Amazon licenzierà oltre 18.000 dipendenti, anche in Europa

A novembre, il Wall Street Journal aveva annunciato che Amazon avrebbe licenziato circa 10.000 persone, ma si è trattata di una stima ottimistica perché il CEO di Amazon, Andy Jassy, ha fatto sapere che “poco più di 18.000” dipendenti perderanno il posto di lavoro, molti dei quali della divisione Dispositivi e Libri, degli Amazon Stores (negozi fisici) e PXT (risorse umane). Le persone interessate saranno avvisate a partire dal 18 gennaio.
“Ci sforziamo di sostenere le persone colpite e offriamo misure che includono l’indennità di licenziamento, prestazioni transitorie di assicurazione sanitaria e assistenza esterna al reclutamento.” si legge nella nota di Jassy, dove è anche specificato che i licenziamenti interesseranno anche i dipendenti europei.
La pandemia di COVID-19 avev aumentato gli acquisti online, al punto che Amazon aveva assunto 427.300 persone tra gennaio e ottobre 2020, portando a 1,5 milioni i dipendenti alla fine del 2021, il doppio rispetto al 2019. Ma con il ritorno alla normalità e un contesto economico incerto, gli acquisti online sono drasticamente diminuiti con l’utile netto che ha fatto registrare un calo del 9%.
Meta ha licenziato più di 11.000 dipendenti, Twitter circa 3.700, la metà dei suoi dipendenti e fornitori esterni, mentre Apple si è limitata a non assumere in determinati settori.


2 commenti
18 mila non sono pochi. Secondo me c’è qualcos’altro dietro. Forse avranno intenzione di sostituire la forza umana con i droni.
Non sono poi molti, se raffrontati alla forza lavoro complessiva di 1,5 milioni di dipendenti. Se consideriamo poi che diverse funzioni prima svolte dagli umani ora siano del tutto automatizzate si può spiegare l’esubero.