Recensione MacBook Pro 14″ e 16″ M2 Pro e M2 Max, il problema è che sono troppo potenti

Quando Apple progetta un nuovo Mac, generalmente il design rimane immutato per almeno cinque o sei anni, e in questo tempo vengono aggiornati solo i vari componenti interni, come il display e il processore.
I MacBook Pro 14” e 16” M1 Pro e Max rilasciati nel 2021 sono stati completamente riprogettati rispetto ai precedenti modelli lanciati nel 2016. Dal punto di vista del design rappresentano il “nuovo corso” voluto da Tim Cook perché è stata infranta la “regola di Steve Jobs” (e di Jonny Ive): il dispositivo successivo dovesse essere più sottile e leggero di quello precedente. In pratica, se prima prevaleva l’estetica alla praticità, adesso è esattamente il contrario (e questo è anche uno dei motivi che ha spinto Ive a lasciare Apple).

Quindi, i nuovi MacBook Pro 14” e 16” M2 Pro e Max sono esteticamente uguali ai modelli del 2021, hanno sempre tutte le porte che reclamavano a gran voce i professionisti, ma come i modelli che sostituiscono sono anche più grandi e pesanti rispetto ai MacBook Pro del 2016. Tuttavia, il maggior peso è bilanciato dal fatto che non è necessario portarsi dietro il caricabatterie grazie all’incredibile efficienza energetica degli Apple Silicon che permettono alla batteria di durare tutto il giorno.

Differenza tra M2 Pro e M2 Max
Prima di confrontare l’M2 Pro e l’M2 Max, bisogna parlare brevemente dell’M2, che equipaggia dall’estate scorsa il MacBook Air e il MacBook Pro 13”, e da gennaio anche il Mac mini. I core della CPU e della GPU nell’M2 sono gli stessi che si trovano nel chip A15 di Apple, utilizzati per gli iPhone 13. Inoltre l’M2 eredita il “media engine” che era una esclusiva degli M1 Pro e M1 Max, un motore che accelera le prestazioni nella codifica e decodifica dei video 4K.
I chip di Apple continuano a diventare sempre più potenti. In generale, ogni core della CPU M2 è dal 12% al 15% più veloce del core M1 equivalente, quindi i Mac M2 non offrono quell’incredibile aumento di prestazioni che ha letteralmente umiliato i Mac con processori Intel, ma un aumento incrementale rispetto ai modelli M1 precedenti. Del resto, con gli iPhone non c’è mai stato un incremento di prestazioni “sbalorditivo” da un modello all’altro.

È importante sottolineare che non c’è differenza tra i vari core dell’M2 nelle sue diverse varianti, sia quelli della CPU, sia quelli della GPU, sono esattamente identici, come testimoniano i risultati dei test singolo-core di Geekbench. La maggiore velocità dei processori M2 Pro e M2 Max rispetto all’M2 “standard” è in gran parte dovuta dal maggior numero di core. Inoltre, la velocità scala in modo quasi lineare, anche se con rendimenti decrescenti in base al numero di core per le prestazioni (i core di efficienza hanno il compito di ottimizzare il consumo energetico, e quindi incidono poco o nulla sulle prestazioni).
Il MacBook 14” nella configurazione base ha 10 core per le prestazioni, ma in fase d’ordine è possibile passare a 12 core, che sono esattamente gli stessi 12 core offerti di default sull’M2 Max. La potenza della CPU è identica come testimoniano sempre i benchmark Geekbench 5.
Una differenza tra l’M2 Pro e l’M2 Max è nel numero dei core disponibili per GPU: Apple ha limitato l’M2 Pro a 19 core GPU, mentre l’M2 Max può avere fino a 38 core GPU.
Un’altra differenza è rappresentata dalla RAM unificata, l’M2 Pro può essere equipaggiato con un massimo di 32GB, mentre l’M2 Max fino a 96GB. E la larghezza di banda della memoria sull’M2 Max è il doppio di quella dell’M2 Pro. Inoltre, l’M2 Max è migliore nella codifica e decodifica video perché un media engine costituito da due motori di codifica video e due motori video ProRes, il doppio rispetto all’M2 Pro, quindi come si può intuire in alcune attività di codifica video l’M2 Max sarà due volte più veloce, come testimonia il test di esportazione con Final Cut Pro.

Se il vostro lavoro si basa su applicazioni che impegnano solo la CPU, i core GPU in più dell’M2 Max non offriranno alcun contributo, e quindi la scelta giusta è il modello con l’M2 Pro. A meno che non abbiate bisogno di enormi quantità di RAM molto veloce e del maggior numero possibile di core per le prestazioni, allora l’M2 Max è la scelta migliore, ma a caro prezzo e non sfrutterete la potenza della GPU.
GPU

L’M2 Pro base ha una GPU a 16 core, due in più rispetto alla M1 Pro. Su Geekbench 5, questo si traduce in un aumento delle prestazioni grafiche del 21%. Optando per la M2 Pro con 19 core GPU il guadagno è del 36%. Il MacBook Pro con M2 Pro a 19 core GPU è due volte più veloce del MacBook Air M2 o del MacBook Pro 16″ 2019 con una Radeon Pro 5500M da 8GB. Il chip M2 Max con 38 core GPU è il 27% più potente del top di gamma M1 Max con 32 core GPU.
SSD
I nuovi MacBook pro 2023 sono più veloci rispetto ai modelli che sostituisco, fatta eccezione per l’SSD da 512GB. Nel test Blackmagic Disk Speed la velocità di scrittura massima è stata 3,21GB/s per il nuovo SSD, rispetto a 4,3GB/s per il precedente. In lettura, il divario è minore: 2,98 GB/s per il nuovo, contro 3,2 GB/s per il vecchio.

Un calo significativo delle prestazioni era già stato notato sull’SSD da 256 GB del MacBook Air M2 e del MacBook Pro 13″ M2. La causa è la riduzione del numero di chip NAND. Secondo un analista intervistato da iFixit, al momento c’è scarsa disponibilità dei moduli da 128 GB, cosa che ha costretto Apple a utilizzare quelli da 256 GB.

Lo storage NAND tende a funzionare meglio in parallelo (in coppia), ecco spiegato perchè l’SSD dei due nuovi portatili Apple è più lento rispetto a quello utilizzato sui modelli precedenti.
Attenzione alla RAM
La scelta della quantità di RAM in fase d’ordine è più importante che mai, oltre all’SSD anche la RAM non è aggiornabile in un secondo momento, inoltre la memoria “unificata” è condivisa tra CPU, GPU e Neural Engine, e anche con gli eventuali display esterni, riducendo la quantità disponibile per il resto.

HDMI 2.1
I MacBook Pro 2023 hanno una porta HDMI 2.1 al posto della porta HDMI 2.0, ma stranamente Apple non menziona questa novità, che però è importante. Infatti, con una larghezza di banda di 18 Gb/s, la porta HDMI 2.0 dei MacBook Pro 2021 permetteva di collegare al massimo un display 4K a 60 Hz. L’HDMI 2.1 (già presente nelle Apple TV 4K 2021 e 2022) porta la larghezza di banda a 48 Gb/s, aprendo la strada ai display 8K (7.680 x 4.330 pixel) a 60 Hz, che tuttavia sono una rarità, e anche molto costosi.

Apple spiega che la porta HDMI dei nuovi MacBook Pro può gestire display 4K fino a 240 Hz, ma lo standard HDMI 2.1 è limitato a 4K 120Hz, quindi è stata utilizzata la tecnica di compressione del segnale video senza perdita, il Display Stream Compression o DSC, ma si tratta di una novità che al momento non è sfruttabile perché sul mercato non ci sono display 4K a 240 Hz compatibili.
I 120 o 240 Hz su display esterno saranno essenzialmente di interesse per i giocatori. Lo stesso vale per il supporto per la variabile refresh rate (VRR), un’altra novità dell’HDMI 2.1. Questa funzione adatta dinamicamente la frequenza di aggiornamento su uno schermo esterno compatibile in base alle immagini trasmesse dal computer, riducendo la latenza e i difetti grafici.
Wi-Fi 6E 802.11ax
A differenza dei MacBook Pro 2021, la nuova generazione utilizza lo standard Wi-Fi 6E e anche il Bluetooth 5.3 invece del 5.0. Lo standard 802.11ax quadruplica la capacità offrendo sette nuovi canali da 160 MHz e altri quattordici canali da 80 MHz, e riduce le interferenze utilizzando una nuova banda da 6 GHz. Collegati a 6 GHz, i MacBook Pro 2023 hanno una velocità massima di 2,4 Gb/s, il doppio rispetto a una rete a 5 GHz.
Batteria
La cosa più sorprendente dell’architettura Apple Silicon è che il guadagno in prestazioni non va a scapito dell’autonomia. Già eccellente sulla generazione precedente, Apple promette un’ora in più sui MacBook Pro 2023: fino a 12 ore di navigazione web e 18 ore di riproduzione video sull’app Apple TV per il 14″, e 15 ore di navigazione web e 22 ore di riproduzione video per il 16”.
Ho utilizzato il MacBook Pro 14″ M2 Pro per una intera giornata, e si è spento dopo 9 ore, 30 minuti in più rispetto allo stesso test effettuato con il modello precedente. Durante la prova, ho utilizzato una quindicina di applicazioni, molte legate al web e alla mia attività di blogger (MarsEdit per scrivere gli articoli), diverse app social e la luminosità dello schermo è stata impostata all’80%. Nel test di riprodurre un video HD in loop su Netflix con lo schermo e il suono impostati al 50%, il MacBook Pro 16″ M2 Pro si è spento dopo 21ore e 15 minuti, quindi non lontano dalle 22 ore di riproduzione video dichiarate da Apple.
Caricabatterie
I caricabatterie differiscono a seconda dei modelli. Il MacBook Pro 14″ entry-level viene fornito con un caricabatterie da 67 W, gli altri 14″ di uno da 96 W, quest’ultimo consentire una ricarica rapida del 50% in soli 30 minuti (ci vogliono 1 ora e 30 per una carica completa).
Per quanto riguarda i MacBook Pro da 16″, vengono tutti dotati di un caricabatterie da 140 W. La ricarica può essere effettuata con il cavo MagSafe fornito o con un cavo USB-C. Dall’anno scorso, ci sono nuovi cavi USB-C che supportano 240 W invece di 100 W, ma sono inutili con i MacBook Pro 2021/2023. Le porte Thunderbolt 4 delle sono infatti limitate a 94 W. In altre parole, per caricare il più rapidamente possibile il MacBook Pro 16″ (circa il 50% in 30 minuti), è ancora necessario utilizzare il cavo MagSafe.
Considerazioni finali
I chip Apple Silicon sono incredibilmente potenti. Il MacBook Air M1 del 2020 è più veloce del mio MacBook Pro 16” Intel Core i7 del 2019 (che è costato il triplo), e nonostante non abbia il media engine dell’M2, è in grado di portare a termine alcuni “task pro”, quando l’ultimo Air Intel non era in grado neppure di aprire i relativi file.

Se l’M2 dei nuovi MacBook Air e MacBook Pro 13” offre una potenza adatta ad un certo tipo di professionisti grazie al media engine, con i nuovi MacBook Pro 14” e 16” c’è il rischio di acquistare un portatile fin troppo potente che si sfrutterà solo parzialmente. Tuttavia ci sono almeno quattro motivi per preferire i MacBook Pro 14” e 16” ai più economici MacBook Pro 13” o MacBook Air M2:
– Display, il display retroilluminato mini-LED è eccezionalmente luminoso, supporta l’HDR e offre la tecnologia ProMotion ad alta frequenza di aggiornamento per uno scorrimento incredibilmente fluido. E non meno importante, sono più grandi rispetto a quelli del MacBook Air/Pro 13″.
– RAM, il chip M2 supporta fino ad un massimo di 24 GB di RAM. Se la vostra attività richiede più memoria, allora i MacBook Pro sono quello che fa per voi.
– Porte, i MacBook Air/Pro 13″ hanno solo due porte Thunderbolt 4 rispetto alle tre dei MacBook Pro. Non ha uno slot per per schede SD, quindi dovreste portavi dietro un lettore esterno. Inoltre non ha la duttile porta HDMI, assenza che vi costringerebbe a portavi dietro degli adattatori.
– Monitor esterno, i MacBook Air/Pro 13” supportano un solo display esterno. Se il vostro lavoro prevede una configurazione con doppio display, i MacBook Pro possono supportare due display esterni, o quattro, se acquisterete il modello con M2 Max.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: prestazioni elevatissime; autonomia batteria aumentata; display superlativo; ottimi altoparlanti; connettività versatile e all’avanguardia (Wi-Fi 6E e HDMI 2.1).
Contro: i prezzi sono aumentati.
Prezzi: disponibili su Amazon anche in 5 rate senza interessi e senza dover aprire una pratica di finanziamento.
– € 2.499: M2 Pro CPU 10‑core GPU 16‑core, 16GB di memoria unificata, SSD da 512GB
– € 3.099: M2 Pro CPU 12‑core GPU 19‑core, 16GB di memoria unificata, SSD da 1TB
– € 3.799: M2 Pro Max CPU 12-core GPU 30-core, 32GB di memoria unificata, SSD da 1TB
– € 3.099: M2 Pro CPU 12-core GPU 19-core, 16GB di memoria unificata, SSD da 512GB
– € 3.329: M2 Pro CPU 12-core GPU 19-core, 16GB di memoria unificata, SSD da 1TB
– € 4.249: M2 Mac CPU 12-core GPU 38-core, 32GB di memoria unificata, SSD da 1TB
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


16 commenti
È arrivato il momento di mandare in pension eil mio MacBook Pro 15″ Intel…
Bella recensione, grazie mille.
Il fatto che non siano aggiornabili complica la scelta, per paura di comprare un portatile sottodimensionato si finisce per comprarlo sovradimensionato buttando un sacco di soldi.
Se non hai grosse esigenze tipo final cut con più tracce video 4K in contemporanea, ti posso assicurare che essendo passato da iMac intel I5 27′ 2017 al Mac mini M1 base, ti posso dire che in confronto, quest’ultimo è una scheggia e te lo dice uno che il Mac lo usa dal 2000. Mio figlio ha l’air stesso processore, strasoddisfatto con batteria che ti dimentichi quando caricarlo……unico mio rammarico il video dell’iMac era meglio dell’attuale anche se ho preso un hawavei 28,2 non proprio da 2 euri
Certo che il confronto con gli ultimi MacBook Pro Intel è veramente impietoso, tra l’altro il mio 16″ Core i7 del 2019 diventa un termosifone anche senza fare nulla di particolare.
Figo il mio MacBook Pro M1 Pro e’ piu’ veloce del nuovo!
Stefano mi potresti chiarire una cosa: non ho capito se per pilotare un monitor esterno sia necessario che il mac sia alimentato o se riesce anche solo con la batteria.
Grazie
Riesce anche solo con la batteria 😉🕸
wow finalmente! grazie Stefano
Purtroppo la virtualizzazione con Apple silicon è ancora acerba.. sto pensando al MacBook Pro 14
Non è male, io ho installato Windows ARM con Parallels, certo è una beta, ma Microsoft ha anche aggiunto un emultaore per far girare le app Win.
Siamo giunti a uno stallo…. l’era dell’innovazione è finita. L’arte di Ive e Jobs lasceranno il posto a sterili esercizi muscolari di processore e ram, mentre la vera innovazione sembra aver esaurito la sua crescita.
Dai, non esageriamoi, anche con Jobs e Ive una volta rilasciato un Mac tutto nuovo, poi quelli successivi erano aggiornamenti incrementali per alcuni anni.
occhio che hai sbagliato l’anno e hai messo 2000 🙂
🤦🏼♂️ ooops… ho corretto grazie 🕸
Recensione molto utile! Rimango però con il dilemma se sia troppo poco configurare il macbook air m1 con 16giga di ram e 512 ssd o, al contrario, sia sovradimensionato prendere il macbook pro M2 base con ssd da 1 tera.
Faccio tanto uso di QGis, un po’ di CAD e fotogrammetria/modellazione 3D con progetti non molto grandi (max 150 foto).
Qualcuno potrebbe darmi qualche consiglio? Grazie!
Il MacBook Pro è più indicato, anche se io userei un SSD esterno per non “svenarmi” con l’SSD da 1TB.