori VR e di occhiali smart perché tutto possa andare a regime.
Nel frattempo, la brava e simpatica esperta di tecnologia Joanna Stern del Wall Street Journal si è rinchiusa in una stanza di albergo per 24 ore per provare il Metaverso. Ovviamente il filmato è in inglese, ma offre una idea dettagliata (inquietante) di cosa si può fare.
Moof! è una rubrica di Spider-Mac in cui trovate brevi pensieri, URL cui andare per documentarvi meglio, un software da scaricare, insomma tante piccole cose che hanno sempre a che fare con il mondo Apple, ma raccontate in un articolo “leggero” che può essere uno spunto di riflessione o di polemica, una provocazione.


9 Comments
Penso che la VR sia una c***ta pazzesca, il video della giornalista lo conferma. Trovo invece molto più interessante e utile l’AR. Questo dovrebbe essere il prossimo passo
Quoto, francamente meglio scendere al parco a fare sport e incontrare qualcuno reale piuttosto che rinchiudersi a casa tutto il giorno in un mondo virtuale.
pensa che all’inizio del ‘900 pensavano la stessa cosa per le carrozze a vapore che dovevano sostituire quelle con i cavalli…
Il paragone non calza. Fare sport o amicizie virtuali non sono la stessa cosa di andare a fare allenamento in palestra o uscire al pub con gli amici. Hanno anche invetato il sesso virtuale, ma quello reale… è meglio.
il paragone non calza perché è fatto in questo momento storico e sopratutto se non si riesce ad immaginare il futuro; tra 100 anni, magari anche 50, potrebbe non essere come dici tu.
Il futuro lo possiamo solo immaginare, ma neanche tanto. 20 anni fa solo qualcuno poteva sognare un PC da portare sempre in tasca ed ora ce l’hanno tutti, trenta anni fa un iWatch lo vedevi solo in “supercar”, oggi ce l’hanno in tanti. 30 anni fa le chiacchiere potevi farle solo al bar o in piazza, oggi stiamo “parlando” chissà a quanto chilometri di distanza, senza alzarci dalla sedia.
Ma tu stai facendo l’esempio di un miglioramento di qualcosa: prima si parlava solo al bar, adesso si può telefonare in qualsiasi parte del mondo, il vantaggio è oggettivo. Quindi se prima dell’invenzione del telefono avessi detto a qualcuno che era in arrivo una tecnologia che permetteva di comunicare a chilometri di distanza, tutti averbbero detto che sarebbe stato magnifico.
Con il Metaverso è possibile fare una partita di calcio virtuale, ad esempio, ma anche senza aspettare 30 anni è possibile dire oggi che nettamente meglio scedere materialmente sul campo di gioco. E lo stesso vale per le altre cose che offre il Metaverso.
Concordo. Queste tecnologie sono valide ma bisogna gestirle, non devono essere usate per sostituire la vita reale
La cosa più preoccupante sarà l’impatto che avrà sugli adolescenti…. già immersi per troppe ore collegati agli smartphone. Sono cambiati i tempi è vero ed è inevitabile, ma tutta questa “tecnologia” non so francamente dove ci possa portare.
follia pura