Apple multata per “pratiche aggressive legate all’acquisizione e all’utilizzo dei dati dei consumatori a fini commerciali”

“Apple raccoglie, profila e utilizza a fini commerciali i dati degli utenti attraverso l’utilizzo dei suoi dispositivi e dei suoi servizi. Quindi, pur senza procedere ad alcuna cessione di dati a terzi, Apple ne sfrutta direttamente il valore economico attraverso un’attività promozionale per aumentare la vendita dei propri prodotti e/o di quelli di terzi attraverso le proprie piattaforme commerciali App Store, iTunes Store e Apple Books.”
Con questa motivazione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), l’antitrust italiano, ha multato Apple per 10 milioni di Euro (la stessa cifra dovrà pagare Google per “carenze informative” al momento di creare un account).
In particolare l’AGCM contesta ad Apple che nella fase di creazione dell’ID Apple o anche di accesso ad uno dei suoi store online, “la modalità di acquisizione del consenso all’uso dei dati degli utenti a fini commerciali” non prevedere la possibilità per il consumatore di esprimere la propria volontà. In pratica per potere utilizzare i vari servizi di Apple, il consumatore deve accettare che Cupertino possa disporre per le proprie finalità promozionali delle sue informazioni personali.
Tuttavia è il caso di evidenziare che auando si utilizza l’ App Store , ad esempio, Apple mostra agli utenti una schermata iniziale che li informa che potrebbe utilizzare alcuni dei loro dati per “abilitare funzionalità, proteggere i nostri servizi o personalizzare la tua esperienza”. Quindi effettivamente Apple dovrebbe essere più chiara specificando che i dati potrebbero essere utilizzati per scopi commerciali (senza cederli a terzi), ma l’AGCM non fornisce esempi o prove che Apple abbia svolto tali attività.
La politica sulla privacy di Apple, accessibile a tutti gli utenti sui suoi siti Web, afferma che l’azienda utilizzerà i dati personali solo per potenziare i propri servizi, rispettare le leggi locali, prevenire le frodi e per obiettivi di comunicazione. L’informativa sulla privacy di Apple aggiunge inoltre che i dati personali possono essere utilizzati per altri scopi solo con il consenso dell’utente, coprendo ogni possibile ambiguità.


9 commenti
Le mie conoscenze “legali” sono sicuramente limitate, ma applicando questo principio, dovrebbero multare tutte quelle Aziende che ti chiedono un’affiliazione….. ad esempio Coop, Esselunga, Trony, Mediaword, Tigotà e chi più ne ha, più ne metta! O mi sbaglio??
Tutta la questione è che l’utente dovrebbe essere meglio avvisato da Apple che i dati utilizzati durante la registrazione saranno usati per contattarlo, inviargli notifiche ecc. è una multa un po’ bizzarra.
non solo, ma anche prevedere e consentire che l’utente possa negare tale utilizzo: in fondo è quanto sbandierato dalla stessa apple quando ha introdotto l’anti tracciamento tanto criticato da Facebook (messa peggio perché li vende a terzi)
Questi sono altri tipi di dati rispetto al tracciamento di facebook. Se decidi di utilizzare l’App Store non puoi non fornire il tuo nome, indirizzo, e gli estremi della carta di credito per i pagamenti. E questi dati Apple li utilizza per informarti che ci sono tre mesi gratuiti di Apple Music ecc ecc.
Ma Apple può fare ricorso?
Si, certo.
DOMANDA: IL DENARO DELLE MULTE (salatissime) DOVE VA A FINIRE ? Se qualcuno di voi ha una risposta per favore…
Le custodisce il Ministero del Tesoro.
OK MA LI CUSTODISCE PER DARLI A CHI ? E QUANDO ?