Apple “sequestra” il MacBook Pro di un avvocato milanese: qualcosa non quadra

L’avvocato Diego Gaetano Braghò ha avuto un problema con il suo MacBook Pro, e si è rivolto all’Apple Store di Piazza Liberty a Milano, qui un tecnico del Genius Bar ha diagnosticato un guasto per €683 inclusa l’IVA.
Alla riconsegna “il costo dell’intervento viene elevato al limite massimo”, riporta il Corriere della Sera online, omettendo però di riportare la cifra.
L’avvocato si rifiuta di pagare perché: “Non avevo richiesto né autorizzato la sostituzione dello schermo, che non aveva nessun problema se non un’impercettibile scheggiatura in un angolo”, riporta il sito affariitaliani.it che riferisce anche un’altra dichiarazione di Braghò: “In questione non ci sono i quasi 700 euro della fattura ma un principio”.
Impossibile non notare che “i quasi 700 euro” corrispondo ai €683 menzionati dal Corriere, e la frase “il costo dell’intervento viene elevato al limite massimo” farebbe pensare che la riparazione prevedeva almeno due sostituzioni, e una, quella del display, per qualche motivo richiedeva ulteriori verifiche prima di effettuarla.
Nasce una animata discussione che coinvolge cinque membri dell’Apple Store e l’avvocato, al quale viene offerto uno sconto del 20% perché, per un disguido di cui Apple si è assunta la responsabilità, il portatile è stato riconsegnato diversi giorni dopo la data concordata.
L’avvocato non accetta e decide di procedere giudiziariamente chiedendo la riconsegna del portatile che l’Apple Store ha “sequestrato”, cosa che ottiene con una procedura d’urgenza. Da notare che la riconsegna del MacBook Pro non significa che Braghò ha ragione, ma che Cupertino deve procedere a sua volta per vie legali per il pagamento della riparazione.
Le poche volte che mi sono rivolto all’assistenza presso un Apple Store per un guasto, effettuata la diagnosi mi è stato sottoposto un preventivo da firmare che poi non è stato cambiato.
La vicenda è poco chiara, il comportamento descritto non è da Apple, nessun quotidiano che riporta la notizia specifica quanto era il preventivo “iniziale” e quello “finale”, ammesso che ne siano stati elaborati due.


13 commenti
Effettivamente qualcosa non quadra. Una volta ho avuto un problema con il mio Mac, mi dissero prima di lasciarlo che potevo scegliere, se ci fosse stato un problema e una variazione al preventivo, se accettare comunque la variazione a priori o se farmi notificare la variazione.
Il fatto che il Corriere riporta “limite massimo” significa che il preventivo aveva due prezzi almeno. Bisognerebbe vedere il preventivo, ma secondo me l’avvocato ha equivocato.
Le mie esperienze all’ Apple Store di Monaco di Baviera, dove vivo, sono, da tantissimi anni, sempre state positive e professionali. Mai un Euro in più di quanto preventivato. Stessa esperienza positiva, quando ho avuto bisogno in italia, presso Ikorner di Pistoia. Anche da loro, mai un Euro in più di quanto preventivato e, semmai, se vi è stato qualcosa di più “grosso” hanno proceduto alla riparazione solo dopo avermi telefonato e ottenuto il nulla osta.
Un avvocato che vince contro il colosso apple?
Esiste miglior biglietto da visita?
Mai avuto i problemi con Apple Store, sono sempre stati collaborativi e professionali. Prima che si facesse qualcosa, mi mandavano il preventivo. Questo avvocato non so se la storia fosse vera perché il contenuto è abbastanza strano… So che Apple Store di Milano Piazza Liberty non hanno i tecnici per riparazione, di solito mi mandavano di andare altri Apple Store esempio Carugate oppure Rozzano che li ci sono i tecnici qualificati. Per questo la sua storia mi puzza un po…
Concordo. Le mie esperienze Apple Store finora (e qui incrocio davvero le dita per il futuro…) non sono state solo positive. Di più. MacBook 2009 caduto sul marciapiede (borsa a tracolla che si rompe), chassis piegato vicino alla porta ricarica. Portato all’Apple Store di Carugate, tanti anni fa, con garanzia scaduta da anni. Il tecnico appena visto si è preoccupato anche più del sottoscritto. Portato in laboratorio, check completo, reinstallazione OS, check su come girava. Costo? Nulla, e un sorriso del tecnico. Anni dopo problema con Office: programmi bloccati.
Assistenza on line: risponde una gentilissima operatrice, un ingegnere informatico dall’Albania.
Mi chiede di attendere un attimo: voleva chiedere l’autorizzazione a seguirmi anche se ampiamente fuori garanzia. Permesso accordato da Apple. Due ore di assistenza telefonica, costo zero, e… null’altro da aggiungere, vostro onore.
Ah, si: il MacBook 2009 ancora gira.
A me comunque sembra impossibile se non assurdo che in uno store importante come quello a Milano a Piazza Liberty non ci siano tecnici specializzati, ne sei proprio sicuro? Comunque quando mi è capitato di andare in assistenza per un prodotto Apple se prima non accettavo il preventivo la riparazione non veniva eseguita, ed anche qualsiasi ulteriore variazione successiva veniva comunicata per avere l’autorizzazione alla riparazione, mi sembra un episodio poco chiaro.
Scusatemi, ma usare la parola “sequestro” del MacBook perché Apple non lo voleva riconsegnare al proprietario se non veniva pagata la fattura mi sembra assurdo, da sempre se una persona porta a riparare un dispositivo che sia un computer, una TV etc se la riparazione non viene pagata il prodotto non viene riconsegnato e penso che sia permesso dalla legge, la stranezza in questo caso che l’avvocato sia riuscito a farselo riconsegnare senza pagare e che Apple deve a sua volta mettere un legale per ottenere il pagamento della fattura, secondo me nel racconto una delle due parti deve aver omesso di dire qualcosa. Comunque sfido qualsiasi persona comune a riuscire a farsi ridare un prodotto riparato senza prima pagare la fattura!
si chiama diritto di ritenzione art 1152 c.c.
Ho due perplessità.
1. Il preventivo è stato accettato, per la cifra massima di €683, che è quella richiesta per il ritiro (al lordo dello sconto del 20%).
Nel preventivo, oltre alla cifra massima, sono descritte anche tutte le operazioni che concorrono a formare quel costo, ivi compresa, in questo caso, la sostituzione dello schermo.
Se non accetti il costo o qualche altro elemento del preventivo (ipotizzata sostituzione dello schermo), non lo firmi, ringrazi, saluti e vai via (con il tuo MacBook Pro sotto braccio).
Tertium non datur.
2. L’Apple ID ed il relativo indirizzo email era vecchio e non più in uso.
Domanda: chi gliel’ha dato all’Apple Store? Forse lui stesso? Io non lo so, ma mi pare che la responsabilità di questo disguido sia molto probabilmente del cliente.
Riflessione finale:
vuoi farti un po’ di pubblicità gratis? Manda ai giornali una storia contro Apple e fai felici in tanti.
Concordo sull’idea della pubblicità…
Non so fino a che punto tutto questo sia una pubblicità positiva per l’avvocato. Prima di tutto è un avvocato che si mette a perdere tempo per €700… anche meno perchè una parte di questa cifra compre la riparazione che lui si aspettava. Ma poi la storia è raccontata male, sembra quasi che si sia mosso in maniera avventata.
Volevo fare i miei complimenti al giornalista del Corriere e dell’altro quotidiano. Dovendo riportare una notizia su un preventivo che sarebbe stato modificato all’insaputa del cliente, nessuno dice che il costo iniziale era X, mentre quello finale era Y. E allegare ai ripsettivi articoli una copia del preventivo firmato e ricevuto via email dall’avvocato sarebbe stato troppo professionale?
Poi vorrei fare i miei complimenti, questa volta non ironici, al nostro Uomo Ragno che a differenza di altri siti dell’area Apple ha riportato la notizia evidenziando subito che tutta la storia è poco chiara.