Recensione: Apple Studio Display 27″, esattamente il monitor che gli utenti Mac aspettavano da tempo

Quando nel 2016 Apple ha annunciato che il Thunderbolt Display era fuori produzione, e che non ci sarebbe stato un sostituto, un grido di dolore si è sollevato da parte della maggior parte degli utenti pro, soprattutto quelli un po’ dandy che prestano molta attenzione anche al design delle periferiche che collegano al Mac. Probabilmente, il motivo di questa decisione di Cupertino era lo stesso che aveva portato a non produrre più le basi AirPort: un mercato sovraffollato di alternative di buona qualità e a costi inferiori.
Tuttavia, in precedenza Apple aveva fatto quasi una questione di orgoglio presentare display all’avanguardia prima di qualunque altro produttore. Ad esempio, nel 1989 aveva lanciato il rivoluzionario Macintosh Portaint Display, un monitor da 15” con orientamento verticale che mostrava una intera pagina (l’ideale per l’impaginazione) o come nel 2004 quando Steve Jobs annunciò il Cinema Display da 30 pollici, divenuto una pietra miliare nella storia dei monitor.

Inoltre, un elemento distintivo dei display Apple da quando Jobs è tornato alla guida della sua azienda, è sempre stato il design. Probabilmente il più bello mai realizzato da Jony Ive è stato il Cinema Display LCD da 22 pollici del 1999, un omaggio ai creativi infatti ricordava il cavalletto di un pittore, “senza dubbio il più grande, il più avanzato e il più bel display LCD mai offerto” spiegò un entusiasta Jobs. Oggi il Cinema Display LCD è un vero e proprio oggetto da collezione, io lo tengo esposto in salotto collegato al Power Mac G4 “Cube”.

Quando Apple ha abdicato al suo ruolo di produttore di monitor per Mac, le altre aziende hanno fatto a gara per conquistare gli utenti di Mac mini, Mac Pro e anche dei nomadi del Mac che una volta tornati a casa desiderano collegare il portatile ad un display più grande. Tuttavia, sebbene alcuni monitor realizzati negli ultimi anni siano pensati per i computer Apple, non esiste un modello veramente amato dagli utenti Mac, il design è sempre troppo stile “lato oscuro dell’informatica” e le risoluzioni non si adattano bene a come Cupertino ha definito l’esperienza del display Mac Retina.
Poi, nel 2019, il ritorno in grande stile nel settore dei monitor con il lancio del Mac Pro “modulare” insieme all’incredibile Pro Display XDR, che è diventato subito il termine di paragone dei display professionali. Tuttavia, il suo prezzo di €5.600 ha tagliato fuori la maggior parte degli utenti pro, che però adesso grazie allo Studio Display 5K da 27 pollici hanno un monitor esterno progettato per essere abbinato al nuovo Mac Studio e non solo. Certo, non è economico e non è perfetto, ma è esattamente quello che gli utenti Mac meritano e aspettavano da anni.
L’arte di “riciclare”

Il Display Studio è forse l’esempio migliore della filosofia costruttiva Apple: “riciclare” tecnologie utilizzate in altri dispositivi.
Il nuovo display probabilmente risulterà familiare agli utenti dell’iMac 5K, infatti utilizza praticamente lo stesso pannello da 27”, è solo leggermente più luminoso, ha 600 nit invece di 500 nit, supporta la gamma di colori P3 e ha True Tone integrato per la regolazione automatica opzionale del punto di bianco.
C’è anche un’opzione nano-texture da €300 utile per ridurre la riflettività del display, ma per il costo è una opzione destinata a chi non ha il controllo delle luci dell’ambiente in cui si trova, ad esempio se lavora in un open space oppure si trova molto vicino ad una fonte luminosa, come una finestra. Anche questa è una tecnologia già utilizzata da Apple sull’iMac Intel e il Pro Display XDR.

Nella parte in alto al centro, è incorporata una videocamera widescreen da 12 megapixel con Central Stage o “Inquadratura automatica”, la stessa utilizzata su tutti gli iPad.
Il display di Apple ha anche un processore A13 Bionic a 2,65 GHz utilizzato su iPhone 11 e poi successivamente per l’iPhone SE e l’iPad nona generazione, e gira perfino una versione completa di iOS 15.4. Se molti potrebbero rimanere perplessi da un monitor con un sistema operativo, in realtà serve per gestire alcune funzionalità, come Central Stage, l’audio spaziale di Apple Music, e per il download e l’installazione degli aggiornamenti (a proposito ci sono anche 64GB di spazio di archiviazione).

Lo Studio Display eredita direttamente dagli ultimi MacBook Pro un array di tre microfoni progettato per aiutare a mantenere la voce chiara durante le chat audio e video. E proprio come sui portatili di ultima generazione, la voce durante una chiamata risulta più limpida e con meno effetto eco rispetto ad altri Mac. Tuttavia, la qualità audio della voce è buona per una videoconferenza, ma non è una “qualità da studio” come invece sostiene Apple, difficilmente podcaster o un videoyoutuber faranno a meno di un microfono dedicato.
Lo Studio Display ha sei altoparlanti che supportano l’audio spaziale per quello che Apple descrive come la “migliore alta fedeltà creata per Mac”. Indovinate un po’… il sistema è “preso in prestito” direttamente dal MacBook Pro 2021. Tuttavia l’entusiasmo con cui Cupertino descrive la qualità audio del suo monitor non è all’altezza di due casse dedicate. Ad esempio, la coppia di HomePod mini che utilizzo come stereo assicura una qualità audio migliore, ma non è colpa di Apple. Infatti, inizialmente avevo sistemato i due “mini” sulla mia scrivania, ma per un effetto stereo più deciso ho dovuto spostarli sulla libreria difronte e aumentare la distanza tra loro. Solo così oltre all’effetto stereo posso apprezzare appieno l’audio spaziale. Naturalmente, non è possibile allontanare le casse integrate dello Studio Display per ottenere gli stessi risultati, quindi non lo considererei un difetto o comunque è un problema comune a tutti i monitor con casse integrate. Ad ogni buon conto, se non si hanno esigenze particolari, l’audio dello Studio Display va più che bene.
La parola “riciclare” può assumere un valore diverso a secondo del contesto. Se si sta parlando di impatto ambientale, è un termine sicuramente “nobile”, mentre potrebbe destare qualche perplessità nell’ambito della tecnologia. Il Display Studio include molte tecnologie Apple sviluppate fino ad ora, ma in questo caso non è una brutta cosa. Infatti, Cupertino è all’avanguardia nella progettazione e sviluppo, ed ogni componente hardware è studiato perché possa andare bene anche per altri dispositivi, del resto il chip M1 è una “derivazione” del processore dell’iPhone.
Videocamera
La maggior parte dei recensori d’oltreoceano ha duramente criticato la qualità delle immagini della videocamera dello Studio Display paragonandola addirittura a quella di un BlackBerry, sull’argomento è intervenuta prontamente Apple spiegando che la web cam non si comporta sempre come dovrebbe per via di un problema software, che verrà risolto con un aggiornamento apposito.
Onestamente, non trovo che la qualità dell’immagine sia inferiore a quella della FaceTime HD 1080p del mio iMac M1. Inoltre, è un errore confrontare la videocamera dello Studio Display con una web cam 4K, come hanno fatto soprattutto alcuni recensori youtuber americani.
Infatti, durante la pandemia ho molto apprezzato la funzione Center Stage del mio iPad Pro 11”, che nelle videoconferenze mi ha seguito quando mi spostavo e ha allargato l’inquadratura se interveniva un’altra persona. In tanti mi hanno chiesto scherzosamente se avevo assunto un cameraman. Allo stesso modo si comporta la videocamera dello Studio Display, anche se il software è affetto da qualche “difetto di gioventù” rispetto a quello per iPadOS. Ad esempio, in alcune occasioni la telecamera non è stata reattiva nel seguire i miei spostamenti, ed ha indugiato per qualche istante, e con Photo Booth restituisce una immagine stranamente ritagliata e granulosa. Nulla di cui preoccuparsi, sicuramente verrà rilasciato a breve un aggiornamento software per risolvere questi bug.
La videocamera funziona con qualsiasi applicazione per le videoconferenze, quindi non solo con FaceTime, ma anche Zoom, WhatsApp, Skype, Microsoft Teams (Inquadratura automatica si può attivare dal Centro di Controllo).
Per la prima volta Central Stage è disponibile su Mac, e l’idea di progettare una videocamera in grado di identificare i volti e tenerli nell’inquadratura è una delle più interessanti funzionalità che ho visto introdurre da Apple negli ultimi anni. Francamente non ha senso paragonare una noiosa web cam 4K all’esperienza utente della videocamera Apple con Inquadratura automatica.
Design e opzioni

Anche il design dello Studio Display è sotto un certo punto di vista un deja-vu. Ad una prima e distratta occhiata potrebbe sembrare molto simile al display Thunderbolt o addirittura all’iMac 5K Intel, ma in realtà rispetto a quest’ultimo ha un ingombro nettamente inferiore sulla scrivania grazie alle cornici nere che circondano il display da 13,75mm invece di 27mm.
I lati piatti e il retro del display ricordano molto l’iMac M1 da 24 pollici rilasciato nel 2021, da cui ha ereditato anche la cerniera che permette di inclinare il display di 30°. Chi ritiene che il display sia troppo basso, in fase d’ordine può scegliere un piedistallo che consente di far scorrere il display in su e in giù di 105 mm, ma costa ben €460. Sfortunatamente, i piedistalli non sono intercambiabili, quindi una volta effettuata la propria scleta, non si potrà tornare indietro.
L’unico monitor che ho utilizzato che permetteva di essere regolato in altezza è stato quello dell’iMac G4 “lapadone” del 2002. Era indubbiante comodo, e si poteva anche ruotare. A memoria, non ricordo un monitor Apple che offra la possibilità di modificare l’altezza, quindi l’opzione per quanto cara del Display Studio farà sicuramente piacere a molti.
C’è anche un’opzione VESA (senza costi aggiuntivi) che permette di installare il display a una parete o a un braccio di montaggio. Sempre in fase d’ordine c’è anche la possibilità di optare per il rivestimento nano-texture accennato prima. Anche in questo caso, l’attacco VESA non è intercambiabile con uno dei due piedistalli.
Connessioni

Lo Studio Display è dotato di porte proprie: tre USB-C e una Tunderbolth, ma quest’ultima va “sprecata” per collegare il monitor al Mac tramite il bel cavo telato di colore nero in dotazione.
La dotazione di porte di connessione non è generosa come quella del Thunderbolt Display che offriva cinque porte dati e una porta Ethernet, ma tre porte USB-C permettono comunque di trasformare il Display Studio in una docking station per collegare altri dispositivi, una comodità soprattutto per chi utilizzerà il nuovo display con un MacBook perchè potrà lasciare sempre collegate alcune periferiche, come il disco di backup, senza doverlo collegare e scollegare ogni volta che si sposta. Inoltre, il cavo Thunderbolth di collegamento serve anche a tenere in carica i portatili compatibili, e con il MacBook Pro 14″ funziona persino la ricarica rapida.
Ventola
Lo Studio Display non è chiaramente un monitor come tutti gli altri, e la presenza di una ventola ne è una ulteriore conferma. Fortunatamente, è silenziosa, bisogna appoggiare l’orecchio proprio sopra la parte superiore del display per sentirla.
A chi è destinato il Display Studio
Il nome del nuovo monitor suggerisce che è pensato per essere utilizzato con il neonato Mac Studio, e naturalmente con il Mac Pro attuale e futuro. Naturalmente, visto il costo è una scelta antieconomica collegarlo ad un Mac mini, con gli stessi soldi si compra un iMac.
Come anticipato, il Display Studio è destinato anche ai possessori di MacBook Pro che quando non sono in mobilità preferiscono lavorare su un monitor più grande.
Anche se nessuno lo comprerà per questo utilizzo, lo Studio Display si può collegare perfino ad un iPad Pro insieme ad una tastiera e mouse ottenendo così una postazione fissa, ma alcune limitazioni di iPadOS nella gestione dei monitor esterni rendono il tutto poco pratico.
No HDR
Quando Apple ha lanciato l’iMac 5K nel 2014, non esisteva in commercio un monitor LCD in grado di offrire le stesse cose per €2.600, e l’iMac includeva anche un computer. Vista la qualità del display, in tanti si rammaricarono che l’iMac 5K non potesse essere utilizzato come monitor esterno perchè sarebbe valsa la pena acquistarlo anche solo per questo uso.
Lo Studio Display non è altro che il display 5K dell’iMac, infatti ha la stessa dimensione di 27 pollici, la stessa risoluzione 5120×2880, gli stessi 218 pixel per pollice, la stessa frequenza di aggiornamento di 60Hz e soprattutto la stessa retroilluminazione a LED a zona singola, che però a distanza di sette anni non si può più considerare più una tecnologia all’avanguardia, almeno in determinati contesti professionali.
Anche se i pannelli oled (iPhone) e quelli mini-LED (Pro Display XDR, MacBook Pro 14” e 16”) stanno diventando sempre più popolari, i monitor LCD continuano ad essere molto apprezzati, ma quelli più moderni creano veri neri bloccando tutta la luce proveniente dalle parti nere dello schermo utilizzando diverse tecnologie.

Una foto che mostra l’oscuramento locale del Pro Display XDR (a sinsitra), mentre a destra lo Studio Display che ne è privo
Invece, lo Studio Display, che supera i 600 nit, illumina l’intero schermo tutto il tempo, e il nero più scuro che può produrre è fondamentalmente grigio perchè Apple non ha implementato una tecnologia software per l’oscuramento locale.
Tuttavia, come spiegato nella recensione, l’Apple Studio Display è stato a lungo il “sogno” degli utenti Mac che desideravano un monitor 5K in grado di visualizzare macOS a risoluzione “pixel-perfetta” senza ridimensionamento. Alle foto sopra, a sinistra il Pro Display XDR, a destra lo Studio Display.
Ma è il caso di evidenziare che un monitor LCD come lo Studio Display rende il meglio di se in una stanza ben illuminata, ad esempio in uno studio professionale, e che mostra tutta l’anzianità del progetto solo guardando un film in una stanza buia. Naturalmente, la tecnologia HDR non è destinata solo per un utilizzo consumer, infatti ci sono alcuni professionisti che hanno bisogno di un monitor HDR e che quindi non prenderanno in considerazione lo Studio Display di Apple.
Considerazioni finali

Se nel 2016 molti sono rimasti delusi dalla decisione di Apple di uscire dal mercato dei monitor, in tanti invece non hanno battuto ciglio perchè all’epoca esistevano monitor più grandi, di buona qualità e a prezzi inferiori. L’offerta oggi è, se possibile, ancora più ampia, e quindi molti rimarranno indifferenti rispetto allo Studio Display, che però si adatta perfettamente ai Mac di oggi. Dopo una attesa durata quasi sette anni, adesso chi decide di acquistare un Mac senza display o vuole collegare il MacBook ad un monitor esterno più grande di buona qualità, ha finalmente la possibilità di scegliere un monitor Apple.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: display 5K di alta qualità; si abbina perfettamente ai Mac; quattro porte di connessione; videocamera incorporata con Central Stage.
Contro: alcuni problemi software; piedistallo per la regolazione in altezza costoso.
Compatibilità: Mac Studio (2022), MacBook Pro 16″ (2019 o successivo), MacBook Pro 14″ (2021), MacBook Pro 13″ (2016 o successivo), MacBook Pro 15″ (2016 o successivo), MacBook Air (2018 o successivo), Mac mini (2018 o successivo), Mac Pro (2019 o successivo), iMac 24″ (2021) iMac 27″ (2017 o successivo), iMac 21,5″ (2017 o successivo), iMac Pro (2017), iPad Pro 12,9″ (3ª generazione e successive), iPad Pro 11” e iPad Air (5ª generazione).
Prezzo: a partire da €1.799, disponibile su Apple Store.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


41 Comments
Per quanto rigaurda il piedistallo, secondo me la soluzione migliore è l’attacco VESA perchè è sempre possibile acquistare uno stand, magari di design, e così regolarlo come meglio si crede, perfino ruotalo come il display dell’iMac “lampadone” citato nell’articolo.
Bella recensione, da vero appassionato Mac. Una domanda: ma la ventola quando entra in funzione?
Entra in funzione non appena si accende il monitor e rimane sempre in funzione. Ma come spiegato nell’articolo, il rumore è assolutamente impercettibile.
La recensione che aspettavo. Ne ho lette altre, ma ho trovato esagerato che il monitor venisse stroncato per via della webcam, che invece qui, e credo a ragione, viene giustamente considerata un punto di forza, quasi un elemento distintivo.
Ciao Stefano… sono stupito negativamente dal fatto che Apple abbia lanciato un 27 pollici. Mi aspettavo un 30 almeno, e visto che pare l’Imac resterà fermo a 24 pollici, mi vorrei orientare su un monitor non Apple con Mac mini. E qui cominciano i problemi. 5K quasi impossibili da trovare, brutti e comunque costosi… vorrei un tuo parere su quale monitor di ampia diagonale da affiancare ad un Mac… il meno peggio senza spendere una fortuna…
Nella sezione Monitor Mac del blog click qui trovi un lungo elenco di display di buona qualità a prezzi accessibili. Il migliore secondo me è Samsung smart monitor M7, che di fatto è anche un televisore.
Grazie mille Stefano 🙂
Prego duemila Mariano 😉🕸
Scusa Mariano ma perchè sei rimasto stupito che sia un 27″ e non un 30″?
Naturalmente questo è un discorso soggettivo, ma ormai la tendenza è chiara… avere sempre più spazio sul monitor… 27 pollici cominciano a diventare strettini anche e solo per fare piccoli montaggi audio e video… Ecco, diciamo che avrei capito un Imac 30 pollici. Sono costretto a tenermi il 27 late 2014 e volevo aggiungere un monitor per fare i montaggi… ho anche provato un 4k decente ma mi da davvero sorpreso in negativo… colpa del Retina display Apple 🙂
Se prendi un monitor 5K (e puoi sceglire solo tra l’Apple Studio Display e l’LG Ultrafine, altri non ce ne sono), hai più spazio disponibile per palette & C. rispetto ad un 30″ 4K. L’unica differenza è che sul 30″ vedi il testo un po’ più grande.
C’è però da considerare anche il fattore proporzioni. Magari un Ultrawide potrebbe essere una soluzione… ma anche lì, quale monitor senza svenarsi?
…questo è un ottimo monitor e costa il giusto (su Amazon ora a 529,00 euro): ASUS ProArt 279CV…
Grazie della dritta 🙂
Francamente, visto il costo, e le recensioni negative che avevo letto, avevo scartato l’idea di acquistralo, ma mi hai fatto cambiare idea. Lo userò con il mio MacBook pro 14″
Ho la passione della fotografia e con l’imac da 27 mi sono trovato alla grande. Dopo l’espansione di memoria ed ssd è arrivato il momento della sua pensione (è dell’anno 2009). Pensavo all’accoppiata mini + display studio… l’alternativa è l’imac24. Per lavoro ho un portatile del lato oscuro e in questi tempi di smart working non mi dispiace l’idea di utilizzare il monitor anche per il lavoro. Per evitare continui collegamenti posso collegare il mini alla porta usbc (quella non alimentata) e tenermi libero il cavo alla connessione alimentata per il pc portatile. Cosi la spesa maggiore avrebbe maggior senso e ho un 27 pollici.
Anch’io appassionato di fotografia livello amatoriale, ero nelle stesse tue condizioni, iMac 27 del 2009 purtroppo i file raw della Z6II photoshop, anteprima non li leggono, ho atteso il keynote di apple sperando che lanciassero un nuovo imac 27 purtroppo sappiamo tutti che ce lo possiamo scordare almeno a breve termine, ero indeciso se acquistare il Mac mini + display studio, facendo due calcoli è per l’uso che faccio io del computer sforava il mio budget, un amico mi ha fatto provare il 24 pollici (avevo una repulsione)…grazie alla promozione di mediaworld (1749€ versione 512 GB 8GB di ram) l’ho acquistato!! Ha il pannello 4,5K che è strabiliante, velocissimo, non scalda anche sotto stress provato con i file della D810 che pesano, photoshop, Lightroom aperti in contemporanea..se posso darti un consiglio valuta l’acquisto! Mi sono abituato subito alle dimensioni..
Accolgo la tua osservazione con molto piacere (quale possessore di una D850 e D780). Sapere che casco bene anche con il 24″ mi rassicura per qualsiasi decisione possa prendere. L’unica cosa è la possibilità di utilizzare il monitor per il PC portatile. Quindi ripongo la domanda: è possibile collegare il Display studio al mini utilizzando la porta USB-C e non la Thunderbolt 3 (da destinare al PC, ovviamente non contemporaneamente, in modo anche da alimentarlo)?
Ciao,
sei sicuro di questa affermazione?
….. non mi dispiace l’idea di utilizzare il monitor anche per il lavoro. Per evitare continui collegamenti posso collegare il mini alla porta usbc (quella non alimentata) e tenermi libero il cavo alla connessione alimentata per il pc portatile……
sto cercando questo tipo di conferma su vari forum ma nessuno mi ha risposto, volevo addirittura andare all’apple store con il mio laptop del lavoro per fare un test. se fosse possibile quello che dici, gestire il mini video su connessione USB-C dello studio display ci farei un super pensiero subito. @Davide hai avuto modo di fare un test?
L’unico problema è che, per averlo, ci vogliono ormai 10 settimane, cioè 2 mesi e mezzo, un po’ eccessivo pensando che si può avere a casa il Mac Studio in meno di un mese
Con un po’ di fortuna si può trovarlo con consegna in pochi giorni nelle principali catene di elettronica, io l’ho preso da Euronics ma si trova anche da Mediaworld e da Unieuro. Di tanto in tanto riassortiscono anche negli Apple Store con ordine e ritiro in giornata.
Non mi stupisce che abbiano utilizzato il pannello 5k del iMac, ho il modello late 2015 e, a distanza di anni, lo considero ancora uno dei migliori pannelli in circolazione. L’unico problema del 5k è che creano assuefazione, non scherzo passa due ore a guardare immagini, testi e siti web sul 5k e dopo ogni altro monitor ti sembrerà sfocato e granuloso.
Ora ho un Mac mini M1 collegato ad un ottimo Eizo CS240, ma presso lo sostituirò con questo. Complimenti per il blog è la recensione.
Esatto, è proprio questo il problema fondamentale. Quando mi trovo davanti a PC o altri monitor le immagini ti sembrano sgranate, sfocate…
Tramite adattatore USBc = HDMI sarebbe possibile attaccarci una Apple TV e/o una FireTV Amazon?
No, ma le varie app che trovi sulla Fire TV sono disponibili per Mac, e Apple TV è incluso con macOS.
Quoto
Infatti, anche LG è seria, per il suo Monitor UltraFine 5K con 500 nit, l’alternativa economica allo Studio Display, non indica alcuna certificazione VESA HDR
Per chi interessa, un’ottima alternativa al nuovo monitor Apple è il nuovo monitor della Samsung presentato al CES ed ora in pre-ordine: Samsung M8 offre un pannello da 32” in formato 16:9 con risoluzione 4K da 3.840 x 2.160 pixel, HDR10+, frequenza di aggiornamento di 60 Hz, luminosità di 400 cd per metro quadrato e un rapporto di contrasto di 3000 a 1 Pre-ordine su Amazon (799€) link
Come fa il monitor 4K di Samsung a essere una alternativa allo Studio Display 5K? L’unica alternativa di pari grado è l’LG UltraFine 5K.
Ciao Stefano, non intendevo pari grado ma alternativa “economica” allo stesso. Se non si è interessati ad una gestione dei colori più che perfetta direi che è un’ottima alternativa “economica” 🙂 Mi sembra che pure tu avessi consigliato una volta un M7.. 🙂
Si, ma un monitor 5K offre dei vantaggi che non può offrire un 4K. A parte i colori, se apri Final Cut Pro o Photosop su un 5K ti rimane molto spazio per palette & C. rispetto a fare la stessa cosa su un 4K. Per questo l’unica alternativa allo Studio Display è l’UltraFine di LG, che costa €500 in meno, ma è tutto in plastica.
Molto bello, peccato sia sempre un 4K… poi ho una certa ritrosia per i pannelli Samsung…
L’ho preso oggi lo proverò bene nei prossimi giorni. Ma l’impatto visivo è fenomenale ed è anche meglio del Thunderbolt Display che va a sostituire.
Ciao Vincenzo, posso chiederti di provare a collegare portatile su connettore USBC e verificare se gestisce l’ingresso video? vorrei collegarlo in parallelo a MacMini e portatile del lavoro (ovviamente da utilizzare alternativamente) ma non vorrei dover fare sempre stacca e attacca del cavo Thunderbolt
grazi grazie
Date un punteggio di 4 su 5 e tutto ciò che è riportato nell’articolo corrisponde, ma questo monitor è il migliore in assoluto rispetto a tutti quelli da 27 pollici che ho provato e che ci sono in commercio in questo momento. L’ho acquistato, da abbinare a un Mac Mini, dopo aver provato e reso vari monitor 4K (BenQ PD2725U, LG UltraFine 27UP850N ecc.), l’unico probabilmente che si avvicina è il monitor LG UltraFine 5K, ma a quel punto la diferenza di prezzo non è così evidente e ho preferito l’Apple che esteticamente e per materiali costruttivi non ha paragone con nessun altro, come dal punto di vista audio e video dove è nettamente superiore, lo dico dopo ho provato anche il monitor 24″ LG UltraFine 4K dove i colori sono un po’ più freddi dell’Apple e quindi anche sul taglio da 24 pollici, posso affermare che Apple (iMac 24″ M1) non ha rivali in termini di qualità assoluta sui Monitor. Lavoro molte ore davanti ai monitor in ufficio e per la mia passione di fotografia, quindi ho bisogno di non affaticare eccessivamente la vista e anche in questo Apple non ha paragoni, ad es. adesso sto scrivendo da un MakBook pro 16 Intel (del 2020) e ci starò davanti per svariate ore.. ho provato a farlo con altri monitor non proprio entry level e dopo meno di mezz’ora non ne potevo più…
Condivido con te la necessità di aver un ottimo monitor per poter lavorare ore ed ore senza affaticare la vista. Per questo motivo a fine ottobre ho venduto il mio vecchio iMac 21,5” del 2013 e comprato l’iMac 27” del 2020. Tutta un’altra cosa rispetto ai monitori di terzi ed un passo avanti rispetto al vecchio per dimensioni (da 21,5” a 27”) ma soprattutto per qualità (True Tone in primis). La cosa bella è che l’ho pagato meno di uno Studio Display, iMac 27” 2020 versione base con aggiunta di RAM Crucial 2x32gb 😃
5K ma non con Mac Mini standard?
oggi mi sono recato all’apple store di bologna per visionare il monitor e fare qualche domanda tecnica specifica (anche quella riportata qualche commento sopra non avendo avuto risposto).
ho trovato il monitor collegato ad un mini M2 Pro e a un Mac Studio (il primo con 16 Gb di ram, il secondo con 64). verificando le impostazioni del display in visualizzazione di default riportava, per entrambi i Mac, risoluzione 2560 x 1440. Selezionando pero’ l’impostazione PIU’ SPAZIO nessuno dei due Mac proponeva la risoluzione massima Nativa del monitor… e’ normale? un commesso mi ha detto che occorre avere 96Gb di Ram per sfruttare/gestire la risoluzione Nativa…. Possibile? ho capito male io ?
effettivamente molto strano… il massimo proposto era il formato 4K o poco sopra.. qualcuno ha una risposta tecnica?
a questo punto vale la pena prendere un4K magari di dimensione maggiore… rimane comunque un monitor solidissimo e bellissmo, da avere solo per la qualità costruttiva…ma a che prezzo?
Ciao, la risoluzione è dettata dalla scheda video, quella di 2560×1440 è quella di default per questo tipo di monitor in base al computer, io ho anche un iMac 27 e la risoluzione di default è la stessa. Utilizzo lo studio display per la fotografia e ufficio e la differenza a confronto con un monitor 4k c’è e si nota anche alla risoluzione standard sopra menzionata. Quindi la mia risposta è che se devi lavorare foto, video e grafica in generale vale la pena, se devi fare solo lavoro d’ufficio invece ti potresti accontentare di un full hd (anche questo dipende dalla grandezza del monitor e dalle applicazioni utilizzate). Per quanto riguarda la RAM non saprei, io lavoro con Lightroom e Photoshop, ho 16 Gb di ram e viaggia molto veloce per le mie esigenze (file Raw da 24 mp e Tif anche di oltre 100 mb)
grazie mille Francesco, mi aveva colpito il fatto che, a detta anche del supporto in negozio, non gestisse risoluzione Nativa ne il mini ne il mac studio (nelle configurazioni in store).
Secondo me la risoluzione del monitor dipende anche dal software utilizzato, es. se utilizzi un determinato software per guardare un film in 4k lo vedi in 4k, io lo noto con le foto in lightroom o in foto, in quanto i miei file hanno una risoluzione maggiore e quindi noto molta differenza tra un monitor ed un altro.. comunque se devi utilizzarlo per foto, video e grafica, non c’è dubbio è la scelta migliore (un po’ costosa purtroppo), anche se devi utilizzarlo in ufficio e starci davanti molte ore, per me i monitor Apple (compresi gli iMac 24) non ti affaticano la vista e hanno colori naturali (corrispondono perfettamente alle immagini scattate con Nikon professionali), se invece li utilizzi per ufficio e non devi lavorarci parecchio tempo davanti puoi tranquillamente optare per soluzioni più economiche…
Il commesso ti ha informato male.
Con la risoluzione default, l’interfaccia grafica viene raddoppiata per evitare il rimpiciolimento delle icone e dei caratteri. È la modalità hidpi retina. Rimane il dubbio sulla visualizzazione delle foto e dei video: c’è chi dice che anche le foto subiscano il scaling hdipi altri invece sostengono che sia i video che foto sono visualizzati a 5k. Non avendo un imac 5k non ho modo di provare. Comunque per come la vedo io, solo l’interfaccia viene raddoppiata. Se è così, è possibile vedere un’immagine da 15 megapixel senza dover zoomare con Photoshop. Volendo, e qui rispondo alla domanda, è possibile selezionare risoluzioni maggiori della hdipi per avere più spazio ma ciò, come ho già accennato, riduce i caratteri e le icone. Ci sono delle risoluzioni nascoste: prova a premere scalling tenendo premuto il tasto options: forse riesci a trovare la modalità nativa 100%