Gli attori degli audiolibri protestano contro quelli letti dall’intelligenza artificiale di Apple

All’inizio di gennaio, Apple ha lanciato una serie di audiolibri letti da voci artificiali. Non grandi romanzi o classici, la cui narrazione rimane affidata a professionisti, ma opere di narrativa e romanzi rosa “secondari”.
Tuttavia gli attori e gli artisti che prestano le loro voci a Findaway credono di essere stati fuorviati da Apple.
Il contratto che lega questi artisti a Findaway (ora di proprietà di Spotify), che gli autori dei libri pagano per produrre la versione audio, conteneva una clausola che dava a terzi il diritto di utilizzare i file audio per addestrare i loro modelli di apprendimento automatico. In altre parole, Apple è stata in grado di usare questo lavoro per creare le voci sintetiche che raccontano gli audiolibri distribuiti nell’app Libri.
Diversi attori di Findaway hanno spiegato a Wired che non sapevano nulla di questa clausola, e temono che il loro lavoro di narrazione abbia contribuito allo sviluppo delle voci che Apple usa per i suoi audiolibri, e di perdere il proprio posto di lavoro.
È immediatamente intervenuto il sindacato americano SAG-AFTRA che difende la categoria, e Apple e Findaway hanno concordato di interrompere immediatamente qualsiasi sfruttamento dei file per scopi di apprendimento automatico, almeno per quanto riguarda gli attori iscritti al sindacato, e la decisone è retroattiva, quindi è possibile che diversi audiolibri AI vengano rimossi dell’app Libri.

