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Recensione HomePod mini: da solo e in coppia diventa un mini-stereo ma con qualche compromesso e problema

di Stefano Donadio | 23 Novembre 2021
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HomePod Mini

Apple non ha una buona tradizione con i sistemi stereo “indipendenti dal Mac” per ascoltare la musica. Nel 1993, quando Steve Jobs era stato licenziato da oramai molti anni, aveva rilasciato il PowerCD ($499), il suo primo dispositivo multimediale che funzionava senza Mac, ma come molti prodotti dell’era Apple senza Jobs, fu un flop.

Nel 2006, nel pieno dell’epoca d’oro degli iPod e quindi con Jobs a dirigere l’azienda, Apple ha rilasciato l’iPod Hi-Fi, un altoparlante tecnicamente impressionante, ma dopo circa un anno e mezzo è uscito fuori produzione. Per quanto suonasse bene, il prezzo alto ha impedito che decollassero le vendite.

Poi, nel 2018 è stata la volta dell’HomePod, che si può considerare a tutti gli effetti un iPod Hi-Fi di seconda generazione, e proprio come quest’ultimo ha ricevuto ottime recensioni per la qualità audio, ma nonostante una riduzione di prezzo successiva, è sempre stato considerato costoso e non molto “smart”, a differenza degli Amazon Echo e Google Home (ora Google Nest Audio). Secondo molti, Siri per l’HomePod era sottodimensionato, privo di funzionalità di base come la possibilità di impostare più timer assegnandogli un nome. Nonostante la comprovata strategia di Apple di non essere la prima a commercializzare, ma piuttosto di essere la migliore, non è riuscita a prendere il sopravvento e l’HomePod è uscito fuori produzione a marzo di quest’anno.

HomePod mini iBook

Tuttavia, a differenza dell’iPod Hi-Fi, Apple non ha abbandonato il settore. Infatti, tre anni dopo aver annunciato l’HomePod, ha presentato l’HomePod mini, un altoparlante completamente differente rispetto allo sfortunato “fratello maggiore”.

Prima di tutto, il “mini” è molto più economico rispetto l’HomePod, €99 contro €349, poi ribassati a €299 (probabilmente il prezzo in Italia sarebbe stato più alto di una cinquantina di Euro per via dell’IVA maggiore e balzelli vari), e presenta una serie di compromessi rispetto sempre al suo fratello maggiore, in particolare per quanto riguarda la qualità audio, che era probabilmente il punto di forza dell’HomePod.

Questa lunga premessa potrebbe sembrare non deporre a favore dell’ HomePod mini, ma in realtà non è così, è un altoparlante di ottima qualità e, per molti versi, migliore dell’HomePod. Apple ha fatto i giusti compromessi, almeno se l’obiettivo è rendere popolare il suo altoparlante mini.

Homepod mini vs homepodDimensioni mini

Come suggerisce il nome, l’HomePod mini è più piccolo dell’HomePod, e non di poco, infatti l’HomePod è alto 17 cm, largo 14 cm, e pesa 2,5 Kg. mentre il mini è 8,4 x 9,79 cm per appena 345 grammi.

Naturalmente viste le ridotte dimensioni, il primo compromesso riguarda il suono. Del resto, gli altoparlanti più grandi tendono a suonare meglio, specialmente per quanto riguarda i bassi.

Qualche tempo fa ho avuto modo di ascoltare una coppia di HomePod acquistati da un amico all’estero. Sono rimasto impressionato dalla qualità audio ascoltando un solo HomePod, e sono rimasto letteralmente sbalordito sentendo i due HomePod abbinati in modalità stereo (con il canale destro e sinistro separati). Ho subito pensato che non appena sarebbe stato disponibile in Italia ne avrei comparti due per sostituire il mio stereo formato da amplificatore Harman Kardon e casse Chario (alla fine ho abbandonato il progetto perché con l’arrivo dell’Echo Input e del supporto per Apple Music, ho trasformato il mio stereo tradizionale praticamente in uno stereo smart).

Configurazione semplice

Configurazione HomePod mini 04 Configurazione HomePod mini 02

La configurazione è sorprendentemente semplice: è sufficiente collegare l’HomePod mini alla rete elettrica e avvicinare l’iPhone o l’iPad, con Wi-Fi e Bluetooth attivi, per far sì che l’altoparlante si imposti in un attimo. È poi possibile determinarne la posizione, scegliere se ricevere o meno risultati personalizzati da Siri e così via.

Per chi desidera sfruttare due HomePod mini come una coppia stereofonica, poi, non ci sono problemi: gli altoparlanti si riconoscono quando vengono collocati nella stessa stanza ed è possibile designare facilmente l’altoparlante deputato al canale destro e quello destinato al sinistro.

HomePod mini stereo Configurazione HomePod mini 01

Fatto questo, per usare e regolare il piccolo altoparlante si usa una combinazione tra l’app Casa (l’HomePod mini può anche fungere da hub domestico), l’app Musica su iPhone, iPad o Mac, alcune app di terze parti, Siri e i controlli tattili posti in cima all’altoparlante.

È anche possibile usarlo con il telecomando per Apple TV per riprodurre il suono da film e spettacoli televisivi, anche se non ha la capacità di comprendere l’ambiente circostante dell’HomePod e come non supporta quindi il suono surround.

Qualità audio

HomePod libreria

Trattatosi di una cassa dalla ridotte dimensioni, è chiaro che l’HomePod mini non si può certo utilizzare per fare una festa o almeno non una di quelle che possano disturbare i vicini. Quindi si tratta di un diffusore da utilizzare in determinate stanze, nella propria cameretta, in bagno, in cucina, francamente non lo metterei nel salotto quando si vuole far ascoltare un po’ di buona musica ad amici e parenti. Ad esempio, io ho comparto due HomePod mini che ho posizionato nella libreria del mio studio perché ho l’abitudine di ascoltare la musica quando lavoro al Mac.

Spesso, nelle recensioni dei Mac, soprattutto delle ultime generazioni, ho esaltato la qualità dell’audio sostenendo che le casse del computer sostituivano per qualità audio proprio quella degli altoparlanti smart.

Test Home Pod mini

Così ho messo l’HomePod mini appoggiato sul mio MacBook Pro 16” e anche alla base del mio iMac M1, e ho riprodotto contemporaneamente un po’ di musica tramite AirPlay sia sugli altoparlanti interni, sia sull’HomePod mini. Facendo suonare tutto insieme non ho riscontrato apprezzabili differenze. Ma le cose sono cambiate radicalmente confrontando di due sistemi audio separatamente, alternandoli l’uno all’altro, abbassando prima l’audio dell’HomePod mini, quindi lasciando solo quest’ultimo a suonare. Devo dire che la differenza di qualità audio a favore dell’HomePod mini c’è tutta, che ha superato quella dei due Mac sotto ogni punto di vista, ma anche rispetto all’Echo di Amazon.

Ciò che manca principalmente all’HomePod mini rispetto al modello più grande sono le funzionalità di auto-tuning e la “consapevolezza spaziale”. Il mini ha un “audio a 360 gradi”, spiega Apple, ma questa frase è fonte di equivoci, infatti significa che posizionandosi frontalmente oppure dietro l’HomePod mini, la musica uscirà sempre come se la cassa fosse diretta verso di voi (“frontalmente”), e non come molti erroneamente ritengono che l’audio si diffonde a 360° in tutta la stanza. In pratica, se l’HomePod mini è appoggiato da qualche parte a destra rispetto alla scrivania a cui siete seduti, la musica sembrerà arrivare da destra, mentre anche con un solo HomePod posizionato allo stesso modo, la musica si diffonde in maniera più uniforme e avvolgente.

Almeno parte di questa differenza è probabilmente dovuta al tipo di chip utilizzato, l’S5 nell’HomePod mini è lo stesso system-on-a-chip che Apple utilizza per l’Watch SE (e l’Watch 5). L’HomePod, invece, utilizza il processore A8 dell’iPhone 6/6 Plus e dell’Apple TV HD (la versione 4K ha un A10X). In pratica il confronto è tra un chip per orologio contro uno per telefono.

La mancanza di consapevolezza spaziale è anche il motivo per cui l’HomePod mini non può fornire l’esperienza “home theater” se abbinato a una Apple TV 4K, sebbene sia comunque possibile collegare una coppia stereo all’hobby di Cupertino; come anticipato non si ottiene l’esperienza di suono surround.

Coppia stereo

HomePod stereo

Avendo l’abitudine di scrivere ascoltando la musica, ho sempre cecato una soluzione migliore rispetto alla casse integrate dei vari Mac che ho avuto. Inizialmente ho comprato gli Harman Kardon SoundStick con il subwoofer iSub, la qualità audio era pazzesca, ma il groviglio di fili era degno del peggior PC.

Poi sono passato al Beats Pill+, il primo altoparlante per altro portatile (a batteria) a marchio Beats realizzato sotto al gestione Apple. Sono rimasto così favorevolmente colpito dalla qualità audio che ne ho comparto un’altro perché con l’app Beats è possibile creare una coppia stereo, ma sfortunatamente è possibile usare questa funzionalità solo con l’iPhone e non anche dal Mac. In c’è un difetto non da poco: una volta spenti gli altoparlanti, bisogna ripetere il processo di configurazione per farli funzionare in stereo, e spesso capita che uno dei due Pill+ non vene riconosciuto, e così bisognava rifare l’abbinamento Bluetooth. Devo dire che l’app Beats per iOS sembra scritta direttamente da ingegneri software di Microsoft. Alla fine mi sono pentito di aver comprato i due Phill+, che adesso utilizzo solo in rare occasioni, come una festa o una cena con amici.

L’opzione stereo dei due HomePod mini lavora benissimo quando si usa l’iPhone, l’iPad o semplicemente inoltrando direttamente le richieste a Siri, ma funziona veramente male dal Mac. Francamente non sono riuscito a capire se è colpa di AirPlay, dell’app Casa di macOS o degli HomePod mini. Il problema è che avviando la riproduzione da Musica del Mac, c’è un riardo di alcuni secondi, poi l’audio esce da un solo HomePod mini, quindi dopo qualche instante anche dall’altro. Se si mette in pausa un brano, e poi si riprende, la musica non viene riprodotta da dove si era interrotto, e inspiegabilmente a volte esce dagli altoparlanti del Mac. Lo stesso avviene quando si chiede a Siri di riprodurre qualcosa e poi si decide di gestire la musica dal Mac.

Francamente non me la sento di consigliare l’acquisto di due HomePod mini da usare in coppia se la musica deve essere gestita dal Mac. Se Apple migliorerà questa funzione, ve lo segnalerò con un articolo.

In ogni caso, per sfruttare l’effetto sterò bisogna tenere i due HomePod mini ad una certa distanza – inizialmente li avevo appoggiati sulla mia scrivania, ma ho dovuto spostati sulla libreria di fronte – e aver cura di posizionarli in maniera equidistante dalle orecchie perché manca il comando per bilanciare il suono tra le due casse.

Siri

Siri è sicuramente migliorato su HomePod mini da quando il dispositivo è stato rilasciato per la prima volta. Ha acquisito molte più funzionalità, inclusa la capacità di riconoscere voci diverse e fornire risultati personalizzati (al momento di pubblicare l’articolo questa funzionalità non è ancora disponibile nella nostra lingua), effettuare e ricevere telefonate e impostare timer con più nomi, che però a differenza delle sveglie, non vengono visualizzati nell’app Home quando sono attivi.

Homepod mini iMac

Come si comporta Siri rispetto ad Alexa e l’Assistente Google? È difficile da dire. Sembrano tutti gestire molte delle stesse richieste e la capacità dell’ecosistema Siri di interagire con altri dispositivi è decisamente diventata più affidabile. Per verificare la supposta inferiorità di Siri, ho spostato l’Eco Dot con Alexa in cucina, che è la seconda stanza dopo il mio studio dove interagisco di più con gli altoparlanti smart. Vi farò sapere il risultato del mio test con un articolo dedicato.

Ma, la mia impressione è che Siri sia in grado di gestire la maggior parte delle richieste. Inoltre, c’è l’ulteriore vantaggio della privacy che ogni dispositivo Apple garantisce, e che probabilmente attirerà molti utenti.

Nei miei primi test, Siri ha risposto in modo rapido e accurato alle mie domande e ai miei comandi, anche quando la musica stava suonando, e raramente ho ricevuto la risposta sbagliata o ho dovuto ripetermi.

In termini di software e capacità, HomePod mini eredita tutte le funzionalità dell’HomePod, dal controllo dei dispositivi domestici intelligenti e fungere da hub HomeKit, alle automazioni impostate con Comandi, alla funzione di interfono di Apple che si rivela utile, per esempio quando bisogna chiamare i ragazzi per la cena senza dover urlare.

Varie

Rispetto all’HomePod, il mini ha il cavo non sostituibile, ma ha un connettore USB-C da collegare al caricabatterie da 20W incluso o a qualsiasi altro caricabatterie compatibile. Si può anche collegare al Mac, dove appare nel Finder, anche se tutto ciò che si può fare è aggiornare il software; infatti le porte non forniscono abbastanza potenza per utilizzare effettivamente l’altoparlante.

I controlli +/- del volume sono incisi sulla parte superiore dell’HomePod mini invece di essere visualizzati sul display LCD.

HomePod mini

Infine, la funzionalità migliore di HomePod mini è rappresentata dalla possibilità di trasferire la musica dal proprio iPhone tramite chip U1: basta tenere il telefono sopra l’HomePod e qualsiasi musica riprodotta sullo smartphone verrà semplicemente rilevata dall’altoparlante, senza alcun intervento da parte dell’utente. Stranamente, Apple spiega che per sfruttare questa funzionalità bisogna aver almeno un iPhone 11, il primo ad utilizzare il chip U1, ma in realtà funziona anche con iPhone 7 e successivi probabilmente grazie al Bluetooth 5.0. Infatti con un iPhone 6s, che ha solo Bluetooth 4.2, questa funzionalità non ha funzionato.

Considerazioni finali

L’HomePod mini a €99 non è esattamente economico, ma francamente, il rapporto tra qualità e prezzo non è male per un altoparlante compatibile con AirPlay, e con Siri integrato. Certo, l’Echo Dot di Amazon al prezzo €20 (invece di €50) o L’Echo 4ª generazione a €50 (€100) per il Black Friday sono delle sirene tentatrici, non suonano così bene come il mini, ma neppure cinque e due volte peggio, rispettivamente, ma c’è il problema della privacy dei dispostivi Amazon.

Apple in genere non costruisce dispositivi con l’obiettivo di quota di mercato, ma l’HomePod mini sembra che sia stato progettato per attirare le masse. Mi spingerei persino a suggerire che è un cavallo di Troia per portare Siri in più posti e aiutare a sviluppare l’ecosistema della casa intelligente Made in Cupertino.

Punteggio (da 1 a 5): Punteggio 4 ragni
Pro: qualità audio impressionante nonostante le dimensioni; AirPlay; è un HUB per il controllo remoto HomeKit; funzione interfono.
Contro: un po’ caro; capacità di Siri un gradino inferiori rispetto ai concorrenti; no Home Theater; manca un pulsante “mute”.
Compatibilità: almeno iPhone 6s o iPhone SE 1ª generazione, iPad mini 4 e iPad Air 3.
Prezzo:
€99 disponibile su Apple Store.
Produttore: 
Apple.


LEGENDA
 Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
 Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
 Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
 Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
 Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.

28 commenti

  1. Alessandro ha detto:
    23 Novembre 2021 alle 18:28

    Bella recensione e complimenti per lo studio.

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      24 Novembre 2021 alle 20:58

      👍

      Rispondi
  2. Felix the Cat ha detto:
    23 Novembre 2021 alle 18:31

    Il cavo integrato secondo me è una limitazione assurda.

    Rispondi
    • Ivan ha detto:
      23 Novembre 2021 alle 19:29

      Non capisco quale sarebbe la limitazione, che se si rompe bisogna cambiare tutta la cassa? Oppure perché il cavo potrebbe essere corto? In quest’ultimo caso si può usare una prolunga.

      Rispondi
  3. Defcon 1 ha detto:
    23 Novembre 2021 alle 18:33

    Ho due domande:

    1) c’è una enorme differenza tra l’Echo Dot a €20 e l’HomePod mini in termini di qualità video?

    2) l’Echo Dot si può abbinare ad un altro per l’effetto stereo?

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      23 Novembre 2021 alle 19:27

      1) Si la differenza si sente ed è rilevabile anche da chi non ha un orecchio assoluto. Tra Echo Dot a prezzo pieno (€50), e HomePod mini, meglio quest’ultimo. Con l’Echo Dot a €20 consigliare è più difficile.

      2) Si.

      Rispondi
      • Vinz ha detto:
        23 Novembre 2021 alle 19:51

        Cos’è l’orecchio assoluto?

        Rispondi
        • Stefano Donadio ha detto:
          23 Novembre 2021 alle 20:01

          “Orecchio assoluto è una locuzione con la quale s’intende la capacità di identificare l’altezza assoluta (cioè la frequenza) di un suono, solitamente in base al temperamento equabile, senza l’ausilio di uno strumento di riferimento, come ad esempio il diapason.” da Wikipedia

          Rispondi
    • wavemotion ha detto:
      23 Novembre 2021 alle 22:58

      A quel punto prendi a 49eur echo (non dot) e la differenza si sente (ovviamente..è grande il doppio, ma costa la metà)

      Rispondi
  4. Venom ha detto:
    23 Novembre 2021 alle 20:16

    Secondo me offre poco rispetto allìEcho Dot di Amazon, che è più personalizzabile con le skill.

    Rispondi
    • Kernel Panic ha detto:
      23 Novembre 2021 alle 20:17

      È vero, ma in termini di privacy, tutta la vita HomePod mini.

      Rispondi
  5. Francesco ha detto:
    23 Novembre 2021 alle 22:09

    Bella recensione.
    Ho una domanda da porti: l’Home Pod Mini si può abbinare all’Home Pod in stereo ?

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      23 Novembre 2021 alle 22:14

      No, si possono abbinare solo due HomePod mini oppure due HomePod.

      Rispondi
      • iesuske ha detto:
        10 Dicembre 2021 alle 17:13

        Domanda: ma volendo nella stessa stanza ne posso collegare anche tre?

        Rispondi
        • Stefano Donadio ha detto:
          10 Dicembre 2021 alle 20:49

          Si, anche se però non ha molto senso, sentirai solo molto più forte.

          Rispondi
  6. rebusx ha detto:
    24 Novembre 2021 alle 09:21

    Rispetto ai sistemi Sonos come qualità audio come si posiziona (se li hai mai provati)? Grazie

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      24 Novembre 2021 alle 09:38

      Avevo provato i Sonos One in coppia via AirPlay dal Mac, ma hanno gli stessi problemi descritti per gli HomePod mini (quindi c’è qualcosa che non va con AirPlay dal Mac).

      I Sonos One suonano meglio degli HomePod mini, ma costano anche il doppio, non mi sono pentito di aver fatto il reso dei Sonos e di aver preso gli HomePod mini. 😉

      Rispondi
  7. FabrizioC ha detto:
    24 Novembre 2021 alle 18:10

    Vale la pena questo HomePod mini con la libreria musicale locale senza abbonamento Apple Music?

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      24 Novembre 2021 alle 20:35

      Si, ma senza servizi di streaming musicale funziona solo con la musica acquistata su iTunes o con iTunes Match click qui oltre che con una manciata di radio internet.

      Rispondi
  8. Carlo ha detto:
    25 Novembre 2021 alle 12:27

    Buongiorno.
    Complimenti come sempre!
    Io ho notato che per far eseguire i comandi rapidi all’HomePod mini si deve trovare vicino (nella stessa stanza) dell’iPhone, altrimenti dice che c’è un “problema di connessione”.
    E’ un problema solo mio?
    Grazie!

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      25 Novembre 2021 alle 19:21

      Dipende, se in Comandi hai impostato l’apertura di una app, ad esempio, lo puoi fare solo dall’iPhone oppure devi sepcificare la “destinazione”.

      Rispondi
  9. Paolo B ha detto:
    27 Novembre 2021 alle 03:26

    Ho in casa un HomePod mini da qualche mese. Confermo una qualità dell’audio davvero sorprendente per un oggetto così “ piccolo. Certo, inevitabilmente i bassi sono quello che sono, ma per un ascolto senza grandissime pretese fa il suo in maniera egregia, riempiendo bene anche locali relativamente grandi.
    Personalmente lo uso come speaker “integrativo” in combinazione con una cassa B&W (il più potente sistema B&W nell’ambiente principale, l’HomePod in un secondo locale contiguo al primo).
    Una volta trovato il giusto bilanciamento, l’effetto è notevole.
    Confermo anche che il cavo è corto e che avere ancora un’altro alimentatore al muro non è il massimo, ma entro queste dimensioni e questa fascia di prezzo non credo si potesse fare di meglio.
    Insomma, tutto molto bello, tuttavia…
    1) Lo streaming verso la cassa B&W, che pure supporta AiPlay, funziona a seconda della fase lunare e degli umori divini. Alla fine mi sono arreso e l’ho collegata via cavo ottico ad una ormai vetusta basetta Airport.
    2) Per fare streaming verso più dispositivi, c’è bisogno dell’abbonamento Family, un balzello extra che mi sarei risparmiato.
    3) Il software dell’HomePod Mini lascia davvero a desiderare. Se rientrando a casa con qualcosa in riproduzione sull’iPhone la si vuole passare sull’HomePod, ci mette una vita e – soprattutto – la riproduzione riprende dall’inizio. Nel caso di una canzone da 3 minuti e mezzo può anche essere piacevole, ma se si sta ascoltando un podcast di un’ora e mezza, la cosa diventa fastidiosa.

    Su Siri non mi pronuncio. Lo uso solo per accendere e spegnere a comando le luci di casa e per sentire le previsioni del tempo. 

    Io darei 3 stelle e mezzo.

    Rispondi
  10. DrPeople ha detto:
    22 Gennaio 2022 alle 18:18

    Stefano l’HomePod mini fa da hub domestico? Perché mi “libererebbe” l’iPad dalle 4 mura di casa… ciao!

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      22 Gennaio 2022 alle 18:19

      Sì e si autoconfigura anche.

      Rispondi
  11. Fabio ha detto:
    22 Febbraio 2022 alle 12:09

    Ciao Stefano, ma l’HomePod mini funziona senza problemi con il Mac o va per forza collegato ad un iPhone/iPad per funzionare correttamente? in caso di rottura del cavo di alimentazione va mandato in assistenza l’intero dispositivo o il cavo è sostituibile ? (sai ho un gatto in casa e ahimè ama giocare con i cavi 😉)
    PS funziona con tutti gli iPhone o solo con gli ultimi modelli ?

    Rispondi
    • Stefano Donadio ha detto:
      22 Febbraio 2022 alle 12:14

      Ciao Fabio, l’HomePod mini si può usare con il Mac via AirPlay, e l’ultimo aggiornamento ha risolto alcuni problemi di stabilità della connessione. Il cavo non è sostituibile. Serve almeno un iPhone 6s, incluso l’iPhone SE prima generazione.

      Rispondi
      • Sergio ha detto:
        27 Febbraio 2023 alle 07:10

        Ciao,
        Apple consiglia di non posizionarlo vicino ad un lavabo o doccia. Ma, a parte il contatto diretto con l’acqua, lo metteresti in un ambiente umido come un bagno?
        (scusa se la domanda è poco tecnica)….
        Grazie

        Rispondi
        • Stefano Donadio ha detto:
          27 Febbraio 2023 alle 08:58

          Ho messo un Echo dot nel bagno, sull’armadietto sopra il lavabo, sono divresi anni oramai e funziona perfettamente. Credo che la stessa cosa si possa fare anche per l’HomePod mini, anche se secondo me è un po’ sprecato metterlo in una stanza come il bagno.

          Rispondi

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