Recensione: Air Twister, un titolo da sala giochi anni ’80 | Apple Arcade

Quello di Yu Suzuki è un nome a dir poco leggendario tra gli appassionati di videogiochi. Prima ancora di imbarcarsi nell’epica serie di Shenmue, infatti, il geniale designer nipponico ha firmato capolavori senza tempo del calibro di Out Run e Space Harrier, entrati di diritto nel novero dei titoli più popolari di tutti i tempi tra quelli giunti nelle sale giochi.
Ed è proprio a Space Harrier che Yu Suzuki si è ispirato per il suo ritorno sulle scene: Air Twister non fa infatti mistero di volerne rappresentare una sorta di seguito spirituale e riesce pienamente in tale intento. Il gioco colpisce immediatamente per la realizzazione audiovisiva, davvero incredibile. Gli scenari sono tanto fantasiosi quanto improbabili e propongono passaggi sull’acqua, giganteschi funghi sospesi, scheletri semisepolti nella sabbia e via di questo passo, ma non brillano soltanto per il loro elevatissimo tasso di psichedelia. Sono invece eccellenti anche dal punto di vista squisitamente tecnico, con riflessi e giochi di luce che si alternano senza soste e arricchiscono le strutture dei fondali senza mai cadere in alcun eccesso.

L’accompagnamento musicale, da parte sua, è suddiviso tra pezzi di ispirazione classica e brani che fanno spudoratamente il verso ai Queen e il risultato finale è bizzarro ed esaltante al tempo stesso. Le meccaniche di gioco sono più o meno le stesse di Space Harrier, per cui l’eroina vola sullo schermo e dev’essere spostata con un dito per consentirle di evitare gli avversari e i proiettili. I comandi sono intuitivi e precisi e sono stati semplificati al massimo, ma non ne risulta una struttura banale. È infatti possibile trascinare un dito sullo schermo per agganciare bersagli multipli mentre si schivano i colpi e scatenare quindi una piccola tempesta di fuoco, spettacolare ed efficace in egual misura.
Il ritmo è sempre elevato, i livelli sono brevi come da tradizione per i giochi arcade e gli scontri con i boss sono intensi al punto giusto, nonché ancora più spettacolari delle sezioni di gioco regolari in quanto a ricchezza grafica. È inoltre possibile raccogliere delle piccole stelle che possono essere accumulate e poi spese per ottenere potenziamenti e bonus secondari.

Considerazioni finali
La longevità ne trae indubbiamente beneficio, dal momento che il giocatore viene costantemente spinto a migliorarsi, e lo stesso vale per le classifiche globali che stimolano la competizione. La scelta di offrire controlli semplici e immediati e la volontà di creare un prodotto affine a quelli che affollavano le sale giochi negli anni ’80 hanno in qualche modo limitato la profondità di Air Twister, che deluderà chi cerca un’esperienza più corposa e articolata.

Non è a questo genere di titolo, però, che Yu Suzuki mirava: Air Twister è nato con il preciso scopo di replicare i fasti di Space Harrier e non è possibile muovergli alcun appunto in tal senso, a testimonianza di quanto lo sviluppatore giapponese abbia avuto le idee chiare sin dal principio sulla stesura del suo gioco.
Punteggio (da 1 a 5):
Pro: grafica psichedelica; incredibile ambientazione fantascientifica; comandi intuitivi e precisi; ottima longevità.
Contro: nessuno in particolare.
Compatibilità: almeno, macOS 12 e iOS/iPadOS/tvOS 13.
Prezzo: incluso in Apple Arcade (€5/mese).
Produttore: YS NET.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


2 commenti
Fantastico!
Anni ‘80? Dalla grafica non si direbbe proprio. Sembra più una grafica di fine anni ‘90. Non conosco il gioco ma… viva i giochi anni ‘80. E ovviamente viva gli anni ‘80.