Il mercato degli HDD crolla nel 2023

Il 2023 inizia male per i dischi rigidi, infatti le vendite sono molto più basse rispetto allo stesso periodo del 2022, con un calo vertiginoso per il mercato dei server, dell’ordine del 45%.
Tutti i mercati colpiti
I numeri mostrano che le vendite sono significativamente più basse rispetto al 2022 in tre mercati. Per i dischi da 2,5 pollici utilizzati prevalentemente per le unità esterne portatili, il calo è del 33% con 10 milioni di unità rispetto ai 14,9 milioni del 2022 del primo trimestre. Per i dischi da 3,5 pollici, che equipaggiano NAS e dischi rigidi esterni desktop, si passa da 16,4 milioni a 12,5 milioni.
Infine, le vendite di dischi rigidi adoperati sui computer passano da 31,2 milioni a 22,5 milioni. I numeri non indicano se si tratta solo di vendite di PC – il che sarebbe sorprendente considerando i volumi – o se la categoria incorpora anche i dischi rigidi presenti nei decoder TV, per esempio.
Per la categoria “nearline”, che raggruppa i dischi presenti nelle aziende e nei data center, il calo è drastico: 10 milioni di unità contro i 18,8 milioni del 2022 nello stesso trimestre. Es è un problema per i tre grandi produttori di dischi rigidi: i margini sono più alti in questo settore, con un prezzo medio più alto dal momento che i data center contengono dischi rigidi con una maggiore capacità.
Seagate resiste
Per le quote di mercato, stando ai dati disponibili, Seagate soffre poco e rimane il più grande dei tre produttori rimanenti con circa il 44% del mercato. Western Digital è secondo con circa il 36% , e Toshiba è nettamente dietro, sotto il 20%.
Bisogna anche tener conto che le vendite nei PC dovrebbero continuare a diminuire, e il calo delle vendite degli hard disk potrebbe accentuarsi ulteriormente soprattutto se come sembra Microsoft ha intenzione di imporre un SSD nella configurazione minima necessaria per Windows 11.


