Attacco hacker a iPhone italiani, perchè non bisogna preoccuparsi
Il Threat Analysis Group (TAG) di Google ha pubblicato un articolo su un spyware di RCS Labs, una società italiana che ha preso di mira iPhone e telefoni Android in Italia e Kazakistan. Una volta installato, lo spyware sarebbe grado di monitorare messaggi e contatti dell’utente.
Tuttavia, le falle utilizzate da RCS Labs sono state chiuse tempo fa da Apple, alcune addirittura risalgono a iOS 12 (2018-2019), quindi gli utenti iPhone che hanno effettuato gli aggiornamenti con regolarità non rischiano nulla.
Questo è l’elenco delle vulnerabilità sfruttate dallo spyware di RCS Labs, e la versione di iOS con cui Apple ha chiuso la falla:
– CVE-2018-4344 (alias LightSpeed): iOS 12
– CVE-2019-8605 (alias SockPuppet): iOS 12.3
– CVE-2020-3837 (alias TimeWaste): iOS 13.3.1
– CVE-2020-9907 (alias AveCesare): iOS 13.6
– CVE-2021-30883 (alias Clicked2): iOS 15.0.2
– CVE-2021-30983 (alias Clicked3): iOS 15.2
Apple ha rilasciato gli aggiornamenti di sicurezza per chiudere queste falle anche per iPadOS, macOS, watchOS e tvOS.
L’articolo di Google spiega che solo gli utenti in Italia e Kazakistan sono stati oggetto dell’azione degli hacker, ma non viene precisato quanto sia stato diffuso l’attacco.
Secondo il colosso di Mountain View, l’attacco inizia con un link web inviato a un utente che reindirizza ad una pagina che tentava di convincere la vittima a scaricare e installare una app dannosa.
In alcuni casi gli hacker sono riusciti a disabilitare la connessione dati della vittima, per poi inviare un SMS che invitava a scaricare una app in grado di risolvere il problema, con le sembianze di quella ufficiale del gestore mobile dell’utente preso di mira. In altri casi, quando i cybercriminali non sono riusciti a disabilitare la connessione dati dell’iPhone, hanno inviato un SMS per scaricare una app che prometteva di riattivare l’account sospeso di Facebook, WhatsApp o Instagram. Naturalmente l’app scaricata non era altro che lo spyware.
Per distribuire l’app destinata agli iPhone, i pirati informatici hanno semplicemente seguito le istruzioni di Apple su come distribuire app interne proprietarie sugli iPhone e iPad.


4 commenti
Ma quale utente iPhone installa una app al di fuori dell’App Store? Posso capire un utente Android che è abituato ad una situazione del genere, ma per l’iPhone è una procedura anomala e quanto mai sospetta.
Infatti, tra l’altro per installare una app al di fuori dell’App Store bisogna prima scaricare e attivare il certificato sviluppatore di chi ha realizzato l’app, insomma una procedura insolita per la quasi totalità degli utenti iPhone.
E se una è “costretta” per motivi lavorativi ad installare un app che non è dentro AppStore, come è cosa può fare per evitare che ci sia qualcosa di strano all’interno, esiste tipo una scansione antivirus su iOS iPhone, per verificare che è tutto a posto? Ad esempio sul Mac ho installato malwerabyte….
Grazie
Non esiste un anti-virus per iPhone perchè non esistono virus per la piattaforma iOS grazie all’App Store. Se per “motivi lavorativi” intendi che la tua azienda ti fornisce una sua app, non dovresti correre rischi, non ha senso che la tua stessa azienda rubi i dati sul tuo iPhone, che tra l’altro dovrebbe essere quello che ti ha fornito. Se non è questo il caso, allora evita di installare app da fonti non affidabili.