Recensione: MacBook Air 15 pollici, il portatile per la produttività intellettuale e creativa leggera

Il MacBook Air è stato a lungo il portabandiera per una produttività “intellettuale” e creativa “leggera”, un attività svolta da un certo tipo di professionisti che non ha bisogno di un computer “pro”. Gli ultimi modelli da 13” con M2 offrono una combinazione di prestazioni, durata della batteria e qualità costruttiva che i portatili Windows non arrivano minimamente ad eguagliare. E anche se si trova saldamente nel “livello premium di oltre 1.000 Euro”, l’Air 13″ ha un rapporto tra qualità e prezzo incredibilmente buono.
In genere, Apple rilascia nuove versioni dell’Air quando ha un nuovo chip, ma l’M3 apparentemente non è ancora pronto. Quindi, invece di un Air 13 pollici aggiornato con un nuovo processore, ha lanciato un MacBook Air più grande con lo stesso chip M2.

Non è la prima volta che Apple propone il suo leggendario MacBook Air in due modelli diversi, ma fino adesso aveva affiancato al tradizionale 13” solo un 11”, e prima ancora aveva commercializzato l’iBook 14”. Quindi il MacBook Air da 15” è il primo portatile consumer con un display più grande.
Nonostante i portatili Windows da 15 pollici siano la dimensione più popolare nel lato oscuro dell’informatica, lo schermo più grande disponibile per il MacBook Air è stato da 13 pollici. Chi desiderava un portatile Mac con un display più grande doveva scegliere uno leggermente più grande, il MacBook Pro da 14 pollici (che costa €2.499, ben €1.150 in più rispetto al’Air M2, e €1.270 in più dell’Air M1) o optare per lo schermo sensibilmente più grande del MacBook Pro da 16 pollici (che sota €3.099, più del doppio dell’Air).

Al di là dei prezzi più alti, i modelli Pro sono più spessi, più pesanti e generalmente sovradimensionati per l’utilizzo che la maggior parte delle persone devono fare con un portatile. Non è stata una scelta “divertente” spendere molto di più per chi aveva bisogno solo di uno schermo più grande.
Scelta obbligata a caro prezzo
Ad esempio, dopo aver usato per anni il MacBook Air 13″, sono arrivato alla conclusione che avevo bisogno di un portatile con un display più grande perché la mia attività richiede di tenere due finestre aperte contemporaneamente, Safari per consultare le notizie che poi devo pubblicare sul blog, e MarsEdit, l’applicazione per scrivere gli articoli. Sul 13” pollici, dovevo ridurre entrambe le finestre, in particolare quella di MarsEdit, perdendo alcune palette utili, e quindi ero costretto ad un continuo click di pulsanti, ridimensionamento e spostamento delle finestre.

Così nel 2016 ho optato per il MacBook Pro 15”, quello sottilissimo e leggero con solo porte Thunderbolt e la Touch Bar. Sfortunatamente, per la nuova generazione dei suoi portatili Pro, Apple aveva deciso di non offrire il modello con la sola scheda grafica integrata, e così ho dovuto prendere l’entry level con doppia GPU spendendo oltre €2.700. Considerato che il Core 2 Duo e la NVIDIA GeForce 320M dell’Air del 2010 erano ancora più che sufficienti come potenza, mi sono ritrovato con un Intel Core i7 e una AMD Radeon Pro 450 che avrò sfruttato al 10%. La storia si è ripetuta quattro anni più tardi con il MacBook Pro 16” Intel.

Il MacBook Air da 15 pollici risolve questo problema comune a tutti i professionisti che svolgono una attività intellettuale e creativa, quest’ultima senza assillo per la produttività. Pesa 1,5Kg, contro 1,6Kg del MacBook Pro 16” M2 Pro, e 1,3KG del MacBook 15” del 2016. Ha praticamente lo stesso spessore dell’Air da 13 pollici, parte da €1.649, e utilizza lo stesso processore M2 uscito un anno fa. Offre le stesse opzioni per RAM e archiviazione, durata della batteria, numero e tipo di porte e webcam del modello da 13 pollici. L’unica differenza, a parte lo schermo più grande, è un sistema audio a sei altoparlanti (ha due subwoofer in più).
Display

Come il suo fratello minore, anche il MacBook Air 15 pollici ha la tanto odiata e amata “tacca”. Come già scritto in precedenza, a me non dispiace, si guadagna un po’ di spazio in altezza anche perchè Apple ha ridotto la barra di stato, che così è a filo con il notch. Per gli estimatori dei menu extra, è vero che la tacca ruba spazio prezioso, ma ci sono utility di terze parti come Bartender che permettono di risolvere questo esistenziale problema.
Qualitativamente, il display è lo stesso in dotazione con il MacBook Air M2, ovviamente ha una risoluzione maggiore, 2880×1864 pixel, e optando per quella da 1920X1243 si ottiene più spazio. La luminosità (500 nit) è la stessa e a differenza dei MacBook Pro 16”, il display dell’Air 15″ non ha il refresh rate adattivo fino a 120Hz, la frequenza di aggiornamento si ferma a 60 Hz.

Il nuovo portatile, come gli altri Air, prende in prestito la Magic Keyborad del MacBook Pro 14”. I tasti sono ben distanziati, quelli funzione sono a tutta grandezza e il pulsante di accensione a destra include il sensore per l’impronta digitali per lo sblocco Touch ID.
Prestazioni
Una cosa che abbiamo imparato con la transizione Apple Silicon è che indipendentemente dal fattore di forma del computer, le prestazioni di un processore sono le stesse. Ad esempio, l’M1 offre identiche prestazioni su iMac 24”, MacBook Air M1, MacBook Pro M1, Mac mini M1 e perfino l’iPad Pro M1. L’unica “discriminante” riguarda i portatili, gli Air, incluso il nuovo 15” pollici, hanno un sistema di raffreddamento passivo, cioè sono senza ventola, a differenza del MacBook Pro 13” M2 che ha un sistema di raffreddamento attivo, quindi nei lavori impegnativi e prolungati entra in azione la ventola permettendo al processore di funzionare al suo massimo. Invece sugli Air, con lo stesso tipo di lavoro, ad un certo punto entra in funzione il thermal throttling, che farà rallentare il chip fino a che la temperatura si stabilizza. Tuttavia, lo chassis più grande del MacBook Air 15” permette un raffreddamento migliore rispetto a quello più piccolo del MacBook Pro 13” con la ventola, e sorprendentemente lo supera in diversi test.

È il caso di ricordare ancora una volta che l’M2 ha ereditato il media engine che era una esclusiva degli M1 Pro, Max e Ultra. Si tratta di una speciale parte del chip pensato per velocizzare alcuni task, come la codifica e decodifica dei video 4K, tuttavia il media engine dell’M2 ha un numero inferiore di core rispetto a quello dell’M1 Pro.

Per verificare la differenza di prestazioni dell’M2 è stato eseguito il “test throttling” di CineBench, che ripete per 30 minuti consecutivi la prova “standard”. Nel test throttling l’Air 13” M2 è risultato più veloce di oltre il 5%, una differenza trascurabile per molti utenti e difficilmente rilevabile nell’uso reale. Alla fine dei 10 minuti del test, la parte inferiore dell’Air 13” M2 era appena tiepida.

Per verificare le prestazioni video è stato utilizzato lo strumento benchmarking del gioco Tomb Raider con la qualità grafica impostata su Alta e la risoluzione su 1920×1200.


Batteria e Magsafe
Se con i portatili Intel di Apple la dimensione differente del display aveva un impatto rilevante sulla batteria, non è così per i MacBook Apple Silicon. Incredibilmente, Cupertino dichiara per l’Air 15” una autonomia di 18 ore nella riproduzione di film, la stessa dell’Air 13” M2.
Lo Spider-Lab ha effettuato lo stesso test di Apple: scaricare la batteria riproducendo un film HD a 1080p con l’app Apple TV, con luminosità dello schermo impostata a 8 tacche. Come per l’Air 13” M2, anche con il nuovo portatile la batteria è stata inferiore, 17 ore e 26 minuti, appena quattro minuti in meno rispetto all’Air 13” M2.

Come per il fratello minore, anche il nuovo e più grade Air utilizza MagSafe, la vecchia e cara porta di alimentazione che grazie all’aggancio magnetico si sgancia se qualcuno inciampa nel filo di ricarica evitando così che possa cadere rovinosamente in terra. Il connettore e il cavo intrecciato sono in tinta con il colore del portatile. Da segnalare che il caricabatterie in dotazione è quello da 35 W con due porte USB-C.
Prezzi
Le configurazione tra cui scegliere sono due, anzi una sola dal momento che il “top di gamma” si differenzia dall’entry level solo per l’SSD da 512.
– € 1.649: CPU 8‑core, GPU 10-core, 8GB memoria unificata, SSD 256GB, Neural Engine 16‑core, Display Liquid Retina da 15,3″ con True Tone, videocamera FaceTime HD a 1080p, MagSafe 3 per la ricarica, 2 porte Thunderbolt/USB 4, Alimentatore a doppia porta USB‑C da 35W
– € 1.879 stesse specifiche ma con SSD da 512GB.
L’Air da 15” è disponibile nei colori argento, grigio siderale, galassia (oro/champagne) e mezzanotte, un nero che tende al blu, ma che vi sconsiglio vivamente perché attira incredibilmente le ditate.
Considerazioni finali
Prima del MacBook Air 15″, aver bisogno di un portatile con un display più grande comportava un salto da €1.200 a €3.100, cosa che molti non erano disposti a fare, specialmente non avendo bisogno della potenza di un MacBook Pro.
Le dimensioni dello schermo hanno dimostrato di essere un elemento chiave di differenziazione in molte delle altre linee di prodotti Apple, e come anticipato anche il MacBook Air era disponibile in più dimensioni in passato.
C’è un motivo per cui Apple ha deciso di prendere in considerazione un MacBook Air da 15 pollici: in tanti vogliono solo uno schermo più grande perché utilizzano più applicazioni contemporaneamente oppure sono abituati a aprire più finestre nel Finder, e un display da 13” non è l’ideale per questo tipo di attività multitasking, che spesso non richiedono un processore potente come gli M Pro.
L’unico appunto che mi sento di muovere riguarda l’archiviazione, il modello entry level ha un SSD di soli 256GB, e per quello da 512GB occorre spendere ben €230.
Punteggio (da 1 a 5): ![]()
Pro: display da 15”; leggero, sottile; prestazioni; tastiera e trackpad di prim’ordine; incredibile durata della batteria; MagSafe.
Contro: nessuna espandibilità dopo l’acquisto; design un po’ anonimo.
Prezzo: € 1.649 su Amazon, pagabili anche in 5 rate mensili senza interessi da 329,80€ ciascuna, e senza dover aprire una pratica di finanziamento.
Produttore: Apple.
LEGENDA
Ottimo. Confrontato con altri del suo genere, è il migliore in assoluto.
Buono. Mancano uno o due funzionalità per essere ottimo.
Sufficiente. Buon rapporto tra qualità e prezzo.
Insufficiente. Bug e difetti ne sconsigliano l’acquisto o l’utilizzo.
Pessimo. Con gravi problemi hardware o software, inutilizzabile.


38 commenti
Per un uso generale, è difficile battere questa combinazione di qualità costruttiva, velocità e durata della batteria. Vorrei che la configurazione di base fosse di 16 GB di RAM e 512 GB di spazio di archiviazione.
Secondo me le solo due porte Thinderbolt/USB-C non sono un problema, almeno in mobilità, poi per un uso stile postazione desktop basta aggiungere un HUB con ele porte di cui si ha bisogno.
C’è anche una terza porta USB-C quella del caricabatterie dual USB-C in dotazione con l’Air 😉
Se dovessi comprare un MacBook adesso, prenderei un 14″ Pro M1 ricondizionato dallo store Apple. Schermo un poco più piccolo, ma di qualità nettamente superiore (anche con risoluzione maggiore), 16Gb di Ram e SSD da 512 allo stesso prezzo dell’Air con 8MB e 512SSD. Più performante sia come CPU che come GPU, perde solo come autonomia e peso, ma la deiiferenza è davvero poca.
Non è una cattiva idea, ma ci vuole un po di coraggio a spendere €1.800 per un portatile ricondiziato, anche se Apple.
Se bisogna ragionare con i ricondizionati Apple e sconti vari, allora basta attendere un po’, e ci sarà sicuramente qualche occasione per l’Aire 15.
non si capisce perché Apple insiste nel 2023 con minuscoli e cari SSD da 256 GB…smaltimento di scorte?
Credo sia una strategia di marketing per spingerti a prendere il modlelo successiovo. Lo stesso accade con gli iPhone entry level, che hanno una capacità di archiviazione palesemente inadeguata.
strategia di marketing per fare più cassa, quindi…come al solito🤪
Una recensione perfetta, che tocca ogni aspetto senza entrare nemmeno troppo in tecnicismi stretti.
Secondo te, parlando del modello 8gb da 15, per un editing con LR e PS non spinto (quindi post produzione base, sviluppo, un po’ di timbro clone etc) potrebbe essere buono? Te lo chiedo perchè a volte devo consegnare lavori on site e ora lo faccio con mb pro m1 13 8gb e mi trovo abbastanza bene ma ovviamente con un display da 15 sarebbe tutta un’altra storia, che ne pensi?
Grazie ancora un caro saluto
Ciao Andrea, io ho un iMac M1 con 8GB di RAM e mi diletto nel fotoritocco “spinto” con CameraRaw senza “affanni”. Devi solo valutare se in futuro potresti usare l’Air per lavori con file di enormi dimensioni.
Ho i 61mpx della a7r IV che un po’ lo impegnano , ma raramente lavoro grossi psd e comunque nel caso non in quella sede portatile diciamo 🙂
Siamo nel 2023 e ancora Apple ci prende in giro con 256Gb di spazio. È uno dei motivi per cui mi tengo il mio MacBookPro mid 2012 cui ho, man mano, regalato SSD (che comodità metterci quel che mi pare!) sempre più ampi. E adesso addirittura due SSD, di cui uno dedicato a TimeMachine che, silenziosamente e velocemente, viene costantemente tenuto aggiornato senza bisogno di collegare nulla.
Minimo minimo Apple dovrebbe partire da 512Gb se vuole evitare queste figure ridicole e micragnose.
Oramai l’espansione dell’archiviazione la fai sul cloud, che anche più comoda.
Sicuramente ma è indubbio il vantaggio di avere spazio a sufficienza per disporre di una copia dei dati anche in locale. Vale sempre la regola del 3: 1 copia in locale, 1 copia su disco esterno collegato solo durante il backup ed 1 copia in Cloud per essere sufficientemente al sicuro in caso di disastri.
Oggigiorno 512GB dovrebbe essere il taglio minimo degli SSD dei Mac, visto anche quel che costano.
Io per sicurezza ho acquistato un MacBook Pro M2 da 16” con 1TB potendo approfittare di un’offertona di Amazon, altrimenti sarei sempre dovuto stare attento a cancellare man mano file di aggiornamenti iOS o macOS oltre ai backup in locale di iPhone e iPad, ad esempio.
Se attivi l’opzione “Cartelle Documenti e Scrivania” di iCloud e poi “Ottimizza archiviazione Mac”, i file di queste due cartelle che non usi vengo salvati sul iCloud, e in locale rimane un segnaposto di pochi Kb, cliccandolo scarichi il file. E quando fai il backup con Time Machine, i file di iCloud sono inclusi. Con questo sistema io ho risparmiato non poco spazio e non pochi soldi per il mio iMac e MacBook Pro.
Ciao Stefano, molto interessante.. Faresti un articolo specifico su “come” utilizzare al meglio il servizio iCloud per un backup ottimale delle varie cartelle? (Magari con qualche automatismo se possibile). Grazie
iCloud non è un servizio di backup, ma di sincronizzazione tra i vari dispositivi, e di archiviazione cloud per risparmiare spazio. Time Machine fa anche il backup di iCloud Drive, quindi quando si elimina un file accidentalmente, che vine eliminato anche da tutti gli altri dispositivi, si può eventualmente recuperare con Time Machine. In sintesi è importante fare il backup di Time Machine.
Ciao, hai ragione, mi sono espresso male: non intendevo la gestione del servizio iCloud per il backup, ma “come” poterlo sfruttare al meglio abituato ad avere tutto in locale e sparso su più HD (interni ed esterni)
Ciao, una domanda: attivando le 2 opzioni di cui parli, Time Machine effettua il back up anche dei file completi salvati su iCloud (ma non su disco) o solo degli eventuali segnaposti?
I file vengono spostati su iCloud dopo che non sono stati aperti per un certo periodo di tempo, quindi prima che ciò avvenga Time Machine ha fatto il backup. Quando poi fai click sul segnaposto di un file solo su iCloud, lo scarichi, lo apri e lo modifichi, Time Machine farà il backup nella versione modificata prima che ritorni solo su iCloud per inutilizzo.
OK, grazie!
Così facendo però non è rispettata la regola del 3:
1. Dati in locale
2. Dati in Cloud
3. Backup su disco esterno
Per rispettare alla lettera il punto n.1 avrei dovuto accendere un muto per comprare un SSD da 1TB. Ho risolto con la funzione dei backup ridondanti di Time Machine click qui
E la mia regola si è trasformata in:
1) Dati in locale (i più utilizzati)
2) Dati in Cloud (che nel caso di iCloud non è un backup, ma un servizio di sincronizzazione)
3) Dati sul primo backup Time Machine
4) Dati sul secondo backup Time Machine
😉 🕸
Ciao Stefano,
grazie per per la sempre esaustiva recensione.
Ma sono diventato cieco o manca la tua valutazione finale (1-5)?
Buona giornata
🤦🏼♂️ ooops… ho corretto grazie, ieri proprio avevo aggiustato la formattazione del punteggio ed ho dimenticato di rimettere i “ragnetti”, ben 4,5 🕸
8 GB di RAM e 256 GB di SSD è la configurazione del mio iMac del 2013, duemilatredici
Tieni presente che 8GB di RAM unificata Apple Silicon non equivalgono agli 8GB della vecchia RAM, sono molto di più.
8 GB di ram li mettono negli smartphone ormai
Usermac non puoi ragionare come prima della transizione Apple Silicon. Il MacBook Air M1 con “soli” 8Gb di RAM ha prestazioni nettamente superiori rispetto al mio MacBook Pro 16″ Intel i7 con 16GB di RAM del 2019… che tra l’altro consuma come una stufa a vapore.
E ci mancherebbe che dopo 5 anni le prestazioni siano inferiori! 8 GB è una configurazione ridicola a quel prezzo, soprattutto ora che è tutto saldato senza possibilità di upgrade! Continuiamo a giustificare l’ingiustificabile.
Bella recensione, grazie.
Recensione molto, ma molto utile.
Buongiorno Stefano, volevo chiederti se c’è molta differenza sulla qualità del display, luminosità e qualità delle immagini in primis, rispetto al mio MacBook Pro 15” early 2013.
Grazie
Si, abbondantemente.
In senso positivo?
Si, il display del MacBook Air 15″ è decisamente migliore.
Perfetto, grazie.