Mark Zuckerberg è dotato di umorismo: WhatsApp tutela la privacy meglio di iMessage

Come Windows e sicurezza non si possono scrivere nella stessa frase, lo stesso vale per Facebook & C. e la privacy, in entrambi i casi per ben noti motivi.
Tuttavia, tramite un post su Instagram, Mark Zuckerberg, CEO di Meta, ritiene che WhatsApp è “molto più privato e sicuro” rispetto a iMessage, il servizio di messaggistica di Apple:
“WhatsApp è molto più privato e sicuro di iMessage, con una crittografia end-to-end che funziona sia su iPhone che su Android, comprese le chat di gruppo. Con WhatsApp puoi anche impostare tutte le nuove chat per scomparire con il tocco di un pulsante. E l’anno scorso abbiamo introdotto anche backup crittografati end-to-end. Tutto ciò che iMessage non ha ancora.”
Il post è corredato di una foto di una pubblicità in cui si vede un fumetto verde (i messaggi inviati dagli utenti Android a quelli iPhone), un fumetto blu (iMessage) e un terzo e ultimo fumetto “Private Bubble” con la doppia spunta blu (WhatsApp).
Da un punto di vista puramente tecnico, Zuckerberg ha ragione perché quando si attiva il backup iCloud di iMessage, le chat vengono crittografate sui server di Cupertino, insieme alla chiave per decrittografare i messaggi, quindi si tratta di una crittografia “In transito” e “sul server”, non “End-to-end”.
Dunque, se Apple volesse, potrebbe leggere il backup iMessage degli utenti, accedere alla chiave e decrittografare i messaggi, e anche fornirla a qualsiasi Governo o altra organizzazione. Per i paranoici della privacy, per aggirare il “problema” è sufficiente disattivare il backup iCloud di iMessage e effettuarlo sul proprio Mac.
Ma stando a ProPublica, un’organizzazione giornalistica investigativa senza scopo di lucro con una solida reputazione, quando un utente WhatsApp preme il pulsante “segnala” per una presunta violazione dei termini di servizio della piattaforma, uno speciale software invia al personale di una “sezione segreta” di Meta cinque messaggi, quello presumibilmente offensivo insieme ai quattro precedenti, comprese eventuali immagini o video, in forma non codificata. Naturalmente tutto questo è in contrasto con la crittografia end-to-end delle chat di WhatsApp che permettere solo al mittente e al destinatario di leggere il messaggio.


3 commenti
Il solito Pennywise
Whatsapp è uno strumento di sorveglianza da 13 anni, inutile anche aggiornare WhatsApp all’ultima versione, perché un bug esattamente identico a questo viene scoperto in WhatsApp ogni anno, a partire dal 2017 fino a oggi, non si tratta di caso o incidenti, bensì di «Backdoor impiantate», porte d’accesso secondarie lasciate volutamente aperte «Se una backdoor viene scoperta e deve essere rimossa, ne viene aggiunta un’altra»
https://www.macitynet.it/whatsapp-sorveglianza-pavel-durov/
In realtà non c’è bisogno di un investigatore privato per sapere che Whatsapp riceve gli ultimi 5 messaggi se segnali qualcuno: lo spiegano loro stessi nel centro assistenza.