Crollo del titolo azionario Netflix: -25,73%

Al termine delle contrattazioni al mercato borsistico tecnologico del Nasdaq di New York, il titolo azionario Netflix (NFLX) aveva chiuso con un rassicurante +3,18%, poi a mercati chiusi sono arrivati i risultati finanziari dell’ultimo trimestre e nell’after hours NFLX è letteralmente precipitato da $348,61 per azione e $258,73 (-25,73%).
La causa di questo tonfo è il mancato raggiungimento di 2,5 milioni di abbonati, ne mancano oltre 200mila all’appello. Si tratta della prima flessione in dieci anni che sotto molti aspetti ricorda quello di Facebook di pochi mesi fa. Deluse anche le stime degli esperti di Wall Street per quanto riguarda il fatturato pari a $7,87 miliardi, rispetto ai $7,93 miliardi attesi.
Secondo Netflix, due sono le cause di questo tonfo: la prima è la sospensione del servizio in Russia come segno di protesta contro l’invasione dell’Ucraina, che è costata la perdita di 700.000 abbonati. La seconda riguarda la condivisione della password, infatti 222 milioni di famiglie paganti in America e Canada stanno condividendo l’account con altre 100 milioni di famiglie che ovviamente non portano alcun ricavo.
In realtà ci sarebbe anche un terzo motivo: l’agguerrita concorrenza dei rivali storici e di quelli “emergenti” come Apple TV+ e Disney+.
Nel secondo trimestre del 2022, Netflix prevede di perdere due milioni di abbonati. Il co-CEO di Netflix, il leggendario Reed Hastings, ha fatto sapere che oltre ad affrontare il problema della condivisione delle password, verrà offerto anche un piano più conveniente con le pubblicità.


3 commenti
Potrei valutare di riattivare l’abbonamento solo se metteranno a disposizione un piano singolo in qualità 4K. L’SD nel 2022 non esiste.
Infatti è assurdo che per uno streaming di qualità bisogna sottoscrivere un abbonamento premium da €18… è normale che ci si “allea” con amici e parenti. Tra l’altro Netflix è l’unico ad adottare questa politica.
Beh, non gliel’ha ordinato il dottore di sospendere il servizio in Russia. Sarebbe come se, Apple, sospendesse la vendita dei suoi prodotti in Italia per punire questi incapaci al governo che, nella gestione della pandemia, hanno sospeso dal lavoro miglia di cittadini sani. Chi paga? Sempre i cittadini che non hanno colpe. Di quali colpe gravi si sarebbero macchiati i cittadini russi per vietargli di guardare i film? Queste cose illogiche davvero non le capisco. Le sanzioni devono essere fatte al governo, non ai cittadini. Comunque non mi dispiace. Amo la tecnologia, ma il mondo ha preso una brutta piega. Che vogliamo fare, stare sempre seduti sulla poltrona a guardare film? Sono diventati tanti (troppi) ad offrire film in abbonamento. Una volta le persone impiegavano il tempo in maniera più costruttiva piuttosto che stare seduti davanti ad uno schermo, perdendo il senso con la realtà e… impigrendosi. Ci alziamo con l’iPhone e lo teniamo in mano tutto il giorno, anche mentre mangiamo poi, tanto per fare qualcosa di diverso, ci sediamo in poltrona a guardare film (sempre con l’iPhone in mano, magari guardando un altro film in contemporanea).